A margine della discussione in corso su Macchianera sugli ostaggi italiani in Iraq e dopo aver letto il provocatorio post di Benty mi e’ venuta in mente una cosa che forse c’entra o non c’entra. Nelle scarne riprese viste ai TG in questi giorni girate attorno alle case dei familiari degli ostaggi italiani (frugati con il solito tatto dai giornalisti nostrani a caccia di scoop) si notava spesso una strana concentrazione di giovanotti dal capello a spazzola, il giubbotto di pelle nera ed i modi bruschi. Una gioventu’ che nella sua apparenza a me francamente piace assai poco e che ancor meno vorrei fosse associata ad una qualsiasi generica definizione di “italiano”.

7 commenti a “ITALIANI in IRAQ e in ITALIA”

  1. Cesare dice:

    Beh, sempre meglio di quattro cani con la faccia coperta da quella kefiah di merda. O no? Perdonami la brutalità .

  2. massimo mantellini dice:

    sono daccordo sulla brutalita'…..

  3. L'anonimo lettore dice:

    Mi permetto di segnalare questa immagine

  4. AleRoots dice:

    E quale dovrebbero essere le caratteristiche, l'immagine, il modo di vestirsi dell'italiano ideale, degno di essere definito tale?

    La tua idea non mi piace davvero per nulla.

  5. Anonimo dice:

    c'è puzza e ripeto puzza di intolleranza (e di prepotenza)

    e forse è quello che voleva dire Massimo

    attenzione ragazzi che c'è un'aria pesante.

    Ieri sera sono riuscito a sentire Giovanardi da quel ciambellano di Vespa che sorvolava allegramente (per usare un eufemismo) sull'eccidio (lo posso chiamare con il suo nome o passo per talebano e terrorista?) di donne e bambini a Falluja.

    Allora lo si può dire o no che alla classe politica italiana al governo degli Iracheni non gliene frega nulla?

    Vogliamo aprire gli occhi?

    E vogliamo aprirli al punto da capire che la nostra meravogliosa società  che si vanta di regalare democrazia e libertà  non è in grado di fare cultura della pace, del perdono, della solidarietà , dell'ascolto del più debole?

    Badate bene a quello che si vede in giro; osservate per favore qual'è il livello di tolleranza per le diversità  e forse vi inizierà  a dare fastidio l'ipocrisia di chi sta in Sardegna ecc…

    Non mi tacciate di essere comunista come dice Capicchione.

    Sono stufo.

    E se Frattini (potrebbe essere stato chiunque) si limita a dire orgoglioso che un italiano è morto da eroe illudendosi ma soprattutto illudendo chi lo ascolta che in fondo non è stata una morte inutile, che siamo comunque i giusti ecc. ecc…, e non viene a nessuno mai il dubbio che è ora di capire (per evitare equivoci non ho nessuna intenzione di giustificare il terrorismo ecc…) ed è ora di prescindere da interessi economici con la scusa di tutelare valori di civiltà , bè allora ci manca il senso dell'umanità .

    E' ora di fare silenzio.

    Basta prepotenza.

    Basta intolleranza.

    E chi può per favore sia operatore di pace.

    Luca

  6. Antonio dice:

    Probabilmente sono colleghi del ragazzo morto, mi sembra che nelle cronache che si potevano leggere in questi giorni se ne parlava.

    Una notazione sul fatto degli ostaggi e sulle reazioni. Non avendo difeso la guerriglia irachena nè prima nè dopo non mi attira nemmeno ora di fare lunghi discorsi sui "si però anche noi ne combiniamo tante" usate per contestualizzare il barbaro atto. Per la stessa ragione non mi sento destinatario delle ramanzine e le strapippe alla Sofri o alla Cesare. Nonostante tutto e nonostante il dolore il punto rimane sempre le ragioni (mancanza di) della guerra, il modo in cui viene condotta (da un branco di ubriachi dilettanti) e come si colloca l'Italia (ora malamente). Cesare fatti un altro respiro l'altro non è bastato, vedere una persona intelligente ridotta come gli spiritati coi capelli a spazzola che Mantellini stigmatizza non è bene. Rimaniamo coi nervi saldi e la mente lucida.

  7. Pier Luigi Tolardo dice:

    Già  negli anni '70 c'era un'associazione di giovani di estrema destra che si chiamava "Giovane Italia"(erano dei picchiatori) ma non aveva niente a che fare con l'omonima associazione di G. Mazzini mentre il Fronte della Gioventù(oggi Azione Giovani) era il movimento giovanile del Msi ma anche il nome di una formazione giovanile della Resistenza italiana.

    Vi faccio vedere come muore un italiano è una bella frase se detta ad un vile assassino(perchè anche la "resistenza" agli Usa non si può fare ammazzando persone disarmate) ma la dice una persona che avrebbe fatto meglio a stare con la sua mamma, la sua fidanzata e suoi amici, di destra o no, che ora lo piangono. Frattini avrebbe dovuto dire: è morto e ne siamo addolorati, è morto con dignità  ma, ora, non abbiamo bisogno di eroi, perciò statevene a casa. Non ha avuto nemmeno la capacità  di dire una cosa di buonsenso, è meglio che torni a fare il maestro di sci.