Allora, come gia’ scritto, in Irlanda alle Europee si votera’ elettronicamente. Ma in Italia possiamo essere da meno? Evidentemente no, diversamente come fa il Ministro Stanca a sostenere in ogni consesso che siamo i primi della classe in e-gov ed ogni altra meraviglia preceduta dal prefisso e-? Evidentemente Stanca di notte legge questo blog (per Metitieri: e’ una battuta, non c’e’ bisogno che ci fai un commento) cosi’ oggi per non cadere nella sindrome del secondo della classe annuncia che in occasione delle prossime elezioni, in via sperimentale in 2500 sezioni la trasmissione dei dati dai seggi alle sedi istituzionali avverra’ per via telematica (wow). Solita ramanzina sul risparmio di soldi e sulla nuova travolgente esperienza tecnologica per il paese. Il tutto sapientemente controbilanciato dal Ministro Pisanu che mette una buona parola per tranquillizzare i cittadini sui rischi legati a questi azzardati esperimenti di modernita’:

“in questo modo non si vuole assolutamente toccare l’espressione del voto dei cittadini, sovvertire le loro abitudini ed intervenire con nuove procedure tecnologiche nel momento più delicato della partecipazione democratica, ma vogliamo invece cominciare a modernizzare il conteggio dei voti e la successiva trasmissione dei risultati alle sedi istituzionali”

13 commenti a “LA PICCOLA ITALIA TECNOLOGICA”

  1. Gino dice:

    "in questo modo non si vuole

    assolutamente toccare l'espressione

    del voto dei cittadini [cut]" (Pisanu)

    Trattasi di excusatio non petita. Aspettiamoci il peggio.

  2. Pier Luigi Tolardo dice:

    Molti anni di esperienza come Presidente di seggi, compresi referendum con 10 schede.Ricordo le elezioni del 2001(Camera 2 Schede+Senato+Comune+ quartieri=5 schede), con riduzione delle sezioni e code chilometriche per impossibilità  matematica con 5 schede, 650-700 elettori reali, e 4 cabine di riuscire a farli votare dalle 6.00 alle 22.00, senza fissargli l'appuntamento come dal parrucchiere. Con lo sdoppiamento delle votazioni per cui quella amministrativa è su 2 giorni(di cui uno il Sabato non si è mai votato in Italia) e l'altro, solo la Domenica, per le Europee ci sarà  un caos enorme. Molti elettori voteranno solo 1 giorno, altri si incazzeranno perché devono tornare. Con sistemi differenti di votazione: infatti l'Europee hanno 1 scheda con 1-2 preferenze e le liste proporzionali, le Provinciali hanno la Scheda con possibilità  di votare Presidente e candidato nel Collegio Uninominale mentre le Comunali hanno la scheda dove si possono votare il Sindaco, la lista ed, eventualmente, dare 1 prefrenza. Direi che il problema del voto elettronico, sinceramente, è l'ultimo dei nostri problemi.

  3. Antonello Leone dice:

    Sentire le stupidaggini dell'attuale governo mi ha veramente STANCAto.

    L'Italia sarebbe il Paese, che non è seconda a nessuno in Europa, sul e-gov???

    L'Italia non sa neanche cosa vuol dire e-gov, in nessun campo.

    Perché non andate a chiedere al Presidente del Consiglio, che cosé il "Sistema Nervoso Digitale", e vediamo cosa vi risponde !!!

    Antonello

  4. Paolo Graziani dice:

    Beh, in ogni caso benedico il passo in avanti. Si poteva fare di più, ma anche di meno.

    Il problema resta: "quando sei in cabina e giochi la schedina ricordati che sei la colonna di un sistema. Valuta un po' prima: rametto o bandierina?"

  5. Antonello Leone dice:

    Rametto o bandierina?? A quando, la terza scelta?

  6. Paolo Graziani dice:

    Perchè, credi davvero che ci sia e ci possa essere, una terza scelta?Le attuali democrazie non lo consentono, in quanto sistemi di potere. Ogni "terza scelta" si riduce, in realtà , a un sostanziale appoggio verso la maggioranza in quel momento esistente(vedi Rif.Com: in questi ultimi anni sempre schierata con la maggioranza).

  7. Antonello Leone dice:

    No. In realtà  non è così. A parte che la frase "le attuali democrazie non lo consentono", è una forzatura in termini. Una Nazione non si adatta ad un determinato equilibrio partitico, perché così si fanno nelle attuali democrazie. Ogni Paese deve trovare un giusto equilibrio politico negli schieramenti, in riferimento alle proprie specificità  storiche e culturali.

    Il Bipolarismo non è stata una conseguenza data dalla politica, ma dalle cronache giudiziarie. Cavour a Palazzo Carignano (sede della Camera dei Deputati) a Torino, disse rivolgendosi all'Assemblea: "Signori, il nostro Paese non avrà  mai due soli partiti politici come in Inghilterra con i Tories e i Wings (così si chiamavano prima i laburisti), dando così vita ad un sistema bipolare. Le nostre tradizioni ci impongono di trovare la giusta dimensione in base alla nostra storia, alla nostra identità  e a quello che sarà  il nostro destino".

    E' passato più di un secolo e mezzo da quella dichiarazione di Cavour, e per me è ancora valida.

    Oggi abbiamo due schieramenti: il centro-destra e il centro-sinistra ed in comune, entrambi hanno per l'appunto il centro. Nelle ultime tre elezioni politiche, ha vinto lo schieramento che è stato capace di trascinare a sè l'elettorato moderato cattolico, ovvero il centro. Nel 1994 ci riuscì Berlusconi, nel 1996 fu la volta dell'Ulivo e nel 2001 nuovamente il centro-destra. Questo perché la destra, o meglio, le destre non sono capaci di portar via voti alla sinistra, e quest'ultima non è capace di portare via voti alla destra. E quindi, l'unico modo possibile per vincere per entrambi è certamente quello di puntare sui moderati. Ma così noi non abbiamo un sistema democratico e liberale. E' un duopolio questo, manca la terza via: il terzo polo indipendente che possa riunire tutti i centristi cattolici moderati, e cioé quel centro che si trova sia a destra e sia a sinistra. E non parlo di un partito unico, non parlo di fare resuscitare al Democrazia Cristiana (per carità  di Dio), parlo di una federazione, di una casa comune a tutti i moderati. Così avremmo finalmente la scelta di scegliere in un sistema più stabile, e non più "o la minestra o salti la finestra". Ci sarà  una terza possibilità . Questa sarà  democrazia. E questa soltanto. Un sistema tripolare che bilancerà  definitivamente l'assetto politico del nostro Paese.

  8. franco dice:

    Lello, ma dove vivi? ti pare che la nostra intellighenzia politica sia all'altezza dei tuoi idealismi?

    Non ti sei accorto che i politici del momento hanno fatto sembrare (in più di un accoasione recente) dei signori anche un Andreotti e un Cossiga?

  9. Antonello dice:

    Forse hai sbagliato a farmi la domanda: anziché chiedermi "Lello ma dove vivi?" dovevi domandarmi "Lello perché vivi?".

    Perché mi sembra questo il senso del tuo intervento. Che cosa dovrei fare allora? Anzi, cosa dovremmo fare noi tutti?? Sventolare la bandiera bianca (come diceva tempo fa Battiato)? Va bene, sventoliamola. Anzi, chiudiamo tutti i blog, i giornali. Anzi, facciamo di meglio: non andiamo più a votare.

    Tu dici che l'intellighenzia politica non è all'altezza dei miei ideali, ma allora non lo è neanche dei tuoi e di quelli della maggioranza degli italiani. Allora mi chiedo: "se non sono all'altezza dei nostri ideali, perché cazzo li abbiamo votati??"

  10. Gino dice:

    Qua ormai c'è più niente da fare. Manteblog si è forumizzato.

  11. Gino dice:

    Ah, già  che ormai abbiamo svaccato, mi si permetta di far notare a Antonello che i Wings erano quel gruppo un po' sfigato che suonava insieme a Paul McCartney, e non gli avversari dei Tories.

    Si, si… lo so che nei commenti dei blog non è mai carino far notare i refusi, ma ormai questo thread è bello andato!

    :-))

  12. night passage dice:

    Mah… sono scettico, anche io ho una lunghissima esperienza di presidente di seggio, ancora oggi gli strumenti usati nelle sezioni elettorali non sono dissimili da quelli usati nel referendum per la repubblica…

  13. Bricke dice:

    Vorrei far notare la differenza tra il voto elettronico in Irlanda dove i cittadini voteranno in modo elettronico, e l'Italia dove il conteggio verrà  sperimentato in modo elettronico.