Siamo alla follia. Ne ha gia’ accennato Beppe sul suo blog. Sara’ la prima notizia di Punto Informatico domani. Secondo questa legge qualsiasi documento in rete di un qualche valore culturale dovra’ essere entro sei mesi dalla sua pubblicazione inviato alla biblioteca nazionale di firenze o di roma per l’archiviazione. La sanzione amministrativa per chi non si adegua: 1500 euro.

1. Al fine di conservare la memoria della cultura e della vita sociale italiana sono oggetto di deposito obbligatorio, di seguito denominato “deposito legale”, i documenti destinati all’uso pubblico e fruibili mediante la lettura, l’ascolto e la visione, qualunque sia il loro processo tecnico di produzione, di edizione o di diffusione, ivi compresi i documenti finalizzati alla fruizione da parte di portatori di handicap.

23 commenti a “DEPOSITO LEGALE: FOLLIE ITALICHE”

  1. beppe dice:

    Non siamo alla follia. Siamo al fascismo programmmato freddamente: galera per il p2p, censura sui blog, brevettazione del tuo dna.

    Disobbedienza civile di massa! Tutti a volantinare il 15 contro Urbani (ritrovo ore 9,30 in via Fiamma 5 per i milanesi) e poi il 18 tutti davanti al Senato!

    Orma è questione di sopravvivenza! Pura e semplice….

    E' incredibile…

    Beppe

  2. marco dice:

    Questo vuol dire che ognuno di noi deve mandare un malloppazzo con i contenuti dei weblog ? No problem, glielo mando volentieri, però loro me lo archiviano come Dio comanda senza fiatare.

    E quando vado alla Nazionale e gli dico ' Mi dia l'annata 2003 di pubblicodimerda.splinder.it' voglio me la tirino fuori in fretta senza facce strane o sorrisini compiacenti del tipo 'Ecco un altro idiota'.

  3. paolo dice:

    nn serve chiamarla follia

    va chiamata col suo nome

    tirannia

    dittatura intellettuale

    ecc ecc

  4. dario dice:

    Nessun fascismo, almeno qui. Il deposito per le biblioteche è sempre esistito… il problema è in chi fa le leggi, tanto per cambiare. Ma ha ragione Marco: mandiamogli tutto, per e-mail, su cd-rom o in floppy da 5 1/4''- io che sono uno stronzo propendo per l'ultima :-)

  5. lorenzoc dice:

    Dando un'occhiata all'iter della legge e alle varie relazioni che l'accompagnano, in tutta onestà  devo dissentire da beppe caravita : in questo caso non siamo di fronte a un atto di fascismo preordinato ma semplicemente all'ennesiva faciloneria legislattiva a cui bisognerà  metter rimedio al più presto nel regolamento attuativo.

  6. Pinolo dice:

    Ma non farebbero prima, almeno per il web, a dotare una "biblioteca" prescelta di un mega-meta-spider?

    Basta che ci dicano come si chiama… poi lo metto nella deny-list nei miei htaccess

    :-)

  7. Pablo dice:

    Presto sarete informati della nuova legge approvata in Parlamento: la tanto famosa legge Sull'aria che respiriamo. Ormai, arrivati a questo punto, dopo il DL Moratti, il DL Urbani e quant'altro, sembrerebbe qualcosa di sensato ed assolutamente legale.

  8. Tom dice:

    A questo punto perchè non inviare tutte le nostre telefonate, le registrazioni (a quel punto obbligatorie) delle nostre chiacchere al bar, e non dimentichiamoci le scorregge.

    56 milioni di tipi di scorreggie diverse sono patrimonio fondamentale da conservare nella biblioteca nazionale.

    P.S: Scusate il tono ridicolo

  9. Gino dice:

    Ma la cache di Google e la WayBackMachine non bastavano?

    :))

  10. Gino dice:

    Mi chiedevo se la cache di Google e la WayBackMachine non erano sufficienti a conservare la memoria del web, ma il post è venuto una schifezza!

    Il fatto è che Rateyourmusic è un po' allergico alla sintassi dei link alla WayBackMachine (magari con il nuovo Blogger andrà  meglio!). Chiedo scusa.

    P.S.

    il link era questo:

    http://web.archive.org/web/20020607113251/http://www.mantellini.it/

  11. Fabio Metitieri dice:

    Bof… di inziative delle nostre Nazionali per conservare storicamente dei pezzi della Rete italiana si parlava da tempo. Ovvio che la Wayback machine non basta e ancor meno la cache di Google. In questo senso, del resto, si stanno gia' muovendo la Library of Congress statunitense e la British library inglese.

    Che poi la legge nostrana sia quanto meno "sconcertante", e' un altro discorso… ma non vedo proprio delle volonta' proibizioniste. Solo faciloneria o, a voler essere buoni, un po' di fantasiosa eccentricita'.

    A me pare ovvio che per progetti di questo genere non serva un deposito obbligatorio, ma un gruppo di documentalisti che selezioni e conservi quanto ritenuto rilevante (e sui criteri, comunque, non si finira' mai di discutere). Per il legislatore (chi e' stato?), evidentemente, questa soluzione non era ovvia.

    Come al solito, fatta la legge si leggera' con attenzione quanto si e' varato, e incominceranno prima le correzioni interpretative, poi i decreti attuativi o altri provvedimenti di rettifica…. Imo.

    Ciao a tutti, Fabio.

  12. beppe dice:

    vincono il premio:

    1) il floppy da zinque e un quarto

    2) il database delle scorregge

    il resto è la solita polemicuzza, compresa la mia

    beppa da san vitur cella n°1456 braccio sinistro

  13. Anonimo dice:

    avete provato a cercare la parola "incapace" su Google ??

    indovinate un po' chi appare in cima alla lista!!!

    F-A-V-O-L-O-S-O-!

    mr_setter

  14. rik dice:

    azzeccatissima la pic di Bart sulla home page di PI…

    un solo commento: che schifo!

  15. LockOne dice:

    il caro urbani, una volta raggiunto il fondo, ha cominciato a scavare.

    comunque, son contento. i siti porno che reggo non dovrebbero rientrare nella cosa. oppure no? oh, son parecchi giga di fotine.

    chissa', magari poi si queta.

  16. Paolo Graziani dice:

    Portiamo tutti i siti all'estero e smettiamola di pagare servizi di hosting, housing, domini, portali etc., in Italia.

    Così le società  che si occupano di siti si sveglieranno e si faranno sentire, e magari si rimedierà , almeno, a questa legge incivile, incostituzionale, illiberale, infame.

  17. enrico dice:

    tanto non hanno ne' personale ne' fondi; sarebbe bello quindi sommergerli di terabite di files per capire (a) dove li mettano (b) cosa ci facciano .

  18. Mirko dice:

    Portare il sito all'estero non cambia la situazione (il mio c'è già  ma per motivi di convenienza economica). Conta la residenza.

  19. Mia dice:

    Verrebbe da ridere, se fosse uno scherzo. Che schifo. E la cosa peggiore è che queste trovate passano sotto silenzio.

  20. Paolo Graziani dice:

    Se potessi metterei anche la residenza all'estero.

    In ogni caso, anche se non servirà  a risolvere il problema strettamente legale, io prenderei la contro-misura che ho detto per spingere le società  che lavorano in quel settore a reagire e ribellarsi a una misura che cmq, in ogni caso, comporta una limitazione e una penalizzazione anche per loro.

  21. livefast dice:

    io non ho grossi problemi ad inviare alla biblioteca nazionale quello che scrivo. non temo la censura, quello che scrivo è integralmnte online, se qualcuno dovesse darsi la pena di leggerlo per poterlo censurare sarei onorato del fatto (e pronto a difendere in ogni modo la mia libertà  di scriverlo). se invece il punto è che la politica continua ad immischiarsi di quel che non capisce e ad utilizzare consulenti che a propria volta non lo capiscono what's new about it? basta dare un'occhiata al nuovo codice della strada per rendersi conto che chi lo ha scritto non ha la patente…

  22. Luciano Giustini dice:

    Piu' che alla follia siamo all'idiozia.

    Perfino alle copie d'obbligo che io consegno tutti gli anni alla questura di Roma per la mia rivista elettronica e' sufficiente una dichiarazione di indirizzo Internet che loro visitano, se ritenuto necessario. Rammento che sto parlando di una testata registrata!

    Mi sembra che Urbani stia dando il peggio di se'.

  23. Domiziano Galia dice:

    Al via la campagna "100.000 bloggers non possono avere torto".

    Questa follia ci offre la via per il contrattacco: la blogosfera tutta deve subito creare un fronte compatto e rifiutare categoricamente qualsiasi cedimento alla suddetta. 100.000 bloggers hanno un peso politico.

    Diventeremo una lobby? :o