Oggi Cofferati sul suo blog affronta (con coraggio devo dire) il problema cruciale al quale e’ legata l’eventuale sua elezione a Sindaco di Bologna. La sua non bolognesita’. Lo fa utilizzando le parole belle di una studentessa fuori sede che piano piano inizia a sentire la citta’ come sua. Quello che Cofferati non sa (o fa finta di non sapere o cerca di esorcizzare) e’ che bolognesi non lo si puo’ diventare. Bologna e’ una citta’ tradizionalmente molto chiusa nei confronti degli “estranei”, siano essi studenti universitari fuori sede o nuovi residenti. Se Cofferati perdera’ le elezioni lo dovra’ a questa piccola (o grande) tara genetica dei bolognesi stessi.

19 commenti a “IL MURO di BOLOGNA”

  1. stefano dice:

    Caro Massimo, ma parli con cognizione di causa o così per dire qualcosa?.

    Se anche hai avuto qualche problema con QUALCHE bolognese, ricordati che la città  è grandicella e i bolognesi sono Tanti!.

    Non avrai "sbattuto" contro qualche cattivo soggetto e ti è rimasto l'amaro..in bocca?.

    Dire che Bologna è "chiusa" nei confronti degli studenti..etc.etc.( non credo sia vero! ) e definirla una "piccola o grande tara genetica" di noi bolognesi mi sembra puzzare tanto di qualunquismo fatto tanto per piazzare due o tre paragrafi nel blog facendo la figura del grillo parlante.

    Massimo, ma ci conosci tutti uno per uno, per giudicarci così o ti stai dando al chiacchericcio da "bar sport" farcito di luoghi comuni? Su Cofferati non vorrai magari portare ( uno dei tanti, siete già  una legione) un tantinello di sfiga?.

  2. Pier Luigi Tolardo dice:

    No, penso che Cofferati ce la faccia: i voti della coalizione di CentroSinistra hanno sempre superato e superano tuttora, anche al primo turno, quelli di un CentroDestra che a Bologna è irrilevante. Guazzaloca ce la fece perché i Ds erano divisi da far paura tra loro e con gli alleati, adesso farà  anche una buona figura perché non ha governato male e ha fatto di tutto per far dimenticare di essere di CentroDestra. Il problema è solo se Cofferati riuscirà  al primo turno o al ballottaggio. Certo è un fatto che dove i Ds sono più forti non riescono ad esprimere una candidatura locale di forte profilo e che dove la tradizione moderata della sinistra è più antica si fa ricorso ad un esponente più radicale. E' un segno di una crisi ma ala fine essere bolognesi è quasi sinonimo di essere di sinistra e Cofferati è di sinistra.

  3. Domiziano Galia dice:

    La mia ragazza è bolognese e ama irridere il mio secondolei rozzo venetismo.

  4. Fabio Metitieri dice:

    E i bolognesi son troppo bolognesi, e i milanesi son tutti cosi', e i torinesi son tutti cosa', e al sud non hanno voglia di lavorare… se si prosegue con troppa convinzione su questa strada, o si e' un comico di Zelig, del tipo di Ficarra e Picone, o si rischia di ritrovarsi in fretta leghisti.

    Io ho una teoria, in merito, sulla quale litigo spesso con chiunque. Fatto salvo che qualche differenza tra i campanili esiste ancora, malgrado l'omogeneizzato prodotto nelle nostre teste dalla televisione, oggi le diversita' maggiori tra i centri sono dovute alle dimensioni della citta', a quanti soldi vi circolano e a quanto e' chiusa in se stessa oppure legata ad altri centri e ad altre economie. Per cui Palermo e' piu' simile a Milano di quanto Saluzzo lo sia a Torino. Diciamo che e' una teoria del provincialismo marginale…

    Ciao, Fabio.

  5. Antonio dice:

    Domiziano: dai pora stella, sarà  mica la sola :)

  6. leo dice:

    ciò che dice Mantellini è vero, e io ne sono una prova statistica: in 5 anni di facoltà , mai uscito con una ragazza indigena. Guardate che è molto strano.

  7. Effe dice:

    Leonardo, mai pensato di cambiare profumo?

  8. Paolo Graziani dice:

    Io sper(av)o che i bolognesi siano più intelligenti di come li descrivi. Cofferati è una occasione da non perdere, come sindaco.

    Cmq, i bolognesi che ho conosciuto io erano tutti "immigrati" da altre città  italiche. Tutti integratissimi nell'università ,nel lavoro, nel tessuto sociale.

  9. alessio dice:

    Complimenti Mantellini, ormai sei veramente un "tuttologo".

  10. Gino dice:

    > Quello che Cofferati non sa (o fa finta

    > di non sapere o cerca di esorcizzare)

    > e' che bolognesi non lo si puo'

    > diventare.

    Verissimo, lo confermo: i bolognesi sono esattamente così. Però secondo me non si tratta di un difetto, anzi!

  11. Antani dice:

    Punti di vista. Ho un amico che dopo cinque anni di università  è tornato con un solido accento bolognese. Ormai ha quarant'anni, visita e riceve visite regolarmente da amici bolognesi. Non è gay.

  12. t0n0 dice:

    Parlo da PURO bolognese al 100% e molto 'chiuso' fralaltro, penso e spero che 'il sergio' non ce la faccia, il fatto che bologna sia chiusa penso sia estremamente vero e cmq penso che il guazza abbia fatto un discreto lavoro in questi anni. Bellissimo cmq l'articolo della ragazza citato da Cofferati…ORGOGLIO BOLOGNESE!! hehe. ciauz, Marco

  13. folle dice:

    e di questo Marino Bartoletti candidato cosa mi dici?

  14. alessio dice:

    Tra l'altro, vorrei far notare che Bologna ha avuto 6 sindaci dopo la guerra: Dozza, Fanti, Zangheri, Imbeni, Vitali e Guazzaloca. Due su sei, per un totale di vent'anni filati, non erano di nascita bolognese: Zangheri riminese e Imbeni "addirittura" modenese (Vitali è della provincia ma contiamolo bolognese). Non mi pare che durante il ventennio 1970-1990 la "bolognesità " sia stata in pericolo, anzi.

  15. Antonello Leone dice:

    Ho degli zii a Bologna. Lui è sardo e lei toscana. Mio zio sta a Bologna da una quarantina d'anni e parla il bolognese meglio di un indigeno. Sfido chiunque, che riesca a carpire le sue origini sarde. E' bolognese in tutto e per tutto: nei modi di fare, nel ragionare, e naturalmente non poteva che essere comunista e cofferatiano convinto.

  16. alessandro dice:

    bologna e' una citta' tutt'altro che chiusa nei confronti degli estranei

    anzi e' molto aperta… che poi i bolognesi nn siano normali e' un'altra cosa… ma nn nel senso negativo del termine… tra l'altro dopo un paio di anni quasi che si torna a forli si inizia a sentire una nostalgia di bologna che nn si credeva possibile!!!!

    se ogni tanto nn mi faccio un giro a bologna rischio di diventare nuovamente forlivese aiutoooooo

  17. Ziggy dice:

    Mah… a me sembra un po' una cazzata… è vero che noi abbiamo un rapporto d'amore un po' particolare con la città , ma da qui a dire che siamo chiusi agli esterni ci passa. Bologna è una delle città  più cosmopolite che ci siano in Italia. Il fatto di avere una università  così grande rispetto alle dimensioni effettive (80.000 studenti su meno di 400.000 abitanti) ci ha abituato ad ogni cadenza "esotica". Lo dimostra il fatto che un'altissima percentuale di studenti decide di restare dopo la laurea. Quasi tutti gli amici con cui esco abitualmente NON sono nati a Bologna, per esempio. Alcuni di loro conoscono la città  meglio di me. Se vuoi vedere la VERA chiusura culturale, ti consiglio di frequentare qualche cittadina del nord-est…

  18. 5am dice:

    Io, da bolognese, confido proprio sulla non bolognesità  di Cofferati.

    Un saluto a Leo, gran cià vadour, di cui le mie concittadine non si sono accorte, mi dispiace sinceramente per lui.

  19. Mario Rossi dice:

    Ha ragione Metitieri, oggi queste definizioni legate al campanile non hanno più senso.

    Bologna è uguale a tante altre città , e la bolognesità  non esiste più, è una metropoli abitata da un tipo di cittadino indistinto, che ha ben pochi legami (per fortuna) con la "tradizione" bolognese.

    E questo è ancor più vero in una città  univeristaria e aperta agli scambi culturali, in cui il residente bolognese da generazioni è ormai estrema minoranza.

    Per questo credo che la "non bolognesità " di Cofferati non abbia alcun peso sull'esito del voto, chi ha certe idee su come deve essere governata una città  non si sognerebbe mai di votare per il Guazza solo perchè è di Bologna.