26
Apr

Malconsigliato Sergio Cofferati apre un suo personale TG sul web. Si tratta di una idea vecchia e sbagliata.

28 commenti a “VICOLI CIECHI”

  1. Antonello Leone dice:

    Perché vecchia e quanto sbagliata??

  2. alessio dice:

    Mantellini, come si nota dai post precedenti, qualsiasi cosa faccia Cofferati su Internet non ti sta bene. Seriamente, io credo che sia esclusivamente per partito preso.

  3. g.g. dice:

    Ci sono un sacco di ragioni per considerare questa scelta, non dico vecchia e sbagliata (per questo bastano le esperienze precedenti), ma quantomeno piuttosto inutile..

    Tra tutte, quella che mi piace di più è quella che porta ad usare un medium non mainstream (pubblico limitato) però interattivo e connettivo come un medium mainstream tradizionale. Il risultato è mandare un messaggio da uno a molti (come fa la TV) in un contesto in cui modi e linguaggi sono differenti. Come dire: prendere solo gli svantaggi da 2 idee. A suo modo, geniale :)

    Quanto al fatto che la comunicazione politica di Cofferati in Rete sia abbastanza scadente, non credo che si possano trovare molte attenuanti: imho non hanno capito la Rete. Ma hanno almeno il merito di averci provato.

  4. antonio dice:

    Per una volta sono in disaccordo. Perchè essere così tranchant?

  5. massimo mantellini dice:

    tutt'altro alessio. Io non ho alcun partito preso al riguardo, anzi guardo al blog di cofferati con molta simpatia (come mi pareva del resto evidente dai miei interventi precedenti). E che la web tv sia una scelta sbagliata mi pare cosa talmente banale per chi (come te) si occupa di tali questioni da un po' di anni dal farmi sospettare che la *tua* sia una posizione lievemente aprioristica. Spiegami allora tu se ne hai voglia a cosa serva e cosa ci sia di positivo in una iniziativa del genere cosi' ci chiariamo le idee…….avrei capito al limite una Tv di quartiere

    saluti

  6. Paolo Graziani dice:

    Mah. A Mantellini non gli garba Cofferati. Però io trovo interessante, invece, il tentativo, almeno quello(certo con risultati opinabili, d'accordo), di utilizzare i più diversi strumenti forniti da internet, per comunicare con gli elettori. Soprattutto se l'alternativa sono i faccioni 6×3 che stanno letteralmente invadendo le nostre città .

  7. Massimo Moruzzi dice:

    Alessio, non mi pare che Massimo sia prevenuto contro Cofferati, anzi. Io ho saputo del blog di Cofferati su questo blog, ad esempio. ciao,

  8. Massimo Moruzzi dice:

    qualunque cosa è meglio dei comici 6×3… bisogna però capire se la strada è davvero quella di fare "la tivù via web" oppure no…

  9. Pier Paolo dice:

    ma vi ascoltate? com'è che i grandi propugnatori dell'innovazione non appena qualcuno innova piu' di loro si mettono subito sulla difensiva? Mantellini non ti piace il il video-web? forse è perchè non lo puoi fare di persona, perchè costa dei soldi. eppure solo l'altro ieri scrivevi di quant'è bello diffondere gli mp3 liberamente su internet e metter su una trasmissione radio x gli amici, così per gioco. Quando le cose si fanno serie non ne vale più la pena? Qui sotto c'è la solita puzza di marcio da intellettuali di sinistra, che lodano solo ciò che han fatto in prima persona, e possibilmente per primi. Ridicolo. Dal canto mio trovo il tg di cofferati un'ottima iniziativa, soprattutto xkè sarà  dotato di un archivio storico in cui andare a ripescare i servizi del tal giorno, spero che non duri solo il tempo delle elezioni e spero che iniziative del genere si moltiplichino. In realtà  lo faranno senz'altro, perchè decontestualizzando quello che fa cofferati non è nè più nè meno che un videoblog. I blog ci piacciono, veeeeero? Magari adesso vi suona persino un pò più simpatico.

  10. g.g. dice:

    Due osservazioni:

    1. il video costa? Circa 17 euro + il tempo che vuoi dedicarci a farlo :)

    2. il video in Rete funziona? Può darsi, ma è da dimostrare (e finora tutto prova il contrario). Per esprimerti in Rete hai soluzioni più semplici (in trasmissione e ricezione) e, a differenza della pubblicità  (che in video ha più suggestione) i messaggi hanno bisogno di convincere, non di sedurre. Basta scriverli

    Infine: la Rete (a differenza di tutto il resto) oggi ha tutte le caratteristiche per avviare un dibattito politico diffuso e meditato ("The big conversation"). La scelta di Cofferati decide di non tenerne conto e di attestarsi su posizioni isolazionastiche ("io dico che.." poichè in video il messaggio è da: uno a molti).

    Stesse scelte isolazionistiche che stanno rendendo perdente la scelta del weblog: moderazione nei commenti, link che richiedono pareri (che pero' non sono mai pubblicati… dove fanno a finire?) ecc. ecc.

    Io non ci scommetterei 200 lire sul fatto che stiano "innovando" ;)

  11. g.g. dice:

    diro' di più: per me stanno solo portando la "vecchia comunicazione politica" (con tutte le sue caratteristiche) in un organismo nuovo ("La Rete"). Come tutti i trapianti affrettati, ci sarà  un rigetto.

    Chi vuole scommettere? ;)

  12. Massimo Moruzzi dice:

    io scommetto "con" te, non "contro" – perchè è evidente che hai ragione, gg.

  13. Milton dice:

    Onestamente, ho visto il TG ed è veramente noiosissimo, stile Radiotirana d'antan. Condivido si tratti di una impostazione rètro. E' un peccato utilizzare internet per fare della propaganda vecchio stile. Appena un pò meglio del candidato-tipo che sfoggia il finto indirizzo web sotto la sua faccia sorridente sui manifesti. Che dire, poi, della finta interattività  del lasciare un messaggio in bottiglia? C'è una bella differenza con la redazione del programma in forma 'wiki' come vanno facendo, per esempio, i Verdi canadesi -di cui scrivevo in un mio post di ieri- o qualcuno in Italia, mi pare il candidato A.Ronchi ( cfr. il commento allo stesso post di A. Memo).

  14. achille dice:

    Ho visto il tg e i miei dubbi sono relativi ai contenuti. Se l'intento è quello di dare "approfondimenti e informazioni sulla campagna elettorale" (come viene detto all'inizio citando un sondaggio) perchè riproporre notizie come quella sul maltempo e usare parte del tempo che l'utente passa davanti al video per ri-dargli cose che danno meglio i tg tradizionali?
    Comunque io penso che gli si possa tranquillamente dare un po' di tempo e un po' di tolleranza per vedere come si evolvono. Poi se ne riparla.

  15. Pier Paolo dice:

    x g.g.: il problema è che i tuoi sono i classici commenti frutto di una cultura contrappositiva che nascono soltanto quando si ha da starsene belli comodi in poltrona a contestare le scelte fatte dagli altri, esattamente come la maggior parte delle perle di saggezza che ci regala il nostro adorato mantellini. Quando dimostrerete con fatti concreti che le vostre non son solo parole x mettersi in mostra ma dietro a tutte queste critiche si nasconde una seria volontà  di innovare, e badate bene x innovare si deve partire dal presente non dal condizionale, quando lo farete allora mi leverò il cappello alle vostre prese di posizione, e giuro, non vi metterò più in discussione quando vi sentirò sproloquiare di cose che forse tanto bene non capite.

    Vi farò notare, allora, che se la televisione arriva tuttora alla mente ed al cuore delle persone è perché ha tuttora un enorme potere, forse perché è semplicemente un mezzo di comunicazione più diretto di tutti gli strafalcioni di cui potete riempire la rete. La parola scritta è ottima per molti versi, ma il video è inevitabilmente "+" quando si vuole mandare un messaggio a migliaia o milioni di persone.

  16. Pier Paolo dice:

    Quanto ai contenuti, al messaggio, alla retorica… solo chi non fa non sbaglia.

  17. .mau. dice:

    Pier Paolo,

    non riesco a capire la logica che dal dire "la televisione porta al cuore della gente" ti fa pensare "mettere una web tv ti porta a migliaia o milioni di persone".

    Non penso che nessuno qui si sarebbe lamentato se Cofferati avesse preso un canale satellitare per fare la sua televisione.

    Quanto al "chi non fa non sbaglia", l'ho sempre trovata una formula qualunquista e autoindulgente… preferisco di gran lunga "errare humanum est, perseverare diabolicum"

  18. Pier Paolo dice:

    Quanto al chi non fa non sbaglia: può sembrare qualunquista finchè vuoi, ma resta un fatto: se sperimento per primo il video sul web ( e di video sto parlando, non di tv) mi si potranno rinfacciare tutti gli errori del mondo, ma se non ci provo, rimarranno solo tanti se e tanti ma. Cioè, la differenza tra il prima e il dopo è che i se e i ma c'erano prima e persistono dopo, quel che c'è di più è un esperimento, un laboratorio, un fare cui sarebbe bello fornire contributi costruttivamente partecipativi, invece che demolirlo per partito preso.

    Per quanto riguarda il problema del canale: il semplice fare video non ci porta più vicini ad un'audience di grandi numeri; il ragionamento è semplicemente questo: se potessimo contare quanti hanno letto il signore degli anelli e quanti hanno visto il film, quali delle due cifre sarebbe maggiore? perchè?

  19. .mau. dice:

    quello che non riesco a capire è cosa ci sia di "sperimentale" nel mettere il video su web.

    Torniamo indietro di un passo: i duri e puri si sono lamentati della modalità  "chiusa" del blog del Cinese, dove i commenti sono filtrati, e non c'è una vera interattività . Io non sono d'accordo: dal mio punto di vista è una sperimentazione, perché è un modo di avere un posto dove spiegare giorno per giorno il proprio programma.

    Qui si sta parlando del "nostro telegiornale", fatto "per avere visibilità , per recuperare lo spazio che ci viene negato, non soltanto dalle televisioni private, ma anche dal servizio pubblico.".

    Dove vedi l'innovazione tu? dove vedi l'informazione "in forma diversa da quella tradizionale"? Nell'avere messo un video nel sito in formato telegiornale? Quello che sarebbe stato innovativo poteva essere ad esempio avere le notizie in forma testuale, e abbinare un video a quelle che avrebbero avuto un vantaggio. Per fare un esempio, "affitti alle stelle" no, "il caso Staveco" sì. Via la signorina che fa la speaker. Allegare la possibilità  di commenti alle notizie (anche con screening preventivo alla pubblicazione, purtroppo ce n'è bisogno). Mettere un indice analitico per argomento, in modo che si possano vedere tutte le cose relative ad esempio a un quartiere oppure a un tema.

    Quanto a libro/film, a parte che io ho letto il libro e non ho visto i film :-), rimango della mia idea. Se vuoi prendere la gente che i libri non li legge, ma si limita alla tv, non ha senso mettere il TG su internet: tanto non guarderanno nemmeno quello.

  20. Pier Paolo dice:

    Bello. bello. Tutto molto bello. Il problema è che le tue restano parole, il cinese punta a fare. farà  male, farà  a casaccio, tutto quanto vuoi: sta di fatto che fa, e secondo me val più questo che mille parole, che al limite si posson spendere dopo. dopo aver contribuito però, non dopo esser stati a guardare. Per quanto riguarda il pensiero "deviante":

    >Quanto a libro/film, a parte che io ho letto il libro e non ho visto i film >:-), rimango della mia idea. Se vuoi prendere la gente che i libri non li >legge, ma si limita alla tv, non ha senso mettere il TG su internet: >tanto non guarderanno nemmeno quello.

    molto semplicemente: e a te chi l'ha detto?

    mi ricordi molto quel tale che della televisione disse "non durerà  neppure sei mesi"…

    Ma a voi, che il video su internet non funzionerà , chi l'ha detto? E perchè mai telestreet si, video su internet no? A me internet sembra l'unica reale possibilità  di realizzare una tv "glocale" e a misura d'uomo. Magari sfruttando pure il p2p, che finchè servirà  solo a diffondere illegalmente materiale protetto non si svilupperà  verso altre, forse migliori, potenzialità .

  21. .mau. dice:

    spendere le parole dopo è semplicemente inutile, esattamente come piangere sul latte versato.

    Se il candidato sindaco riformista del comune di Bologna decide di fare a casaccio, non v'è nulla di male; se però non cerca nemmeno un feedback su quello che ha fatto, non mi sembra una buona mossa.

    Quanto al perché del "telestreet sì, web tg no", la risposta è banale: checché molti qua lo pensino, il numero di web-aware in Italia è infimo, e questi hanno comunque un profilo di utenza tale da avere seguito l'avventura di Cofferati in rete anche nella versione text-only.

    Ultima cosa, prima che il tenutario mi mandi a stendere: mi pare che tutti quelli che hanno scritto in questo thread concordino che il p2p sia esattamente quello che manchi al sito, che è classicamente one-to-many. Non sto dicendo che ciò sia giusto o sbagliato: è solo un fatto.

  22. Pier Paolo dice:

    Spiacente, l'unico fatto che vedo è che si parla per stereotipi, senza sapere bene di cosa. Il video è uno strumento più potente, sintetico e immediato della parola scritta; non ho dubbi che, con la diffusione della banda larga, prenderà  sempre più piede anche su internet, con buona pace dei disfattisti che cercano sempre e solo di proteggere il recinto del proprio orticello, spaventati alla vista delle macchine agricole del vicino.

    >spendere le parole dopo è semplicemente inutile, esattamente come piangere sul latte versato.

    no, si chiama riflessione, fatta sui dati di un esperimento è scienza, senza è speculazione infondata.

    >Se il candidato sindaco riformista del comune di Bologna decide di fare a casaccio, non v'è nulla di male; se però non cerca nemmeno un feedback su quello che ha fatto, non mi sembra una buona mossa.

    Chi ha detto che fa a casaccio? il fatto di rifarsi ad un paradigma già  conosciuto come quello del tg mi sembra invece una dimostrazione di ottimo buon senso. Se il feedback lo devono fornire persone come te che cercano solo argomenti per demolire, anche se privi del benché minimo fondamento, capisco perchè non sia richiesto.

    Per quanto riguarda il p2p: chi ha mai detto che 1 to many sia sbagliato, many to many giusto? si tratta solo di possibili configurazioni del mezzo comunicativo, ciascuna più adatta ad un certo tipo di comunicazione. O tutte queste lamentele sono critiche di quindicenni troppo cresciuti, incazzati perchè qualcuno ha osato far qualcosa senza tener conto di tutte le loro pallosissime teorie sulla condivisione e le realtà  compartecipate, dimenticando che rimangono sempre e comunque soltanto delle (belle?) teorie?

  23. .mau. dice:

    Spiacente, l'unico fatto che vedo è che si parla per stereotipi,

    Non posso che essere d'accordo, e aggiungerei anche "che non si legge quanto scritto dagli altri".

  24. massimo mantellini dice:

    a me pare che la discussione sia comunque stata interessante……(e che pierpaolo tu non abbia idea di "chi" sia .mau….;)

    p.s. purtroppo che da cofferatiblog non abbiano le idee molto chiare di cosa fare coi new media lo so per certo per certi gossip che mi sono arrivati all'orecchio…..

  25. Pier Paolo dice:

    Ok, ok, lei nn sa chi sono io e tutto il resto ;)

    Cmnque, mao, chiunque tu sia:

    >Non posso che essere d'accordo, e aggiungerei anche "che non si legge quanto scritto dagli altri".

    la dimostrazione di questo è che hai preferito scriverlo che farlo, giusto?

    PS mante, quanto ti odio quando parli sibillino… hai delle info? dalle in pasto al popolo, che qui a parlare solo di massimi sistemi ci si secca la gola e non si conclude nulla.

  26. Pier Paolo dice:

    ops, chiedo scusa, mau

  27. alessio dice:

    Tre cose (anzi quattro) 1. Sono stato via, non ho potuto rispondere a tempo debito; 2. non c'è persona più favorevole aprioristicamente di me, faccio campagna elettorale (da volontario) per Cofferati a Bologna e ho anche un blog a http://www.alessio.sevenseas.org/cofferati2004/ ; 3. il TG su Internet credo faccia soprattutto parte della polemica con il TGR Emilia-Romagna, troppo lunga da sintetizzare; 4. il resto l'ho scritto a http://www.alessio.sevenseas.org/2004/05/cofferati.html .

  28. A.A. dice:

    Si parla tanto di pionieri ameircani. Beh, io vedo i siti dei candidati alla presidenza, li vedo sicuramente fatti meglio di quello di Cofferati a livello di tecnica, qualità  e organizzazione dei contenuti, ma non ci vedo una grande differenza in termini di P2P.

    Non crederete certo che un candidato sindaco a Bologna scriva il programma in P2P con noi quattro gatti blogger, per di più quasi tutti senza la più pallida idea di quello che succede a Bologna…