Il cartello sorretto da una ragazza ieri sera a Madrid portava una scritta:” Non siamo degli idioti”. Si riferiva alle reticenze preelettorali di Aznar sui respondabili della strage di qualche giorno fa: a me ha fatto invece pensare alle reticenze dei media italiani sulle condizioni di Umberto Bossi. Si tratta di un problema esclusivo dei media. I media tutti in questi giorni si stanno comportando assai male al riguardo e trattano i loro lettori come degli idioti. Nelle redazioni immagino si sappia esattamente come stanno le cose e il peccato dei giornalisti italiani e’ oggi nel migliore dei casi un peccato di omissione. Le scuse per omettere la verita’ sono francamente inconsistenti: la piu’ salda di queste e’ la volonta’ della famiglia di avere il silenzio stampa. Ma il silenzio stampa (che nel caso dell’uomo pubblico Bossi non ha alcuna ragione di essere invocato) non significa raccontare fandonie. Ed invece i media in questi giorni proprio questo stanno facendo: ci prendono per idioti. Io non sono visceralmente interessato alle condizioni di salute del Senatur: mi interessa molto di piu’ di non essere preso in giro da chi dovrebbe informarmi. E allora in questi giorni al riguardo ne ho sentite di tutti i colori: dalla “ischemia cardiaca da stress”, alla negazione di qualsiasi episodio infartuale, dal trasferimento in neurochirurgia per fare degli “esami” (il primo caso al mondo evidentemente) alle dichiarazioni rassicuranti dei politici leghisti raccolte fuori dall’ospedale, ai bollettini medici nei quali ci si premura di non dire niente di niente. La malattia di Bossi, qualsiasi essa sia viene usata per ragioni che con Bossi stesso non hanno nulla a che fare. L’opportunita’ politica scambiata per pietoso rispetto della privacy, le bugie ad uso e consumo degli equilibri di partito date in pasto ad una audience disposta a bersi qualsiasi fandonia. E la solita figura da cioccolatai di quanti in Italia dovrebbero – per professione o aspirazione personale – informarci sulle cose che accadono, e’ francamente disturbante.

Umberto c’è. Dall’Ospedale di Circolo di Varese giungono i primi confortanti e positivi segnali di ripresa delle sue condizioni di salute. àˆ questa la notizia, vera, di ieri. Si è avvertito un clima diverso, a partire dalle prime ore e per tutta la giornata. Mentre i tam-tam di qualche sconsiderato propalavano notizie non vere e prive di qualunque attendibile fondamento, i primi spiragli positivi sono emersi da tanti piccoli e significativi particolari. Non c’era più, da parte dei sanitari, quell’aria di gravità  e di oggettiva e seria valutazione del pericolo registrata nelle prime ore e fino a venerdì sera

(da La Padania di oggi)

17 commenti a “NON SIAMO degli IDIOTI”

  1. Gaspar dice:

    OK, la stampa è reticente. Ma anche tu lo sei, Massimo. Ti sei fatto un'idea precisa ma non la vuoi dire, e io che non sono medico non riesco a capirla dalle tue vaghe allusioni.

    Allora: perché non provi a spiegarmela, come se io fossi un bambino di nove anni?

  2. massimo mantellini dice:

    beh gaspar e' che non mi piace fare speculazioni………….diciamo che l'ipotesi piu' probabile per cui un paziente venga ricoverato in un reparto neurochirurgico in coma farmacologico e' – se non ha avuto traumi – che abbia subito un ictus emorragico…..poi magari per Bossi la medicina puo' fare eccezioni, non so…….

  3. Gino dice:

    Dopo i danni dell'ictus emorragico l'equipe medica di Varese si sta prodigando per salvargli l'altro neurone.

  4. Gaspar dice:

    Ti ringrazio, anche se non me l'hai spiegata come a un bambino di nove anni…

    Per fortuna che c'è Google:

    "L'ictus emorragico è dovuto alla rottura di un'arteria cerebrale. Questo può verificarsi in tre tipi diversi di circostanze: brusco aumento della pressione arteriosa (in questo caso si verifica un’emorragia cerebrale); rottura di un aneurisma, cioè di una porzione della parete di un'arteria malformata (in questo caso si verifica una emorragia subaracnoidea); alterazione della coagulazione del sangue, per esempio in seguito a trattamento con farmaci anticoagulanti. L'ictus emorragico è più raro e rappresenta solo il 15 per cento di tutti gli ictus, ma è estremamente più grave di quello ischemico e molte volte è fatale."

  5. .mau. dice:

    però non è bello prendere un articolo della Padania in questo frangente. Tanto bastava un quotidiano qualunque…

  6. Profeta dice:

    Ma non ci si può costituire parte civile contro gli organi d'informazione? mbah.. 'un sò 'na sega di diritto..

  7. Pier Luigi Tolardo dice:

    Credo che sia perfettamente normale questa reticenza e queste mistificazione sulle reali condizioni di salute di Bossi.

    Normale come, fatte le dovute differenze, quella che ci fu sulle lunghe agonie di Tito, Franco, Mao. Se Bossi muore o rimane gravemente invalido, la Lega muore, sparisce, se la Lega sparisce, il suo elettorato si disperde in 1.000 rivoli, il progetto politico che ha portato Berlusconi al Governo finisce, va reinventato completamente, non si sa come va a finire. L'ora della Verità  va rimandata più che si può, in politica è normale, è la Politica….

  8. Pier Luigi Tolardo dice:

    Dimenticavo: la necessità  di rimandare l'Ora della Verità  riguarda l'opposizione quanto il Governo.

  9. Paolo Graziani dice:

    Credo proprio anche io, che Bossi sia finito(politicamente, morto: come Andreatta). Cercheranno di non dircelo fino a che non avranno trovato una soluzione per evitare lo sfacelo politico del governo. E' chiaro, cmq, che la Lega come forza politica è finita, destinata a spaccarsi, a questo punto, e a radicalizzarsi ancora di più.

  10. .mau. dice:

    Mah. Mi spiace per l'Umberto (come persona, non come politico: indubbiamente un animale della politica, ma non certo con idee da me condivise). àˆ chiaro che la Lega è morta: nessuno lì dentro può prendersi la sua eredità : al massimo ci sarà  un effetto Berlinguer a giugno.

    Ma perché questo dovrebbe portare a uno sbandamento della coalizione al governo? l'elettorato di base leghista alla peggio resterà  a casa sfiduciato, ma non andrà  certo a votare a sinistra.

  11. Roncibaldo dice:

    Anche io credo che la situazione di Bossi sia grave. Esiste pero' un sentimento di cui, nell'orda di emozioni e lacrime cui assistiamo tutti i giorni, a volte ci si dimentica. Si chiama pieta'. Per chi e' religioso, nasce dal proprio Credo. Per chi non lo e', dal proprio sentire ed essere. Per questo non mi sento di dire che sia sbagliato ora non parlare troppo di Bossi. Credo che a chiunque di noi, nel momento in cui dobbiamo affrontare la malattia, non faccia piacere avere intorno commenti e pettegolezzi. Specialmente se la malattia e' grave o invalidante. Come accadde, del resto, per Agnelli. Poi che la pieta' sia per l'uomo, mentre il politico sia stato a volte da me disprezzato, e' un'altra questione.

    Tutto questo, ovviamente IMHO

  12. Paolo Graziani dice:

    Mah, la pietà . Non vedo proprio cosa c'entri. E soprattutto cosa c'entri col fatto che si faccia, o non si faccia, corretta (dis)informazione.

    La mia pietà  non è accresciuta, anzi, tutt'altro, dalla mancanza di notizie o dalle menzogne che spargono come fumo negli occhi i leghisti(ma come si può credere a un Maroni che dichiara di sentirsi sollevato dopo aver visitato Bossi…e che nello stesso tempo chiede il silenzio stampa??)

  13. Squonk dice:

    Io credo, in qualità  di cittadino suo malgrado governato anche dal ministro Bossi, di aver diritto ad essere informato sulle sue condizioni di salute. Delle sorti della Lega, e del governo, posso temporaneamente disinteressarmi; ma quell'uomo è un ministro, un mio rappresentante, ed io vorrei sapere quando il mio rappresentante sarà  in condizioni fisiche tali da consentirgli di rappresentarmi. Tutto lì.

  14. Bricke dice:

    Dopo tutte le frecciate tirate alla Chiesa i Leghisti si sono messi a pregare… mah…

  15. Gino dice:

    Sembra che Donato sia proprio messo male: c'è preoccupazione per le sorti di questo artista che ha segnato un'epoca della canzonetta italiana.

  16. yorker dice:

    Andrò controcorrente, ma io sarei per il silenzio stampa. Che il quadro clinico di Bossi sia grave, è chiaro per tutti. Francamente non sono interessato a sapere cos'è successo di preciso, nè a sapere se ci sono danni cerebrali. Voglio dire, non per ora. Non c'è fretta: prima o poi ci dovranno far sapere se Bossi può riprendere la vita politica oppure no. Se la famiglia vuole il silenzio, che silenzio sia.

    Di sicuro per il momento non sta espletando le sue funzioni di ministro, ma sul motivo per cui non le sta espletando mi pare che la curiosità  non sia del tutto legittima.

  17. ajroldi dice:

    Di Bossi non condivido neanche le virgole ( politicamente parlando) come uomo non lo conosco e non ho interesse a farlo. Sono convinto, però, che davanti ad una grave malattia ci sia il diritto al silenzio stampa da contrapporre alla morbosa e inutile curiosità  di sapere. Se poi i giornali e le tv dicono balle questo dipende da due fattori: le informazioni che gli vengono fornite e la richiesta " di qualunque notiziea, anche pettegolezzi " da parte del pubblico. Credo sia questo il motivo per cui certi siti e certi settimanali hanno un grande successo in molti paesi.