Vi supplico di perdonare l’autocitazione ma l’argomento e’ importante. Scrivevo qualche giorno fa in un articolo che uscira’ nel prossimo numero di Internet News riferendomi agli industriali dell’intrattenimento:

Dipendesse dai signori che oggi minacciano di portare frotte di adolescenti in tribunale per aver scambiato in rete la musica del loro cantante preferito, nelle biblioteche delle nostre città  troveremmo all’uscita un bel registratore di cassa. E non è detto, con l’aria che tira, che in futuro ciò non accada davvero.

Oggi leggo sul blog di Lorenzo de Tommasi che l’Italia e’ interessata da un procedimento di infrazione da parte della UE perche’ consente il prestito gratuito dei libri nelle biblioteche pubbliche.

Dovremo dunque far pagare i prestiti in biblioteca per ridistribuire royalties agli editori e (in piccola parte) agli autori? Dovremmo sottrarre al già  risicato budget di acquisto delle biblioteche pubbliche una quota per il pagamento dei diritti alla SIAE (come è successo per le fotocopie) magari proporzionale al numero di iscritti (come in Francia) o dei prestiti, con il risultato encomiabile di punire le biblioteche più attive ed efficienti? Dovremmo addossare allo stato la spesa, configurando una indiretta tassa sulla lettura, un equivalente moderno della tassa sul macinato?

La biblioteca civica di Cologno ha organizzato una petizione al riguardo.

14 commenti a “PAGHERETE SEMPRE, PAGHERETE TUTTO”

  1. Paolo Graziani dice:

    Completamente condivisibile, l'articolo e la petizione.

    E leviamo un forte grido: "no, al diritto d'autore, in ogni sua forma è un abuso".

  2. iri dice:

    ma questo è un incubo! (io vivo di biblioteca:::)

  3. .mau. dice:

    nella procedura c'è scritto che gli stati possono esonerare alcune istituzioni dal pagamento del tributo, e il problema è che l'Italia e gli altri paesi esonerano tutti.

    Forse potrebbe essere utile capire se si può lottare per lasciare libero il prestito dei libri.

  4. moosbrugger dice:

    Se ne è occupata anche Radio Tre, venerdì scorso. Siamo pronti allo sciopero bianco: invece di lavorare, leggere. Ovunque

  5. alessandro dice:

    alla faccia del fair use eh

  6. Paolo Graziani dice:

    OT:Moosbrugger?Ma non era Moosprugger?(già  che si parla di libri, ed essendo Moosprugger un personaggio, mi pare, di T.Bernhard)

  7. delio dice:

    però: fra i sei stati citati nella procedura di infrazione la germania non c'è, quindi ne deduco che lo status quo tedesco sia royalties-friendly. eppure la germania, dove vivo, non è assolutamente un posto in cui le biblioteche sono piccole e mal fornite ed elitarie. la germania è un posto in cui ogni piccolo comune (a differenza dell'italia meridionale, per esempio) ha una biblioteca civica che, a fronte di piccole quote di associazione (30€/anno, o giຠdi lì) permette prestito illimitato di libri, riviste, quotidiani, vhs, cd, dvd, giochi da tavolo. non so, certe volte credo che dovremmo essere meno conservatori e guardare ai possibili cambiamenti con meno pregiudizi.

  8. .mau. dice:

    delio: però le biblioteche tedesche hanno una quota di iscrizione, che probabilmente serve a pagare le royalties (agli autori: interessante notare che si può fare in modo che gli editori non ricevano pagamenti dalle biblioteche).

    Detto tra noi: se qui in Italia iscriversi a una biblioteca costasse 30 € l'anno, quanto sarebbero vuote? :-(

  9. chiara dice:

    Io sarei contenta di pagare una quota (modica!) di iscrizione annua a una biblioteca, se questa servisse alla biblioteca, per ingrandirsi, comprare libri, migliorare il servizio ecc., non per pagare le royalties, che mi sembra una gran stupidaggine. Le biblioteche sono prezioso patrimonio culturale, servono per conservare e divulgare la cultura, a tutti, e nessuno deve permettere che diventino nuova fonte di guadagno e di mercificazione. Grazie per aver riportato la notizia, che ancora non conoscevo.

  10. delio dice:

    vogliamo dirla tutta? 30€ equivalgono al prestito di una quindicina di dvd, nel corso di un anno. non mi sembra una quota associativa folle.

    e comunque: "quanto sarebbero vuote?" sono già  vuote. quando da ragazzo andavo nella biblioteca comunale di bari ero praticamente l'unico utente in un intera giornata.

  11. Paolo Graziani dice:

    Ecco, bella idea…far pagare l'abbonamento. Come per la televisione.

    Si parlava di cultura liberamente accessibile a tutti…ed ecco spuntare l'omino con la tassa.

    Forse non ne siete coscienti, ma GIA' paghiamo le tasse(comunali, regionali, nazionali)per avere servizi come le biblioteche PUBBLICHE. Quella che state proponendo è una tassa ULTERIORE.

    (e poi magari siete gli stessi che alle elezioni votate per il nano che promette: "meno tasse per tutti"…)

  12. delio dice:

    no, per quanto mi riguarda mi piacerebbe un sistema con piຠtasse per tutti. anzi, una bella tassazione che parta da un'aliquota minima del 40%. per me la sinistra non dovrebbe rinunciare alla rivendicazione di un'equità  sociale ottenuta per mezzo di piຠtasse (e meno imposte, ovviamente).

  13. delio dice:

    pardon, chiaramente nell'ultima frase ho invertito i termini "tasse" e "redditi".

  14. harry dice:

    Mi stupisco che alcuni l'abbiano buttata in politica: questa è una direttiva europea, non una decisione del governo, quale che sia il colore dell'esecutivo.

    Così come non è possibile -come paventano alcuni- abolire il diritto d'autore, perché sennò torneremmo indietro di duecento anni e potrebbero fare gli scrittori soltanto i miliardari.

    Però ritengo la direttiva europea scandalosa e, soprattutto, contraria a ogni principio economico. Chi, come me, ama il possesso, oltre alla lettura, dei libri, non intenderà  mai come sostituti il prestito e l'acquisto: un libro lo compro e, se non lo trovo o se costa troppo (e quindi non potrei mai comprarlo) lo prendo in prestito. Viceversa chi non legge mai non potrà  mai diventare un acquirente di libri se prima non si appassiona alla lettura: e ciò avviene solo dandogli la possibilità  di leggere libri gratis. In seguito costui diventerà  un acquirente che prima non era nel mercato.

    E' un suicidio dell'editoria abolire questo canale gratuito.

    E poi, a questo punto, anche il prestito dei libri a scuola diverrà  illegale? Come faranno i maestri elementari a educare i bimbi a leggere se non con il tradizionale scambio e prestito di libri fra compagni? E se io voglio prestare un libro a un amico interverrà  la Guardia di Finanza?