Pfall ha fatto arrabbiare Luis Sepulveda. Di per se’ la cosa e’ gia’ abbastanza interessante. I fatti sono noti: Flavio Grassi si accorge delle differenze fra la versione spagnola e quella italiano delle invettiva dello scrittore dopo le stragi di Madrid pubblicata in Italia dal Manifesto e ne scrive sul suo blog. Lo fa in maniera un po’ veemente adombrando il sospetto che qualcuno al Manifesto abbia “adattato” l’ultimo periodo dell’articolo dello scrittore con una citazione anti Berlusconi. Cosi’ a quanto pare non e’. Se Maurizio Matteuzzi, il giornalista del Manifesto al quale Flavio da bravo watchdog ha immediatamente scritto e telefonato non si fosse negato, il caso sarebbe stato archiviato in poche ore. Ma i giornalisti, si sa, sono molto impegnati e cio’ non e’ accaduto. La questione si e’ cosi’ ingigantita fino alla pubblicazione sul Manifesto della smentita di Sepulveda che cosi’ inizia:

Cari compagni de il manifesto. In relazione alle assurde accuse di manipolazione sorte dopo la pubblicazione del mio articolo “Venite a vedere il sangue per le strade di Madrid” voglio chiarire quel che segue:

Il “quel che segue” e’ la rivendicazione della paternita’ del finale “italiano” dell’articolo.

Quello che personalmente vorrei dire e’ che:

1 Non c’e’ nulla di assurdo nel chiedere spiegazioni. L’assurdita’ sta semmai nel non darne.

2 I giornalisti – perfino quelli del Manifesto – hanno sacrosanto bisogno di essere controllati anche se vivono comprensibilmente questa amichevole protezione come un malevolo assedio al proprio lavoro.

3 Per sapere quanto contano i blog guardasse Sepulveda quale e’ oggi il primo link di Google alla ricerca con il suo cognome.

8 commenti a “GABBIANELLA ISTERICA”

  1. Fabio Metitieri dice:

    Ehhhmmmm, Mante… si scrive senza apostrofo… E non dire che e' un errore di battitura, perche' non ci credo.

    ;-)

    Ciao, Fabio.

  2. massimo mantellini dice:

    leonardo in un suo prossimo post ti spieghera' che invece si dice…..

  3. Pinolo dice:

    Il primo link adesso (0.44 del 21/3) è sepulveda.org.

    Qual è il problema?

    Secondo: senza offesa per il Flavio, ma io, se ho anche altro da fare, non rispondo per forza al primo pirla che telefona.

    Terzo: watchdog per watchdog… che cosa vuol dire esattamente "si fosse negato"? Ha risposto no? Ho fatto dire che non c'era? Nel qual caso, cane da guardia ha elementi per affermare che invece c'era?

    Quarto: Sepulveda ha parlato dei Blog????

    Quinto: Flavio tiratela meno! Se Matteuzzi avesse risposto subito alla tua email, tu avresti comunicato il verbo al resto del popolo bue, fermando con la sola imposizione delle mani il traffico di email?

  4. Gino dice:

    > Non c'e' nulla di assurdo nel chiedere

    > spiegazioni. L'assurdita' sta semmai nel

    > non darne.

    Detto così è sacrosanto, solo che il caso in questione mi pare un po' diverso.

    Chiedere spiegazioni non significa emettere a priori una sentenza di condanna assumendo un tono spocchioso, che nelle pretese vorrebbe essere quello di chi sta combattendo una crociata per il trionfo del Bene, ma che invece risulta petulante e sgradevole quanto un diligente scolaretto che chiama la maestra per farle notare che il compagno di banco sta copiando.

    Sappiamo bene che il tono da "bravo watchdog" è prassi comune sui blog. Ovviamente ciascun tenutario è libero di scrivere ciò che desidera e di farlo secondo il registro che gli è più consono. Tuttavia se invece di chiedere spiegazioni affermo che Tizio è un impostore, non posso aspettarmi che Tizio si senta in dovere di rispondermi con sollecitudine per discolparsi, specialmente nel caso in cui Tizio impostore non è.

    Come sempre la forma è importante, e lo è in special modo per chi pretende di occupare una posizione di avanguardia nel campo dell'informazione (per la serie "quanto contano i blog").

    IMO "il caso" si sarebbe archiviato celermente se solo il blogger avesse soffocato un poco il ringhio feroce del bravo watchdog in favore di un briciolo di buona educazione e rispetto per il prossimo.

    Se invece per affermarsi nel mondo dei blogger veri lo scopo del gioco è proprio la capacità  di montare su "il caso", complimenti a Pfall: meglio non poteva riuscirci.

  5. Fabio Metitieri dice:

    Mante, se leonardo gioca a stravolgere la lingua, buon per lui. Ma…

    1) tu proprio non ti eri posto il problema e non sapevi come si scrive

    2) scrivilo in un articolo per una qualsiasi rivista, o in un libro per un qualsiasi editore, e vedrai che te lo correggono dandoti della capra

    3) Meglio di dar letta ai giochetti di leonardo sarebbe il leggere qualche manuale di stile; se vuoi ti do dei titoli di riferimento

    Tutto il resto son le solite cazzate per non ammettere mai di avere torto…. i watchdog, evidentemente, sono proprio quelli che meno degli altri sopportano di essere watchdogged…!

    Ciao, Fabio.

  6. massimo mantellini dice:

    per pinolo: il ranking su google e' cambiato ancora. Ora il n° 1 e' l'articolo del manifesto. Quando ho messo il llink ieri era il pezzo sul blog di pfall.

  7. Pinolo dice:

    Scivolo OT: questa altalena di ranking implicitamente ridimensiona molto i tentativi di dare sistematicità  alla "valuta" del link proposta in un articolo dell'attuale Internet News.

    Non c'entra col thread, ma mi sembrava utile farlo presente.

  8. Pfaall dice:

    Intervengo per fatto personale.

    Primo: se la redazione di Milano non mi avesse detto "Ciccio, cosa vuoi che ne sappia io"; se Matteuzzi (c'era, c'era, ed era avvisato che stavo per pubblicare) non mi avesse fatto riferire da una centralinista imbarazzata "mandi una lettera", io avrei fatto un post molto diverso.

    Secondo: non ho intenzione di trascinare la polemica, quindi su Pfaall il caso è chiuso. Ma approfitto dell'ospitalità  per far osservare che personalmente sono d'accordo con alcuni dei commenti ricevuti: che Sepulveda avrebbe comunque appoggiato il Manifesto era scontato. Che le cose siano andate davvero così è meno ovvio. Ma in fondo è irrilevante: quello che conta è che (forse, forse) la prossima volta che il Manifesto pubblica una versione diversa di un testo che già  gira in rete avviserà  i lettori.

    Grazie Massimo, e buon lavoro (oops! questo non dovevo dirlo…).

    Flavio