19
Mar

I NUMERI sono IMPORTANTI

So che a parlare di numeri corro gravi rischi. Pero’ mi danno molto fastidio gli studi come quello del Forum per la Tecnologia della Informazione, una associazione onlus patrocinata dal Ministero delle attivita’ Produttive che produce studi di settore, indice seminari e poi non e’ in grado nemmeno di pubblicare un abstract dei risultati dei propri sforzi. Per sapere qualcosa del recente lavoro commissionato dal CNEL (soldi pubblici quindi) dal titolo “Donne, Ict, innovazione – La trasformazione silenziosa”. ci si deve affidare ad un articolo di Repubblica che brilla per l’assoluta mancanza di qualsiasi dato concreto. Parole in liberta’ dei curatori della ricerca come Serena Dinelli che dice:

“Se non fosse stato per la collaborazione che il padre del computer, Charles Babbage, ha avuto da Ada Byron Lovelace, lo sviluppo dei software sarebbe stato più lento. Eppure nel momento in cui le nuove tecnologie hanno conquistato il mondo, le donne ne sono state escluse”.

Tutto molto bello ma quali sono i risultati dello studio? Non e’ dato saperlo, oppure questi benedetti numeri qualcuno e’ riuscito a nasconderli molto bene. Magari in attesa di vederli stampati a spese dello Stato in un corposo testo che nessuno leggera’. Non avrei fatto questo post se stasera non mi fossero capitati sott’occhio questi numeri di Nielsen sulla penetrazione dell’uso di Internet fra la popolazione femminile americana:

8 commenti a “”

  1. carlo dice:

    Linda Lovelace. Era sicuramente Linda, non Ada.

  2. Paolo Graziani dice:

    Questi i numeri, che a quanto pare dicono che la penetrazione(ehm)di internet è maggiore nel genere femminile.

    Mi chiedo come interpretare questi numeri.

    Imho, soprattutto in una società  avanzata come quella americana, dove la parità  fra i sessi è oramai ampiamente raggiunta, questi dati si spiegano con la maggiore istruzione delle donne. In linea di massima, le donne dedicano maggiori energie e un tempo di vita più ampio allo studio. Dunque risultano poi più alfabetizzate, anche informaticamente.

    Oppure?

  3. Luca Lizzeri dice:

    Due osservazioni:

    1. questi numeri di Nielsen sono talmente generici da non avere significato:

    **Internet access penetration is defined as the percent of people aged 2 and over living in households equipped with phone, who have home access to the Internet, though not necessarily logging online during a specific timeframe.

    Persone che vivono in case dove è possibile accedere ad Internet ma che non necessariamente hanno navigato …

    2 Alcuni dati (giugno 2003) dalla ricerca che abbiamo effettuato per Federcomin e ANIE:

    Percentuali uomini e donne

  4. Pier Paolo dice:

    Credo che le percentuali significhino, così alla buona che, di tutte le persone che rispondono a quelle particolari categorie (ovvero le uniche persone che potenzialmente hanno accesso ad internet da casa) le donne siano in maggioranza, ma non danno alcuna indicazione circa la qualità  del loro rapporto con internet, se pure ne hanno uno. Più interessanti le percentuali citate da luca, che sembrano comunque dimostrare un buon interesse da parte femminile per le nuove tecnologie. Per la mia esperienza di studente mi sembra di poter affermare che donne ed uomini di età  tra i 19 e i 24 anni con instruzione superiore siano più o meno a parimerito per quanto riguarda la praticità  o diffidenza nei confronti del computer. Io credo che più che spingere sul fattore femminile sarebbe utile adottare politiche di alfabetizzazione informatica in senso generale, partendo dal presupposto che non serve a nulla dare "competenze informatiche", ma occorrerebbe promuovere una mentalità  informatica, specie tra gli insegnati delle scuole, auspicabilmente orientata verso la conoscenza e l'uso di s.o. e software open source.

  5. alessandro dice:

    nn vogliatemene ma penso che internet sia mooolto piu apprezzata dagli uomini che dalle donne…. almeno a vedermi intorno… ma vivo in una provincia un po' borghese e un po' bigotta del centro nord

  6. Arsenico dice:

    Mi piacerebbe conoscere i metodi dello studio. Prese per buone le cifre, alcune considerazioni :

    – La maggiore penetrazione non significa comunque un uso 'più da competente' del computer. C'è chi dice di sapere navigare in Internet e sa solo aprire l'unica chat che usa

    – Non si capisce la percentuale tra 25 anni e 55 anni, poichè manca del tutto.

    Lo studio non mi sembra quindi attendibile in assoluto.

  7. Paolo Graziani dice:

    Sarà . Cmq mi sembrano significative tutte queste reazioni lievemente misogine, di tanti maschietti.

  8. Pier Paolo dice:

    ullalla'. e figurati se esprimendo un commento su un simile argomento non ti davano subito del misogino. un pò come prodi che ha dovuto dar dell'antisemita all'europa intera xchè questa condanna la politica da macellaio di sharon.