In molti in questi giorni, a margine di alcune cose scritte qui e su PI a riguardo di politica delle reti, netstrike e decreto urbani mi hanno chiesto piu’ o meno gentilmente di essere propositivo. Dici che i netstrike ti sembrano una idiozia? Bella forza,troppo comodo, e allora tu che sei tanto bravo a criticare, cosa faresti?

Ora non vorrei sembrare arrogante ma io vorrei continuare a fare quello che ho fatto in questi anni. Osservare. E poiche’ si tratta di materia che mi ha sempre interessato, in questi anni ho osservato per esempio il totale fallimento dei tentativi di aggregazione in rete. Ho visto la fine di tutti quei movimenti che in qualche maniera ci hanno provato “dal basso”: da Alcei a Citta’ Invisibile, dai movimenti contro la Tut alle mille sigle casuali comparse in rete come meteore ed in un attimo scomparse. Dice: loro almeno qualcosa hanno tentato. Vero, molto giusto. Tutta la mia ammirazione di osservatore interessato.

Non mi piace il termine “popolodellarete”, anche se magari si tratta solo di una specie di slogan. E trovo abbiano ragione quanti affermano che ormai 10 milioni ed oltre di italiani in rete rendono superflua una simile specificazione. Sinceramente sulla svolta democratica che la rete portera’ al mondo reale ho scarsissime aspettative. Si trattasse anche di dopodomani.

Scrive oggi Fiorello Cortiana su QS:

so bene che il “popolo della rete” è geloso della propria autonomia e non è disposto ad alcuna cessione della propria sovranità .

Non esistono sovranita’ in rete. Forse nemmeno autonomie. Pero’ imperano i luoghi comuni. Esisteva un tempo un labirinto di indicazioni di comportamento su Internet che oggi e’ andato quasi interamente perduto. Sarebbe stato un ottimo laboratorio per qualsiasi forma di democrazia offline. Ma non ne abbiamo saputo trarre alcuna indicazione e ora siamo idioti online esattamente come offline.

Cortiana rappresenta oggi in Italia l’esempio di una avanguardia di politici illuminati sui quali fare immediato affidamento: nello stesso tempo il suo lavoro e quello di pochi altri, indica l’unica strada seria da seguire anche per noi elettori. Dieci milioni di persone che delegano con il loro voto politici che conoscano Internet e’ oggi la meno improbabile fra le utopie di sviluppo tecnologico del paese. Certo i risultati non saranno immediati, magari ci vorra’ un cambio generazionale e molti altri decreti Urbani ci attendono. E qualche altro Ministro Gasparri e anche qualche altro Pietro Folena. Ma da osservatore mi pare non ci sia alcuna strada alternativa praticabile.

13 commenti a “IL VIZIO di OSSERVARE”

  1. Pier Paolo dice:

    Mante, sei un disfattista.

    1° regola del disfattista: critica tutto quel che ti sta intorno

    2° regola del disfattista: cita sempre il passato per dimostrare che non si può che peggiorare

    3° regola del disfattista: qualsiasi dato tu abbia in mano, parlane come se fosse la peggiore catastrofe del mondo.

    Caro massimo, d'accordo far l'osservatore, ma dato che disponi di doti e conoscenze notevoli, e ti è stata data la notorietà  che serve per poter diffondere qualsiasi messaggio ti vada di trasmettere ad un discreto numero di persone, perchè non provi ad uscire dalla perfezione artistica della critica e sporcarti un pò le mani, come caravita: si ingegna per proporre qualche buona soluzione. Non dico genialate come l'open source, la gpl, o il gelato al cioccolato. Piccoli suggerimenti. Oppure quegli ottimi articoli in cui porti allo scoperto i giochi di potere dietro alle decisioni dei piani alti, come hai fatto per il decreto urbani. Sinceramente apprezzo molto la tua capacità  d'analisi, così come quella di tirar fuori notizie non immediatamente visibili, anche su internet. Lo spirito con cui si fa qualcosa però è importante, soprattutto se condiziona anche tutte le persone che hai la responsabilità  di stare accogliendo nel tuo spazio pseudoprivato". Secondo me solo un pò di costruttivo ottimismo può cambiare questo paese.

  2. Pier Luigi Tolardo dice:

    Però Cortiana è proprio un isolato, un caso più raro che unico, mi dispiace che poi si becchi tutte le critiche possibili ed immaginabili perché si espone e alla fine deve essere un po' realista per non essere solo velleitario. Anche nel sito dei Verdi, pubblicizzato con tanti banner con Percoraro Scanio, si chiama dilatua o una cosa del genere, si parla di tutto ma dei temi delle libertà  digitali non si accenna neanche.

  3. Fabio Metitieri dice:

    Mah… il labirinto di indicazioni di comportamento su Internet a cui ti rifesci, qual era? Io non ne ho mai visti. E non puoi riferirti alla Citta' invisibile, perche' quello era, si', un assurdo labirinto, ma tu non ci sei mai stato. Ti riferisci a quattro cazzate sulla netiquette? Esistono ancora e vengono ancora citate da tutti.

    Sul fatto poi che chi e' idiota off line lo sia anche on line – anzi, di piu' – avevamo mai avuto dei dubbi?

    Insomma, non capisco proprio dove vuoi andare a parare, con questi discorsi. Vuoi dire che si puo' votare meglio? E servivano tutti questi contorti prolegomeni?

    Ciao, Fabio.

    P.S.: Se ti serve un corso di scrittura, come dire, un po' piu' strutturata e un po' meno fuffosa, con contenuti chiari e spessi e senza voli pindarici, io sono disponibile… ;-)

  4. Gino dice:

    Bah, io non conosco personalmente Mantellini, anche se di primo acchito devo ammettere che mi sta abbastanza sulle palle per certi atteggiamenti tromboneschi nei quali ama crogiolarsi compiaciuto.

    Non sono un blogger in cerca di visibilità  come tanti tra coloro che vengono a commentare qui, non ho alcun interesse ad arruffianarmi Mantellini complimentandomi con lui e dandogli ragione solo per provare a mendicare un link.

    Però sono da anni un affezionato lettore di Mantellini perché è arguto e ha capacità  di analisi non comuni. Sull'argomento che si sta dibattendo concordo pienamente con Mantellini. Nonostante non mi stia particolarmente simpatico questa volta non riesco a non essere d'accordo con lui.

    A chi fa l'elogio dello "sporcarsi le mani", privilegiando la sostanza della protesta a prescindere dalla forma, rispondo che la forma è condizione indispensabile a dare senso alla sostanza. Non ho alcuna stima per coloro che si fanno il mazzo esponendosi solo a fraintendimenti.

    Piuttosto che passare le vostre giornate facendovi il mazzo a pigiare il bottone "reload" per mettere down qualche sito istituzionale (che nessuno mai si sognerebbe di andare a visitare) e farvi così tacciare di terrorismo dai giornali letti anche dalle massaie di Voghera, fareste meno danni andandovene al mare.

  5. Paolo Graziani dice:

    Le cose che funzionano, che hanno uno scopo preciso, hanno una vita: nascono, conducono la loro esistenza, muoiono, com'è naturale, quando il loro scopo è compiuto. Il movimento contro la TUT ha raggiunto il suo scopo, e si è sciolto solo allora.

    Tu dimentichi che proprio durante la campagna anti-TUT: 1)è crollato il monopolio Telecom sulle connessioni; 2)Sono state lanciate le tariffe "freenet" tipo Tiscali, etc.(internet "gratis");3)Galactica, e poi altri, hanno lanciato le prime tariffe flat.

    Certo non è stato tutto quello che chiedevamo, e magari sarebbe successo anche senza la nostra protesta. Però che senso aveva continuare a lottare contro la TUT, se il risultato era stato raggiunto?

    Questo per dire che stare a guardare è qualcosa, ma spesso è veramente poco, molto poco. Soprattutto se chi sta a guardare critica quelli che si danno da fare, in questo modo così palesemente disfattista e poco propositivo.

  6. Irene dice:

    Non sono daccordo col fatto che non esistono sovranita' e regole in rete. I newsgroups, IRC, le mailing list hanno tutti delle regole ed una gerarchia fin dalla notte dei tempi…di Internet. E funziona bene mi pare. Ricordi là­nterrogazione parlamentare da parte di un dep. AN ai gestori della gerarchia it. qualche anno fa?

    E i sondaggi e le petizioni online? Ora i politici non se ne curano molto (ma perche` i sondaggi offline li hanno mai considerati) ma faranno prima o poi i conti con "il popolo della rete", lasciami questa espressione anche se tu pensi sia solo una accozzaglia di individualismi (ed anche se fosse, sempre di forza si tratta).

    Un'ultima cosa: Non ho capito il link tra questa tua – anche legittima – campagna elettorale ed essere contro il netstrike. Credi che chi fa netstrike voti berlusconi? E credi che essere con Cortiana significhi essere contro il netstrike? Ma chi credi che vogliano votare quelli del netstrike e dei DOS? A mio parere, il tuo post puo' confondere ulteriormente le idee a qualche ggggiovane .:-)

  7. b.georg dice:

    qualcuno prima o poi spiegherà  ai politici di sinistra che popolo e sovranità  sono concetti di destra, e che la loro assenza in rete è il motivo della sua fortuna. A quel tempo avremo tutti il cellulare che frigge le uova col pensiero.

  8. .mau. dice:

    Come dice bene Gino, oscurare il sito web di Urbani con un attacco DoS ha come unica possibilità  pratica quella di additare gli attaccanti come pericolosi terroristi, con danno all'attaccato zero (credo che Mantellini abbia più accessi di Urbani).

    àˆ anche vero che poi non contano le azioni, ma lo stare dalla parte vincente, vedi quel bombarolo di Oberdan.

    Ma resto dell'idea che sia meglio chiedersi cosa fare, piuttosto che fare cose intrinsecamente sbagliate.

    (e sarebbe stato più divertente fare un controsito di Urbani e metterlo al posto di quello vero :-) )

  9. Irene dice:

    Si' perche` col controsito al posto del vero non ti avrebbero accusato di terrorismo, diffamazione, no eh?

  10. .mau. dice:

    (a) almeno l'avrebbero fatto per una ragione seria

    (b) almeno avrebbero fatto sapere le loro opinioni.

    Un netstrike è l'equivalente di una distruzione: meglio un centro sociale.

  11. Paolo Graziani dice:

    Che detto da te(meglio un centro sociale), la dice lunga sul tuo estremismo.Naturalmente non esattamente sinistrorso.

  12. .mau. dice:

    Non ho mai affermato di essere sinistrorso. Guarda che ti confondi con qualcun altro.

    ps: "meglio" introduce una comparazione, non dà  giudizi assoluti.

  13. Paolo Graziani dice:

    Infatti non avevo mai pensato di te che fossi sinistrorso, anzi: tutt'altro, appunto.