Mi pare esista una gran confusione sulla faccenda del Decreto Urbani. Quello che e’ certo e’ che si tratta di una battaglia che si sta giocando tutta sul terreno degli old media e poco o nulla su Internet. Da questo punto di vista chi la sta combattendo opponendosi come puo’ alle scempiaggini del decreto non solo la sta perdendo ma sta anche inconsciamente facendo il gioco dell’avversario. Fuori dalla ristretta fascia di chi segue la questione in rete e quindi sa di scioperi della connessione, netstrike, attacchi dos a siti web istituzionali (sempre che ci siano stati davvero), la stragrande maggioranza di quanti usavano fino a poche settimane fa i sistemi di file sharing e’ stata informata da TV e giornali dell’esistenza di un rischio concreto di “essere beccati”. In questo senso vanno letti i grafici del MIX di cui in molti stanno parlando oggi (grazie a Luca che per primo me li ha segnalati ieri)

Non ci vuole uno scienziato per capire che il traffico Internet italiano si e’ sensibilmente ridotto da qualche settimana a questa parte passando da picchi massimi di circa 7 Gb/s ai circa 5Gb/s di questi ultimi giorni. Oggi Beppe Caravita ha parlato con Joy Marino del Mix che ha stimato in circa il 10-15 % il calo di traffico nella giornata dello sciopero delle connessioni di ieri. Se anche fosse cosi’ si tratta di una vittoria di Pirro. La vera vittoria e’ quella ottenuta dalla FIMI e dagli altri soggetti interessati al decreto che hanno utilizzato efficacemente nelle ultime settimane la grancassa dei media per impaurire gli utenti del P2P. Inculcare la paura delle possibili conseguenze giuridiche e’ cio’ che a questi signori interessa. E non si tratta certo di una novita’: lo stesso sta facendo da un paio di anni la RIAA in USA (devo dire con pessimi risultati). Piano piano, nelle prossime settimane, l’attenzione dei media si allontanera’ dal decreto Urbani ed a quel punto l’unica cosa che potranno fare sara’ quella di rinvigorirla di tanto in tanto con qualche denuncia esemplare da passare ai giornali. Oggi se si vuole combattere il decreto la primissima cosa da fare e’ evitare di soffiare sul fuoco. Non farsi utilizzare dai media con iniziative folkloristiche come scioperi, netstrike o defacement vari.

38 commenti a “IL FIANCO all’AVVERSARIO”

  1. g.g. dice:

    Perfettamente d'accordo.

  2. Fabio Metitieri dice:

    Per nulla d'accordo. Gli utenti devono essere informati. Poi, quelli non fessi tra gli 11 milioni di italiani che hanno Cd masterizzati e i circa 3 milioni che scaricano dalla Rete impareranno, si spera, a capire meglio la situazione e si ricorderanno chi non si deve votare (sul chi si deve votare ho parecchi dubbi anche io…)

    Ben vengano quindi anche i polveroni e le campagne di colpevolizzazione.

    Ciao, Fabio.

  3. Tom dice:

    Non concordo. Il traffico oggi è tornato sui livelli normali.

    Inoltre il decreto urbani è attivo da mesi. Quindi con il Martedì 25 Maggio non c'entra nulla :)

  4. Gino dice:

    Concordo. Bravo Mantellini, questo è un post da incorniciare.

  5. .mau. dice:

    Se c'è meno banda impiegata, io ne ho di più (si fa per dire, da casa sono sempre a 56k)

  6. andrea rossato dice:

    "Oggi se si vuole combattere il decreto la primissima cosa da fare e' evitare di soffiare sul fuoco."

    bah, sarà  che non sono un blogger e quindi capisco assai poco delle cose del mondo.

    mi risulta difficile comprendere come sotterrando la testa sotto la sabbia, e dimenticandosi della faccenda, se ne eliminino le conseguenze. se non con la solita credenza italiota che la legge serve solo per farsi un po' di pubblicità  o, come ormai scrivono i giuristi, per intessere intese linguistiche con i consociati.

    rimane il fatto che una copia di talassemici siciliana si è vista negare la possibilità  di fare un esame preimpianto sull'embrione concepito in provetta. eppure tutti si sono ben guardati dal parlare della legge sulla fecondazione assistita.

    o forse non tutti i blog escono con il buco. si diceva cosà­, giusto?

    andrea rossato

  7. Paolo Graziani dice:

    Mantellini scriveva le stesse cose anni fa, per sabotare i nestrike e gli scioperi delle connessioni, di NoTUT. Era, ed è, tuttora, molto infastidito dal fatto che gli utenti, per farsi sentire, non abbiano bisogno della sua grancassa giornalistica.

    E' un bel modo di pensarla, questo: gli utenti per protestare debbono tacere; magari gli operai è meglio che non scioperino, allora, e i pacifisti, che non manifestino.

    Cioè: uno è incazzato nero, ma deve tacere. Per evitare che la sua protesta venga mediaticamente(dai colleghi di Mantellini)fatta passare per "illegale, violenta, antidemocratica".

    Finchè questo spazio di commenti resterà  libero, continuerò a denunciare il comportamento vile e antidemocratico, invece, dei "giornalisti" alla Massimo Mantellini.

  8. massimo mantellini dice:

    Allora allora….

    1 – Vorrei poter continuare a pensare (come penso da tempo) che i netstrike siano nella stragrande maggioranza dei casi una cazzata senza che qualcuno me li paragoni ogni volta alle conquiste sindacali dei lavoratori. E' inutile dire che si tratta di un paragone davvero fuoriluogo per mille ragioni anche pratiche (Oggi bastano 4 persone con del tempo da perdere e un softwarino per abbattere un sito web)

    2 Io vedo una profonda differenza fra sabotare qualcosa ed esprimere un parere su qualcosa. Ma evidentemente c'e' chi come Paolo continua a fare confusione. Ed in ogni caso lo spazio dei commenti di questo blog "vile e antidemocartico" restera' – contro ogni aspettativa, aperto. Da non crederci eh?

    3 Andrea: sulla questione della fecondazione assistita (che in questo contesto configura un caso tipico di benaltrismo) se tu fossi un blogger sapresti che sui blog si e' parlato per tempo e con toni molto critici della nuova legge. E del resto e' vero, non tutti i blog riescono col buco cosi' come non tutti i commenti.

    4 Per finire questo noioso post di precisazioni confermo di non aver mai detto ne pensato che non soffiare sul fuoco mediatico equivalga a nascondere la testa sotto la sabbia. Ne penso che si debba tacere. Tutt'altro. Ho sempre pensato e scritto l'esatto contrario. Ma ci sono sordita' interessate contro le quali non c'e' molto da fare. E allora tanto vale ridurre al minimo le precisazioni.

  9. Paolo Graziani dice:

    "Sabotare" una protesta, per es., si fa non parlandone, oppure parlandone associandola all'illegalità  – ed è quello che tutti, tu compreso, stanno facendo, a livello mediatico.

    "Esprimere un parere", è qualcosa che solo chi ha visibilità  mediatica, può fare(per es. tu). Però chi non ha quella visibilità  se la deve conquistare – ed ecco la necessità  di azioni come il netstrike, e forse anche l'attacco Dos.

  10. Paolo Graziani dice:

    Fra l'altro Mantellini ha sempre dimostrato in modo caloroso e generoso la sua adesione alle varie campagne di protesta avvenute su internet, anche a quelle più "civili" e non "folkloristiche".

    Agli albori dell'internet italiana, nel 1996, una petizione di Città  Invisibile raccolse migliaia di firme contro la TUT(io al tempo nemmeno lo usavo, internet).

    Il buon Mantellini accolse la notizia così, sui newsgroup"beata innocenza" . Si vede che la sua è una battaglia contro l'innocenza.

  11. Irene dice:

    Ma scusa, se netstrike, dos, defacement non vanno bene, allora cosa deve fare il popolo della rete per protestare? Se hai idee contro, spero tu abbia qualche idea pro altrimenti un post lamentevolmente depressivo non serve a nessuno. :-) Ciao

  12. grimmo dice:

    Irene credo che bisognerebbe prima di tutto informarsi sulla politica del nostro paese e, quando e se ne avremo l'occasione, votare di conseguenza.

    Poi sarebbe anche bello spegnere per una volta i pc e ritrovarsi sui banchetti nelle piazze a raccogliere firme per proporre un referendum abrogativo delle legge Urbani. Io non so da dove cominciare per questo genere di cose ma se qualcuno me lo spiega sarò ben lieto di collaborare.

  13. massimo mantellini dice:

    beh irene esistono due strade per come la vedo io:

    1- una di sensibilizzazione e crescita dei politici (quello che stanno facendo caravita e cortiana per esempio)

    2-quella di un associazionismo in rete dal basso che compensi con i numeri alla sua scarsa capacita' di incidere sulle cose della politica.

    sono entrambe strade in salita (e sulle quali personalmente ho molto poche speranze) ma non mi pare ne esistano altre….

  14. ferf01 dice:

    forse sarò un po' demagogico e superficiale (anzi sicuramente): ma il paragone tra la difesa dei diritti di un lavoratore e quella di chi (giustamente) vuole condividere conoscenza di qualsiasi tipo non mi sembra il più azzeccato. nel primo caso uno sciopero può avere senso e in alcuni casi ottenere risultati, nel secondo no. è come dire che per contrastare lo sfruttamento dei lavoratori di nike e mcdonald's può bastare non comprare più scarpe (o panini). finora qualcuno ci ha provato ma (purtroppo) con pochi e deludenti risultati. piuttosto servirebbe una forte campagna di sensibilizzazione che veda coinvolti media, politici e cittadini (sono quindi d'accordo quindi con il titolare del blog) ma visto che la maggior parte degli italiani non sa neanche di cosa parla il decreto urbani, ottenere risultati in tempi brevi è veramente dura.

  15. L'anonimo lettore dice:

    E' bello leggere in questi commenti i tanti modi di proposti di protesta contro il decreto urbani. Tutti condivisibili o meno. Ma ne manca uno: lo sciopero dell'acquisto

    Iniziamo a non comprare piu' cd e dvd, a non andare piu' al cinema.

    Certo, finche' saremo in 4 gatti non servira' a nulla, ma iniziamolo a farlo.

    Il dio denaro e' l'unico interlocutore che viene preso in considerazione da certe persone (e mi riferisco sia ai politici che ai capoccia delle associazioni dell'industria musicale).

    Vediamo che succede. Cerchiamo di farlo tutti.

    Anche se sono fortemente scettico, perche' la gente e' fondamentalmente ipocrita ed egoista.

  16. Paolo Graziani dice:

    Le vendite di Cd sono in caduta libera da anni, ma a quanto pare non è servito proprio a nulla, anonimo lettore.

    Quanto alle proposte di Mantellini, bella l'idea di svuotare il mare col cucchiaino…

  17. L' dice:

    Certo che sono in caduta libera, ma non per colpa di una iniziativa comune di migliaia di consumatori. Facciamogli vedere adesso cosa davvero vogliono i consumatori, ovvero coloro che gli danno da mangiare. Portiamoli sull'orlo del fallimento. Facciamo sentire la nostra voce. Facciamo dimezzare le vendite di cd, se ne siamo capaci.

    Poi vedrai che si scendera' a patti.

  18. Gino dice:

    (prima parte)

    Premetto che il mio ragionamento forse è un po' azzardato, e mi riservo di rivedere le mie opinioni in seguito, quando gli effetti della legge Urbani saranno più evidenti, ma credo che si possa ipotizzare un caso di eterogenesi dei fini.

    Mi spiego meglio: premesso che la legge Urbani è rozza e iniqua, e che in nessun modo un tale aborto giuridico può riscuotere simpatie da parte mia, sto iniziando a pensare che possa portare benefici effetti collaterali del tutto indipendenti dalle finalità  perseguite dalle lobby che l'hanno promossa.

    Questo capolavoro d'illiberalità , infatti, non gioverà  all'industria cinematografica e musicale, che, come già  dimostrato da diversi studi non vengono danneggiate significativamente dai circuiti P2P. Il fatto è che SIAE, FIMI, Filmauro & C., a furia di addossare la colpa dei propri (supposti) mancati introiti non all'incapacità  di ridiscutere il proprio modello di business ma alle tecnologie digitali (vedi P2P e masterizzatori), hanno finito per credere veramente alla favola da loro stessi inventata: che il mancato introito sia uguale alla somma del "prezzo di copertina" delle copie illegalmente diffuse. Ora, è chiaro anche ad un bambino che, qualsiasi utente, potendolo fare gratis, scarica dalla rete una quantità  di opere enormemente maggiore di quanto effettivamente sarebbe disposto ad acquistare, se obbligato a pagare a prezzo pieno.

    Non c'è dubbio, poi, che questa gente< /a> è approdata a internet e all'ADSL (o alla fibra) esclusivamente per il P2P e per la possibilità  di "scaricare tutto gratis, velocemente e a volontà ": nessuna cultura della rete, nessuna coscienza della portat

    a civile di internet. Telecom Italia, Infostrada, Fastweb e le altre compagnie ci hanno marciato alla grande, pur di attrarre a sé questo tipo di utenza che, diciamocelo, non ha portato certo un'iniezione di intelligenza nella rete.

    (1/3 – segue…)

  19. Gino dice:

    (seconda parte)

    Inevitabile ipotizzare che, se il settore musicale e cinematografico non trarrà  vantaggio dalla legge Urbani, al contrario i fornitori di connettività  ADSL e in fibra ottica hanno oggi chiaro davanti agli occhi tanto lo spettro delle disdette quanto la scomparsa del loro più forte argomento di vendita.

    Follia ulteriore già  più volte sottolineata: il governo mette a rischio un contributo sostanzioso al PIL nazionale a vantaggio di multinazionali d'oltreoceano.

    Allora chi ci guadagna? Verebbe da dire nessuno, e invece secondo me ci potrebbe guadagnare qualcuno che mai era stato considerato dagli estensori del decreto: noi vecchi "aficionados" della rete.

    Mi spiego meglio: trascurando il fatto che senza la quota di traffico P2P a ingolfare le linee c'è più ban da, pensate solo a quale boccata d'aria fresca può essere tornare ad un'internet ripulita, con meno utenti, più consapevoli, tecnicamente più preparati, educati e rispettosi della netiquette: più spazio al dibattito, voci interessanti non più coperte dal rumore di fondo, nuovo entusiasmo per fare di internet uno strumento che smette di essere il veicolo dei trojan e la terra di conquista dei venditori di loghi e suonerie ma torna compiutamente ad essere un prezioso spazio di libertà  e comunicazione, per chi lo sa apprezzare e per questo è disposto ad essere rispettoso del prossimo delle regole di civile convivenza. Non credo proprio che, sul lungo periodo, la perdita dell'attuale "popolo dell'ADSL" si traduca anche in perdita di istanze utili al progresso sociale ed economico del Paese. Anzi, al contrario.

    Ma a voi uno scenario del genere farebbe proprio tanto schifo? Mmmh… non ci credo! Sono volutamente provocatorio, ma sinceramente la rinuncia al P2P mi pare una rinuncia accettabile per la contropartita – davvero considerevole – del ritrovato entusiasmo verso internet.

    (2/3 – segue…)

  20. Gino dice:

    (terza ed ultima parte)

    Vedo però un punto debole – e non è roba da poco – in questo ragionamento. La legge Urbani sembra fatta apposta per agire sinergicamente con quei magistrati (e ce ne sono tanti, ahimè) in cerca di facile clamore

    sui media. Non mi farei troppe illusioni: pensate che si lasceranno sfuggire l'occasione ghiotta della maxiretata, possibile almeno fino a riscrittura dell'Art. 1? E con la possiblità  di sequestrare materiale nei privati domicili dei cittadini e di ricercare le prove in un secondo tempo sugli hard-disk e sui CD e DVD masterizzati reperiti in casa degli utenti, pensate che andranno tanto per il sottile nelle indagini preliminari alla maxiretata? O piuttosto andranno a pescare a casaccio negli elenchi degli abbonati? Signori, auguri!

    P.S. Mi scuso Mantellini e con i suoi lettori per la lunghezza del commento.

  21. Gino dice:

    … e chiedo scusa anche per gli errori di batitura ;-)

  22. Paolo Graziani dice:

    IL fatto è che una protesta di massa ha bisogno di un gran numero di aderenti. Per raggiungere molte adesioni, occorre avere la visibilità  necessaria: farsi pubblicità . La pubblicità  costa; l'unico modo per averla gratis è fare azioni clamorose. Se non illegali, perlomeno clamorose.

    E sperare che la gente si spaventi più per l'oggetto della protesta(in questo caso: per la legge), che per il soggetto della stessa(gli attaccanti e i loro metodi).

    E' così semplice, ma il buon Mantellini queste cose semplici semplici finge di non capirle – beata innocenza!

  23. Irene dice:

    Concordo che la strada e' in salita e aggiungo – al buio. Sui possibili metodi di protesta, ne stanno parlando tutti: e' gia' una cosa positiva perche` siamo coscienti che la situazione e' nuova e va valutata.

    Io personalmente non so, non riesco a giudicare quale possa essere il piu' efficace. Forse col tempo, empiricamente, si capira' se il netstrike o lo sciopero degli acquisti potranno scuotere i potenti…offline.

    Personalmente (x Massimo) non credo molto allo scendere in piazza e…fare come gli antichi (volantinaggio, comizi): il popolo della rete prende vita e forza quando e' online, offline non…esistiamo. Il canale di comunicazione on-offline potrebbe (e uso il condizionale) meglio essere la petizione, la raccolta di firme. Ma come fare per garantire la veridicita' delle firme?

  24. Sandro kensan dice:

    Non concordo con Gino, secondo me l'idea è ammiccante ma il popolo degli scaricatori (di porto:) ha grande capacità  di adattamento, scarsi principi etici e comincerà  ad usare l'ADSL per scaricarsi i film e gli mp3 da rosso alice pagando.

    Io credo che la tecnica di svuotare il mare col cucchiaino sia l'unica via, ogni tanto c'è una elezione e se chi ha rispetto per la rete viene eletto allora la politica può cambiare.

    Basti pensare a quando i verdi sono entrati in politica, da quel momento tutti i partiti sono diventati un po' più verdi.

  25. beppe dice:

    Avrei molto da dire, forse troppo su un post in cui ho larghe zone di disaccordo.

    Mi limito a:

    il nostro sciopero pacifico dei modem è stato il primo a riuscire nella storia d'Italia

    altri, come il famigerato Gianfranco Mascia, hanno cercato di fregarci con il loro maledetto netstrike in cui si sono inseriti autentici provocatori. Che Mascia ha persino coperto e ha rivendicato a sè quegli attacchi.

    Stiamo vincendo: il testo dell'emendamento che cancella le porcate è oggi su Quinto Stato. Dobbiamo però tenere la guardia alta per arrivare bene fino in fondo.

    Massimo, bisogna distinguere tra fesserie e scioperi di massa motivati e riusciti.

    E soprattutto bisogna capire che è necessario a volte uscire dai pessimismi cosmici. Altrimenti degenerano in depressioni. E le depressioni accecano.

    Noi la vinciamo questa sacrosanta battaglia.

    Beppe

  26. massimo mantellini dice:

    beppe

    a proposito di mascia (e del valore simbolico dei netstrike) ti invito a dare una occhiata a questa pagina web preparata per l'occasione del prossimo flood a beniculturali.it:

    http://www.bobi2001.it/net3.htm

    saluti

    ….i punti di disaccordo poi mi interessano…..

  27. L&#39;anonimo lettore dice:

    Non sono per nulla d'accordo con il commento in tre parti di Gino.

    Internet e' solo un mezzo. Se su internet ci sono una massa di persone il cui unico scopo e' solo succhiare banda, allora la colpa e' anche nostra che non siamo riusciti a spiegargli in nessun modo quale effettivamente e' il fine di internet e come la si utilizza e ad educarli.

    Se tu Gino vuoi una rete per pochi eletti, per pochi buoni (e come li scegli questi buoni? in base a quale criterio?) fatti una rete fra te e quelli che ritieni piu' meritevoli.

    Per me internet deve essere di tutti, anzi ti diro' di piu': dovrebbe essere un DIRITTO da garantire a tutti i cittadini. Questa sarebbe la vera svolta rivoluzionaria, ministro Stanca, ministro Urbani e ministro Gasparri.

    Inoltre, se veramente si aprisse uno scenario come quello che dici tu, ovvero con la massa che abbandona internet e con la rete che diventa una sorta di comunita' elitaria, quello sarebbe il giorno in cui la liberta' avrebbe perso e i regimi avrebbero ottenuto il loro risultato: controllare l'incontrollabile (cosi' come stanno gia' tentando di fare, il decreto urbani altro non e' che una legge con la quale si vuole regolamentare in qualche modo la rete, e il ministro se ne va pure vantando in giro).

  28. beppe dice:

    Bè Massimo…mi pare un click eloquente. Conferma il mio giudizio sul personaggio. E guarda che di solito sono benevolo….

    Putroppo però si è comportato così: è venuto sul forum di Fiorello con un post in cui chiedeva proseliti con fare imperioso al suo netstrke.

    Gli ho obbiettato gentilmente che non era una grande idea….noi avevamo lavorato viralmente allo sciopero del modem da una settimana…

    Se n'è fregato. se n'è andato. Qualcke craker ha fatto gli attacchi. Lui li ha rivendicati e si è fatto bello sulla stampa come il salvatore della Patria.

    Mentre Fiorello aveva già  all'80% la trattativa fatta con Urbani….appoggiato dai nostri modem pacifici.

    Putroppo come dice Cipolla la densità  di cretini è statisticamente definita sia a destra che a sinistra….;-)

    Beppe

  29. Gino dice:

    anonimo lettore, la mia è solo un'ipotesi tutta da verificare, ma prima di affermare che una rete "dimagrita" sarebbe una sconfitta della democrazia vorrei chiederti: sei proprio sicuro che per contrastare i regimi sia più efficace una rete in cui prevale il rumore di fondo, nella quale la gran parte dei frequentatori non è minimamente interessata ad utilizzarla come strumento di difesa ed espansione dei propri diritti civili? Mi pare una domanda a cui è difficile dare una risposta secca e perentoria. Dipende.

    Vorrei ancora precisare che non sto in nessun modo difendendo la legge Urbani: ipotizzo soltanto che per effetto di tale legge potrebbero prodursi effetti inaspettati e non necessariamente negativi.

    Anche l'ipotesi nefasta di Sandro kensan (passaggio degli utenti a Rosso Alice) mi pare da considerare. Spesso dopo qualche mugugno la gente si adatta più o meno a tutto, ma bisogna vedere quanto indispensabile viene considerato il download rispetto alla spesa che comporta oltre ai costi di connessione. A volte la parola "gratis" è magica, mentre se si iniziasse a dover pagare molti potrebbero rinunciare al giocattolo.

    Ultima considerazione sugli ISP: se si verificasse una cospicua diminuzione del numero di abbonati inizierebbero a fare ponti d'oro a quelli rimasti. C'è ancora parecchio margine per diminuire ancora (e di molto) il costo di connessione, dato che attualmente ci stanno vendendo a carissimo prezzo una risorsa – la connettività  – che è invece largamente disponibile.

  30. Sandro kensan dice:

    Si, i provider vedranno le connessioni diminuire ma non tieni conto che gli introiti potrebbero venire da chi paga i film e li scarica via ADSL.

    Ho visto che la telecom ha raddoppiato la banda, quindi presumo stia facendo i suoi conti sul medio e lungo periodo: mi chiedo quante adsl vale una adsl che scarichi regolarmente film da rosso alice?

    In altri termini quanto vale il mercato futuro in cui si scaricano solo film a pagamento (e moltra altra roba) rispetto al mercato attuale delle ADSL col P2P?

    Credo che alla telecom abbiano fatto due previsioni e il decreto urbani esprime la loro decisione.

  31. Tizio dice:

    Di solito ho le mie idee e caschi il mondo non le cambio nenche con le cannonate. In questo caso devo dire che è avvenuto un miracolo. Un articolo che mi ha fatto riflettere.

    Stavo già  preparando con la mia LAN a banda larga di 11 belve scatenate a dare l'attacco al sito dei beni culturali…

    Urbani ringrazia Mantellini… ;-)

  32. Attilio dice:

    Perdiana… ecco perché la mia connessione filava liscia come l'olio negli ultimi giorni. Che sia tutto un trucco per diminuire la congestione ? ;-)

  33. Andrea dice:

    Mi dispiace, ma non sono daccordo. Le rete deve ribellarsi, deve farsi sentire, deve dire che i signori politici sono degli incapaci e ignoranti per quello che riguarda internet. Il decreto urbani è un affronto alla libera diffusione delle notizie, è il ripristino della dittatura.

    Non mi riferisco al file sharing, ma soprattutto al vincolo che viene imposto ai webmaster, quello di mandare le proprie pagine periodicamente a Roma e Firenze. Riprende la vecchia legge del periodo fascista utilizzzata per controllare tutto quello che veniva pubblicato, e giù contro i sovversivi.

    I Nostri non ne fanno un problema di potere, ma di mancato introito. La mia serata la passo al computer, navigo tra migliaia di informazioni, la televisione è spenta e non guardo la pubblicità . C'e' l'abbandono dei sistemi tradizionali, stiamo sfuggendo alle leggi di mercato, procuriamo controinformazione, non facciamo guadagnare i giornali tradizionali, le televisioni, i pubblicitari. Ci vogliono imbavagliare e dobbiamo farci sentire, il futuro è nostro, non loro…

  34. Scintilena dice:

    Assolutamente contrario

    Con il decreto Urbani non si attacca solo la pirateria, che comunque è deprecabile, ma si attacca la libera informazione delle notizie.

    Il fatto di dover mandare una copia dei siti alle biblioteche riprende pari pari una legge del fascismo che controllava l'editoria.

    Adesso non è un problema di potere, ma di mancati introiti:

    Sui nostri siti non c'e' pubblicità , sfuggiamo alle regole, non guardiamo la televisione perchè le nostre notizie le prendiamo alla fonte, non compriamo i giornali e diciamo quello che pensiamo!

    Non credo che i politici non sappiano quello che stanno facendo con questa legge. Però dobbiamo dire chiaro quello che pensiamo, dobbiamo farci sentire, nessuno può mettere più il bavaglio alla rete, neanche in Cina…

  35. beppe dice:

    Brava Scintilena!

    Se passa Urbani poi….

  36. beppe dice:

    partita la raccolta di firme per togliere galera, bollino siae e tassa hard disk:

    http://www.petitiononline.com/mod_perl/signed.cgi?beppe230

    forza, firmiamo che la vinciamo!

    (questi sono i nostri metodi di lotta, Massimo)

    viva Gandhi!

  37. Fabio Metitieri dice:

    Sull'obbligo di mandare copia dei propri siti alle Biblioteche nazionali centrali (se ho capito di cosa state parlando)… be', e' una bufala, o meglio la solita legge fatta per sbaglio e che verra' corretta da un decreto attuativo. La Bnc di Firenze ha gia' emesso un comunicato stampa dove invita tutti a NON mandarle alcun materiale (tanto non avrebbe la possibilita' di schedarlo e gestirlo).

    L'intento della legge era avviare un sistema di archiviazione storica del Web italiano, non troppo diverso dalla Wayback machine o da numerosi altri progetti delle biblioteche nazionali di altri Paesi.

    Solo che – per sbaglio – si e' inserito nella legge l'obbligo di deposito, in quella forma assurda e con tanto di sanzione per gli inadempienti, mentre e' ovvio che la raccolta dei dati avverra' solo da siti selezionati e tramite spider.

    E' incredibile il numero di leggi che questo governo sta facendo "per sbaglio" e che poi deve correggere… dalla registrazione dei siti come testate, alla galera per le violazioni del copyright, al deposito delle pagine Web…

    Ciao, Fabio.

  38. unasalma dice:

    beh, date uno sguardo al manifesto di questo sito, oltre ad un dibattito virtuale con la Carlucci:

    http://www.hitparadeitalia.it