Vedo con piacere che Gaspar e Paolo hanno detto la loro sui rispettivi blog a riguardo della faccenda cui accennavo ieri sul futuro delle telco. Si tratta di posizioni apparentemente contrapposte: eppure forse non del tutto. Dice Paolo – sintetizzo brutalmente il suo pensiero – che il giorno in cui ci sara’ banda a sufficienza gli utenti la useranno per comprare i contenuti esattamente come oggi comprano libri, DVD, biglietti per il cinema ecc. nella vita reale. Stiamo quindi lentamente andando in tale direzione, anche se i mezzi fisici (leggi banda a “soli” 640kb) ancora non lo consentono appieno. Ma si tratta di un primo passo.

Brutalizzo anche il pensiero di Gaspar che replica: “Enno’, il giorno che ci sara’ piu’ banda disponibile gli utenti la useranno per fare altro, non seguiranno i consigli per gli acquisti di questo o quel portale e faranno da soli. Per esempio faranno telefonia su IP saltando le compagnie telefoniche”.

Per ragioni affettive vorrei essere daccordo con entrambi. Di sicuro sono daccordo con David Isen che al riguardo della attuale situazione di stallo ideologico delle compagnie telefoniche mondiali alle prese con Internet scrive:

In summary, the telco (and the cableco) are victims, not beneficiaries, of the Communications Revolution. Nor are they giving end-user customers what we want. This, then is the market failure!

L’idea di Paolo di un futuro mercato dei contenuti in formato binario guidato dalla banda larga, in un circuito virtuoso che apre opzioni di sviluppo per piccole aziende innovative, produttori di contenuti ed editori, la trovo una idea tanto romantica e auspicabile quanto scarsamente attuabile. Specie da noi. Se si leggono le interviste rilasciate in questi giorni da Riccardo Ruggiero di Telecom ci si accorge che sono sapientemente riempite di uno spirito internet ben esibito, che suona francamente posticcio nelle frasi del quasi monopolista della banda larga. E’ il linguaggio dei tempi, non c’e’ nulla di casuale in tali parole. Le medesime invocazioni nelle parole di Paolo suonano con un ben piu’ credibile effetto, purtroppo temo abbiano identica probabilita’ di essere un giorno messe in pratica. E nello stesso tempo quelle di Ruggero sono parole che raccontano di una paura sottile e ben fondata che e’ quella citata da Gaspar e da tanti altri. Il timore concreto e non detto della fine delle compagnie telefoniche cosi’ come oggi le conosciamo, per ragioni di forza maggiore. Vendere accessi alla rete rende poco e rendera’ sempre meno. Gli utenti chiedono “banda” ( e non “banda e contenuti”) ma in una situazione del genere, dal punto di vista delle telco, la banda e’ un bene prezioso che va centellinato anche se se ne ha moltissima: si tratta dell’unica merce di scambio disponibile. L’idea di guadagnare fornendo banalmente contenuti trasportati dal mondo reale in formato digitale non funzionera’. Perche’ ci vuole ben altro, perche’ gli utenti aspettano un approccio innovativo ai contenuti che certo non arrivera’ dalle vecchie cariatidi del multimedia che sanno solo contare i punti di percentuale siae di questo o quell’artista. E’ tutto un mondo che cambia e per vedere da dove arriva il cambiamento, per comprendere cosa succedera’ in troppi stanno guardando dalla parte sbagliata. E’ necessario guardare in basso, dentro i garage, nelle comunita’ online e nei pomeriggi davanti al PC di adolescenti appena usciti da scuola, non certo nei laboratori di ricerca delle aziende tecnologiche. Continuando ad osservare inebetiti le cravatte a la page dei direttori marketing e’ una ottima maniera per perdere ogni contatto con la realta’.

4 commenti a “UN MONDO che CAMBIA”

  1. Carlo dice:

    Sono abbastanza d'accordo, tranne sulle cravatte dei direttori marketing che, in genere, sono orrende.

  2. Fabio Metitieri dice:

    Mah… sono sempre scettico, di fronte a queste sparate, tanto visionarie quanto perentorie, sulla morte imminente delle Telco.

    Quand'era, che su Lisa i soliti guru delle mie palle prevedevano l'imminente crollo delle Telco causa telefonia su Ip, e mi davano del coglione perche' io sostenevo che non sarebbe successo nulla per lungo tempo? Era il '97 o il '98? Ed eccoci nel 2004, sei anni dopo, con mamma Telecom.

    E' la solita abitudine italiana: di lunedi' tutti sono grandi commissari tecnici, compreso i radiologi… ;-)

    Ciao, anche ai guru di sempre, Fabio.

  3. Pier Luigi Tolardo dice:

    Per adesso l'Adsl ha ridato a Telecom Italia la posizione di monopolio che, grazie alla liberalizzazione del traffico telefonico ed Internet, aveva perso. Dei tre milioni e passa di collegamenti adsl ne controlla più di un milione e mezzo ed sempre Telecom Italia a vendere la connessione che poi i gestori alternativi si rivendono.

    Inoltre il 50% del traffico nazionale Telecom Italia è già  in Voip, utilizza Internet e così Telecom Italia sta risparmiando un sacco di soldi per manutenzione. In futuro vedremo….

  4. Fabio Metitieri dice:

    Eccerto, Pier Luigi, le Telco si stanno attrezzando anche loro con il VoIp, e nel frattempo aspettano di vedere da che parte va il mercato, e finche' tira la telefonia fissa, guadagnano su quella. O su Adsl. O su qualsiasi altra cosa che respiri. Che grande scoperta…

    Non vorrei fare lo sborone, ne' ho voglia di rovistare nei miei archivi (peraltro semidistrutti da troppi cambi di Pc), ma credo di aver gia' detto queste cose anni fa, su Lisa.

    Acc… pero' non mi ricordo piu' che posizione aveva il Mante all'epoca, se era gia' cosi' guru come oggi. Forse no. In effetti, e' peggiorato con l'eta'; una volta aveva livelli di presunzione quasi umanamente accettabili… ;-)

    Ciao, Fabio.