Oggi sono successe alcune cose molto interessanti nella blogosfera.

Scena 1- Velocita’

Delio pubblica su Macchianera un lungo post informativo sui presunti datori di lavoro degli ostaggi italiani in Iraq. Sulla vicenda nei media italiani in questi giorni ci sono state molte colpevoli reticenze. Interviste a parenti, immagini rubate qua e la’ ma nessuno sembrava interessato a capire “esattamente” cosa facessero i 4 giovani italiani con le loro armi in Iraq. Delio fa una cosa alla portata di tutti: usa il web e pazientemente mette assieme un gran numero di notizie su una societa’ americana, la DTS che potrebbe essere quella per cui i 4 sventurati lavoravano. Il lavoro di Delio e’ in ogni caso interessante, le mansioni e le attitudini di tale societa’ di outsourcing militare sono impressionanti e meriterebbero da sole un articolo sulla stampa. Ma questo e’ un altro discorso. Nel giro di poche ore, come avviene in questi casi il post di Delio fa il giro della blogosfera italiana. Velocita’. Poche ore ed e’ sulle bocche di tutti, sulle pagine web di molti. Viene replicato e letto in ogni angolo. Solo nel suo blog e su macchianera si contano decine e decine di commenti.

Scena 2 – Coincidenze

Delio sta in Germania e non puo’ sapere che oggi su Repubblica (e su qualche altro quotidiano) compare il primo articolo nel quale si cerca di chiarire chi abbia stipendiato in Iraq i nostri 4 connazionali. Nel pezzo di D’Avanzo si cita una societa’ dal nome molto simile a quella citata da Delio. Molto simile ma non la stessa. Contemporaneamente anche Lorenzo Campani (che e’ uno che di ricerche se ne intende) sul suo blog sta tirando le fila del medesimo ragionamento. Le conclusioni di tutte queste analisi sembrano dare torto a Delio. La societa’ americana da lui citata (responsabile di nefandezze di ogni genere ai 4 angoli del pianeta) non sarebbe la stessa che ha mandato in Iraq gli italiani poi sequestrati. Sembrerebbe, anche se resta il mistero di una ragione sociale quasi identica.

Scena 3 – Scenario

Questa sera lo scenario e’ questo. Delio ha dato conto correttamente delle diverse conclusioni raggiunte da altri, dove ha potuto lo ha fatto celermente e con grande trasparenza. Ma il tutto non basta, si sa come vanno le cose in rete, la notizia ha preso mille rivoli differenti. Cosi’ esiste uno strano patchwork di blog nei quali la complessita’ della questione e’ ora chiara e moltissimi nei quali il primo post di Delio e’ riprodotto senza i necessari aggiornamenti.

Scena 4 – Commenti e sapientoni

Tutta questa confusione di notizie e correzioni ha generato molti commenti anche “sul metodo”. Anche questa e’ una condizione gia’ vista. Ci si interroga sul fatto che l’autorevolezza dei media professionali possa o meno essere paragonata a quella dei blog. Per alcuni il caso odierno e’ la rappresentazione dell’abisso che separa le sparate casuali che e’ possibile leggere online (ed il perverso meccanismo di autoreplicazione delle balle su Internet) dal lavoro serio di controllo delle fonti del miglior giornalismo. Per altri la capacita’ di correzione e controllo insita negli strumenti di comunicazione orizzontale e’ l’elemento fondamentale che va ricavato da tutta la faccenda. Nessun giornale avrebbe mai potuto cambiare lo scenario di una notizia nel giro di poche ore.

Scena 5 – Secondo me

A me pare – il mio interesse di lettore mi suggerisce questo – che oggi sia stata una buona giornata. Ho avuto molte informazioni nuove che nessuno mi avrebbe dato. Ho avuto accesso a molte piu’ fonti e punti di vista di quanti non avrei potuto avere leggendo tutta la stampa italiana ed estera. Ho ascoltato pareri diffferenti su un argomento controverso. Magari tutte le notizie alle quali ho accesso e per le quali ho interesse fossero di questo livello! La mia impressione e’ che abbiamo bisogno di tutto. Abbiamo bisogno delle cautele giornalistiche e delle inchieste amatoriali. Abbiamo bisogno di leggere gente che usa google assai meglio di noi e abbiamo bisogno di capire non solo il perche’ delle cose che ci vengono dette ma anche (e molto di piu’) perche’ mai troppo spesso questioni importanti vengono tenute nascoste. Quattro giovani connazionali sequestrati, uno di loro barbaramente ucciso, sono pane per i media, ma i media stessi non hanno la forza per darci allo stesso tempo commozione e partecipazione all’angoscia delle loro famiglie e corretta informazione sulla loro essenza di “inviati armati in un paese in guerra all’insaputa di tutti“. Se e’ verita’ e completezza che cerchiamo oggi (come al solito) Internet batte old media 2 a 0. E tutto il resto – dal mio umile punto di vista – sono quisquilie ed inutili masturbazioni.

18 commenti a “VERITA’ e COMPLETEZZA sui BLOG”

  1. Vespina dice:

    guarda che come Repubblica e La Stampa hanno dimostrato i bloggers hanno preso un abbaglio. Professionisti 4, dilettanti 2

  2. Luca dice:

    Sono d'accordo con te Massimo. Il post di Delio ha avuto il merito di aver fatto girare qualche rotellina nella testa di molti. E' stato un puro caso poi che D'Avzanzo (e La Stampa, ma non ho avuto il piacere di leggere il pezzo) abbia pubblicato la notizia con qualche ora d'anticipo. Se Delio avesse pubblicato uno o due giorni prima (se fosse stato un professionista dell'informazione lo avrebbe potuto fare) i detrattori dei blog non avrebbero ora molti argomenti di critica negativa. Starebbero zitti.

    I blog si sono dimostrati il sale della rete. A volte ci azzeccano, a volte no. Di sicuro non sono passivi fruitori di notizie in maniera acritica…e di questi tempi non mi sembra poco.

  3. Alex dice:

    Dunque: Vespina ritiene che su "la Repubblica" (la Stampa non ho potuto leggerla), il giornalista dimostri, o meglio sarebbe dire "individui" una realtà  sostanialmente diversa da quella individuata da Delio. Francamente io non sono d'accordo, ma provo la sensazione che comunque nessuna delle due può essere considerata "oggettivamente" una verità , nessuno può fornirci riscontri precisi per poter attribuire ad uno o all'altro un primato su chi ha fornito prima e meglio un'informazione.

    Strano è che venerdi sera in televisione (Primo piano? non ricordo bene, scusatemi) è passato un servizio con oggetto i contadini ecuadoregni aggrediti dalle sostanze chimiche di cu parla proprio Delio nella sua ricerca. Coincidenza? Probabile, ma, "a sentimento", ho la percezione che Delio abbia svolto un lavoro veramente egregio.

    Ora la questione non è neanche sull'attribuire maggiori meriti a Delio o a qualunque altro giornalista si sia preso la briga di informarsi, e quindi informare noi, sul ruolo di Quattrocchi ed i suoi compagni di sventura, ma cercare di capire quali reali possibilità  abbiamo di capire, conoscere veramente cosa ci succede intorno.

    Non voglio stilare classifiche di merito, voglio conoscere tutti coloro che sono in grado di darmi un'informazione, il più possibile attendibile.

    2 a 0 (marcatori Repubblica e Delio) info contro dis-info

  4. antonio dice:

    Caro Massimo sono d'accordo con te che come lettore (sia di giornali che di blog) sia stata una buona giornata. Tutti abbiamo avuto spunti e argomenti nuovi su cui ragionare. Ma io starei attento a mettere in competizione Internet e "old media"… non ci deve essere competizione, ma collaborazione, convergenza sugli obiettivi (fornire spunti per la formazione di una "coscienza critica" sui fatti). Io sono sempre più convinto che senza "old media" i blog sarebbero tutt'altra cosa e che gli "old media" hanno sempre più bisogno della feschezza dei blog per rinnoravarsi e stare al passo con le nuove esigenze dei lettori. E' un processo irreversibile… che porterà  molte trasformazioni. Positive.

  5. Simone dice:

    sei stato corretto e condivisibile.

  6. remix dice:

    1994 – "E' vero: l'ho sentito in tv"

    2004 – "E' vero: l'ho letto su internet"

    2014 (?) – "E' vero: l'ho sentito in tv e poi ho controllato consultando diverse fonti in internet. Ci ho messo 5 minuti, grazie ai feed rss di 10 giornali online"

    E tu che lettore sei?

  7. Paolo Graziani dice:

    Io credo che Delio non abbia preso alcun abbaglio. Ha descritto la storia e la realtà , quel poco che si sa, della DTS americana, ovvero Dyncorp, una grossa società  di cui non si parlerà  mai abbastanza, responsabile di fatti enormi e sconosciuti.

    Ha poi collegato quella DTS a quei 4. Non è stato da subito evidente, però – e quindi Delio non l'ha rilevato – che esistevano due DTS: una americana, l'altra italo-americana, registrata in uno stato americano differente dalla prima, nuova, più piccola, gestita da Paolo Simeone.

    Io non sono affatto sicuro, che siano due società  così differenti, e che la seconda non sia semplicemente un clone della prima.

    E in ogni caso, l'importante è capire che razza di società  siano queste(e se davvero la DTS "italiana" fosse solo una piccola società  di vigilantes, come dicono, perchè registrarla in America, anzichè in Italia?E perchè tutta questa segretezza?E cmq, in ogni caso: perchè si sarebbe fatto male, a parlare, invece, della Dyncorp, di cui non si parla mai?)

  8. Derviscio dice:

    Io non vedo alcuna opposizione, nessun contrasto o, peggio, competizione. Vedo solo due percorsi paralleli, strumenti e professionalità  diverse che possono reciprocamente potenziarsi e completarsi.

  9. Cesare dice:

    Concordo sulla lettura complessiva che dai sulla questione (un po' meno su certi dettagli). Però c'è un punto che mi sta a cuore. Delio ha scritto un post che poggiava su un assunto non verificato, nè (finora) verificabile. Poi fa un eccellente lavoro informativo su certe realtà . Bene. Senza aspettare l'uscita di Stampa e repubblica, Lorenzo aveva già  fornito ampi spunti per far nascere qualche domandina. E lui stesso la domanda, chiara ed esplicita, a Delio la fa. Nessuno ne ha tenuto conto. Il post è stato ripreso sotto l'etichetta: ecco per chi lavoravano gli ostaggi. Quando ho letto il pezzo di Grignetti, ho subito pensato: sono le stesse cose che ha scritto Lorenzo. E infatti nel mio post l'ho specificato: guardate che lo aveva già  scritto Lorenzo. Il problema vero, IMHO, è che il post di Delio così come era concepito, è stato accolto come la prova che tutti aspettavano per sparare sui mercenari cattivi al soldo degli americani. Diciamo che qualcuno si è fatto guidare da un pregiudizio, o quanto meno da un preconcetto. Per cui le obiezioni del *blogger* Lorenzo non contavano nulla.

  10. Paolo dice:

    il commento e' certamente offtopic, ma se volete vedere un'immagine paurosamente simbolica della guerra che si sta combattendo in Iraq andate a questo link

    http://photomatt.net/archives/2004/04/07/mosaic/

    Paolo

  11. Fabio Metitieri dice:

    Mah… non che io ami ripetermi, pero'….

    Delio scrive candidamente:

    io ho cercato solo di chiarirlo ad altri, che magari erano davvero convinti che si trattasse solo di metronotte

    Ma dove vivete? Persino io che leggo poco i giornali, guardo poco i tiggi' ed evito vespa non ho mai pensato che costoro fossero delle fatine turchine. Un paese senza legge e con tanto petrolio… e ci si mandano i missionari?

    Quindi alla conclusione di Mante: "inviati armati in un paese in guerra all'insaputa di tutti" io direi che si puo' togliere quel "all'insaputa di tutti" (non raccontiamoci palle, pls), per commentare con un grooosso sbadiglio e per notare che tutto questo casino e' pura aria fritta, senza uno straccio di notizia.

    E senza neppure i soliti errori da parte dei grandi media, mi pare di aver capito…

    Media che comunque non sono ne' in competizione ne' sinergici con i blog, ma che semplicemente – e come sempre – dei blog se ne sbatacchiano le ciuffole.

    Il resto, sul serio, e' tutta fuffa autocelebrativa, il solito "quanto semo fighi noi bloggher" costruito sullo zero assoluto.

    E, tanto per dire qualcosa di propositivo: io su queste cose di certo *non* vado a perdere diverse ore per ricostruire le palle nascoste negli infiniti rimandi della blog-onansfera….. Se i giornali non mi soddisfano del tutto, questi giochetti da pasticcioni mi paiono troppo time-consuming per valere la pena di una lettura. Quando saranno meno spocchiosi, piu' attenti e piu' sintetici, forse…

    Ciao, Fabio.

  12. Andrea dice:

    Non sono d'accordo con te: il termine "cautela" riferito ai giornalisti potrebbe suonare come "(auto)censura". Invece chiamalo col suo nome: verifica e approfondimento. Cosa che Delio non ha fatto.

    Questa è la differenza tra vero e falso giornalista (anche all'interno della corporazione, beninteso…)

  13. Massimo Moruzzi dice:

    però, Fabio… non che li abbia controllati tutti – anzi!, ma sui giornali non avevo letto che ai sensi della legge 210/1995, un italiano che presta servizio militare in una zona di guerra al di fuori dell'esercito italiano è un mercenario, e questo per la stessa legge è un crimine punibile con pene fino a 18 anni di carcere… Tu sì ?

  14. LorenzoC dice:

    Alla riflessione di Massimo aggiungo solo una sesta scena, quella del rapporto tra blog e responsabilità . Questa faccenda forse ci insegna che per come funziona la Rete quando ci si occupa di questioni delicate come questa è richiesto anche a chi scrive su un blog un supplemento di responsabilità .

  15. delio dice:

    fabio, tu davvero conoscevi tutta la storia della dyncorp ora assorbita dalla csc? e davvero conoscevi l'entita` dei suoi appalti con l'esercito americano? io, devo essere onesto, per esempio immaginavo che in colombia ci fossero i soldati americani, e non dei privati, a distruggere le piantagioni di coca.

  16. Fabrizio dice:

    De', ma per gli americani e' normale rimpiazzare con i privati cio' che in avanguardia fa il pubblico. Vale per la polizia anche. E' un concetto loro.

  17. CG dice:

    "Nessun giornale avrebbe mai potuto cambiare lo scenario di una notizia nel giro di poche ore."

    QUALSIASI giornale online avrebbe potuto farlo, pur non essendo un BLOG.

  18. Fabio Metitieri dice:

    Delio, la storia della dynicorp non la conosco (notare il tempo presente) e non mi interessa perche' credo che non racconti nulla di nuovo sotto il sole.

    Moruzzi, ovviamente questi NON prestano servizio militare e quella legge non li riguarda per nulla… e' solo hype, anche questo…. yaaaawwwwnnnnn….

    Ciao, Fabio.