06
Mag

Gaspar Torriero come molti sanno e’ uno dei piu’ grandi blogger viventi. Questo post serve quindi solo a quanti ancora ne ignorano le qualita’. Quando quasi due anni fa ci fu a Milano il primo incontro sui blog, Gaspar senza bisogno di inviti se ne arrivo’ da casa sua portando il suo access point per cablare la sala del convegno in wifi. Bloggammo senza fili alla sua salute quella sera e piano piano abbiamo iniziato a conoscerci meglio. Ed insomma io amo quest’uomo e questo suo commento che ho appena letto sul blog di Culture Digitali anche isolato dal contesto merita di essere trasportato da queste parti.

Io non credo nel cacciavite. Io lo uso, quando mi serve; e se non mi serve non lo uso. Non c’è niente da credere o non credere, col cacciavite: se tanta gente lo usa, vuol dire che serve.

Parlare dei blog come fenomeno elitario perchè bisogna saper usare il computer o perché si tratta di una ristretta minoranza rispetto alla popolzione dei votanti, mi suona abbastanza paradossale, e scorretto.

E’ più interessante capire se il blog sia più o meno elitario rispetto agli *altri* mezzi di comunicazione. Ad esempio: numericamente, sono di più i giornalisti o i blogger, in Italia? C’è qualcuno che conosce questo dato? Ed è più difficile/elitario aprirsi un blog o scrivere sul Corriere?

E ancora: se il problema vero dell’Italia è che la gente non sa scrivere, il fatto che tantissima gente si eserciti a scrivere pubblicamente tutti i giorni, anche se la maggior parte senza grandi pretese stilistiche, è positivo o negativo? Il problema della lingua italiana sarebbe meglio risolto se questa gente smettesse di scrivere e tornasse a guardare la TV?

Pace,

Gaspar

13 commenti a “ODE a GASPAR”

  1. Gaspar dice:

    Massimo, fuggiamo insieme!

    ;-)

  2. ennio dice:

    se oggi decidessi di aprire un blog, sicuramente si chiamerebbe: blog&cacciaviti;

    "si chiamerebbe" in quanto il blog stesso si sceglierebbe in perfetta autonomia il sudetto nome.

  3. ennio dice:

    credo che molti blogger saranno invidiosi della sintesi e chiarezza del commento di Mr. Gaspar, altro che dotti dibattiti letti (e che continuerò a leggere con interesse) su Blog Notes.

  4. beppe dice:

    Il problema della pace sarebbe meglio risolto se questa gente smettesse di scrivere e tornasse a guardare la TV?

    Lingua

    Beppe

  5. Gaspar dice:

    Beppe, scrivendo quel commento pensavo proprio a te e ai "cervelli in stato di ON" di cui hai parlato tante volte.

  6. antonio dice:

    commentare un commento mi pare sempre piuttosto sgarbato, e ho evitato di farlo su blogsphere. qui, grazie a massimo lo posso fare, e mi serve solo per applaudire un incipit fulminante. Cose di classe.

  7. beppe dice:

    Gaspar,

    e se agguingessimo ai "cervelli in stato di on" anche i "voti in stato di on", che ne dici? Tanto per mostrare che icacciaviti svitano effettivamente le viti…;-)

    Beppe

  8. Paolo Graziani dice:

    Blogstar.

  9. Effe dice:

    Io non credo in Gaspar Torriero. Io lo leggo, quando scrive; e se non scrive non lo leggo. Non c'è niente da credere o non credere, col Torriero: se tanta gente lo legge, vuol dire che è una blogstar.

  10. attentialcane dice:

    Mi pare che la chiarezza sia la cosa meno elitaria che ci sia. E questo commento mi sembra di una chiarezza sconcertante.

  11. bobregular dice:

    il ragionamento del Gaspar non fa una grinza.

  12. Luca dice:

    La discussione sul blog come strumento puo' avvenire su piu' piani di lettura, visto che il blog si presta a vari utlizzi. Dal diario personale al mezzo piu' versatile per il "nanopublishing". Ognuno di questi usi si presta a diverse riflessioni. Puntuale la riflessione di Gaspar, utile il dibattito accademico che coinvolge la societa'.

  13. Attilio dice:

    Il problema della lingua italiana sarebbe meglio risolto se questa gente smettesse di scrivere e si mettese di buzzo buono a leggere dei sani libri di carta da mane a sera. Che so, Calvino, Croce, D'Annunzio, Marinetti, Montale, Montanelli, Palazzeschi, Papini, Pirandello, Prezzolini, Tomasi di Lampedusa, e magari Accame, Bernardi Guardi, Buttafuoco, Di Giorgio, Guerri, Mutti, Solinas, Tarchi, Veneziani, per rimanere in Italia; ma perché no, anche Barres, Benn, Borges, Bernanos, Bloom, Celine, Cioran, Drieu La Rochelle, Eliot, Evola, Guenon, Hamsun, Ionesco, Junger, Mann, Mauriac, Maurras Montherlant, Musil, Pound, Yeats, Zolla…