Antonio Cavedoni segnala questi numeri interessanti tratti da una ricerca di Perseus Development:

* sul web sarebbero stati creati circa 4,12 milioni di blog;

* Il 66% non verrebbe aggiornato da piu’ di due mesi;

* il 90% delle persone che tengono un weblog avrebbero dai 13 ai 29 anni;

* Blogger avrebbe ~1,5 milioni di weblog, Diaryland e LiveJournal ~1 milione a testa (Splinder ne ha ~50.000);

5 commenti a “I NUMERI dei BLOG”

  1. .mau. dice:

    quindi tre piattaforme fanno l'85% del mercato?

    (che i due terzi dei blog siano morti, non avevo dubbi)

  2. Paolo Graziani dice:

    C'è un effetto prospettico che fa apparire i blog come il maggior fenomeno internautico del momento; in realtà  sono solo una piccola nicchia di mercato. I blog attivi, sono appunto poco più di un milione nel mondo; poco più di qualche decina di migliaia, in Italia(20.000?). Decisamente una piccola nicchia, praticamente insignificante.

  3. .mau. dice:

    però se vogliamo parlare di prospettiva dobbiamo farlo in maniera completa.

    Del famoso 50% che 'mette contenuti online', tolti quelli che chattano e scambiano file, come viene diviso il resto? Anche regalando un fattore di staticità  alle pagine web personali rispetto al blog (vedo il mio esempio), quanti saranno in Italia ad avere un sito aggiornato negli ultimi sei mesi?

  4. Paolo Graziani dice:

    Non so se ho ben compreso il tuo commento, mau; mi sembra di capire, che a tuo modo di vedere ai dati(scarsini)sui blog, andrebbero sommati dati, secondo te più consistenti, sulle home page personali. Mah. E' giusto, se ciò che si vuole ottenere è una rilevazione dell'utilizzo "personale" di internet, come mezzo di condivisione di contenuti(ma a questo punto tornano in gioco anche i P2P, gli IM etc.); se invece si vuole rilevare l'utilizzo di internet come luogo di *scrittura ipertestuale*(qualsiasi cosa ciò significhi; ma escludendo, dunque, le chat e il file sharing), beh, allora il numero di home page personali qualificabili come "luoghi di scrittura ipertestuale"(e dunque paragonabili ai blog) è notevolmente ristretto.

  5. .mau. dice:

    diciamo che a me interessa (beh, è una parola grossa… diciamo mi incuriosisce) l'uso di internet per comunicare in maniera duratura, il che nella mia accezione significa usare del proprio tempo per fare qualcosa che altre persone possano utilizzare in un momento temporale diverso.

    Parlando terra terra: IM e p2p no, ma un sito con solo immagini, o una raccolta di software prodotto dall'autore, o una collezione di aforismi trovati in rete sì.

    Diciamo che tendo a vedere il publishing.