Forse e’ presto per dirlo ma mi pare di capire che il ragionamento di telecom e degli altri operatori italiani delle comunicazioni riguardo allo sviluppo di Internet in Italia sia quello banale e vecchiotto di provare a vendere (anche) contenuti (film, musica, gaming online, software) attraverso collegamenti piu’ o meno a larga banda. Da qui il gesto magnanimo di innalzare a 640Kbs la taglia minima delle adsl disponibili sul mercato. Io saro’ antico ma non credo che funzionera’. Meglio farebbero gli operatori delle telecomunicazioni a dedicarsi al loro core business (si dice cosi’ no?) vendendo accessi alla rete di buona qualita’. Per tutto il resto, fermo restando che non saranno certo loro a perderci barche di soldi, meglio farebbero a lasciar perdere.

5 commenti a “THE NEXT LITTLE LITTLE THING”

  1. Alessandro Ronchi dice:

    Io credo che fornire accesso a servizi trasmessi attraverso la rete non sia di base una cattiva idea: prima o poi qualcuno lo farà  con successo, come è stato per la vendita di musica.

    Il problema è diverso: se la qualità  del servizio che dovrà  trasportare queste informazioni e la mancanza di volontà  di creare strumenti adeguati e non proprietari per fruirne non cambierà , allora il progetto sarà  destinato al fallimento.

    Finché i lettori ebook leggono solo un formato, e non html, txt e pdf, oppure gli stereo che permettono di ascoltare le radio in streaming su internet si possono connettere solo a poche stazioni proprietarie, allora queste innovazioni non diventeranno di massa.

    Fatemi un lettore dvd multimediale che mi permetta di guardare i film in divx acquistati in streaming ovunque, che mi faccia vedere le foto, i dvd-video, registrare i programmi on demand, ascoltare mp3 ed ogg da shoutcast e da dove voglio io, mi faccia giocare con i giochi in flash o in java semplicemente andandoci con un browser, allora si che deciderò di acquistarlo.

    Di fatto l'hardware necessario c'è già  (basta una xbox), serve solo software (basta una collezione dell'esistente) e volontà  (questa manca).

    Poi i costi devono essere diversi. Se il noleggio di un film in streaming costa 6 € non lo compra nessuno, viceversa ad 1-2 € inizia a diventare una cosa molto interessante.

  2. Fabio Metitieri dice:

    Se tu avessi scritto almeno una volta "win win", mi sarei di convinto di star leggendo Caravita… ;-)

    Scherzi a parte, il discorso e' condivisibile, ma non sempre o non subito le soluzioni aperte riescono ad affermarsi. In molti casi il mercato preferisce segmentarsi ed essere trattato come tale. Anche perche' le tecnologie costano ancora care (penso per esempio ai costi del Dvd player che descrivi, presumibilmente con hard disk).

    Ciao, Fabio.

  3. Tom dice:

    Massimo, concordo pienamente con te.

  4. Alessandro Ronchi dice:

    In realtà  il costo di queste tecnologie non è affatto elevato. L'hardware di un'xbox sarebbe sufficiente, ed una grande diffusione abbatterebbe i costi.

    Le prossime console da gioco ed i prossimi dvd probabilmente saranno di quel tipo, come quasi tutti i lettori di adesso hanno inglobato le funzioni dei lettori mp3.

    Puoi darmi maggiori riferimenti su Caravita, non conosco e mi interessa :)

  5. Fabio Metitieri dice:

    Come, non conosci Caravita? Il suo blog, con nome e cognome, e' nel blogroll qui di fianco. E interviene spesso anche tra questi commenti. Leggetevi vicendevolmente, che mi pare una cosa win win…

    ;-)

    Ciao, Fabio.