08
Feb

Contrappunti, su Punto Informatico di domani.

Dagli USA arriva una lezioncina che fara’ piacere ai tanti che continuano a sostenere che Internet non cambiera’ il mondo. Si tratta del fantasmagorico fallimento della campagna per le presidenziali americane del candidato democratico Howard Dean (continua)

6 commenti a “ANTEPRIMA PI”

  1. Rudy Belcastro dice:

    Nota a margine, il Resto del Carlino ha pubblicato ieri un sondaggio della Bpa di Bruno Poggi, che accredita Giorgio Guazzaloca al 54,2% e Sergio Cofferati al 45,8%.

  2. Anonimo dice:

    Bistecca vince, blog perde? :-D LOL

  3. arslanz dice:

    mmm….Dean avrebbe dovuto spendere un po' di più per un consulente d'immagine….le sue possibilità  se le è giocate dopo il discorso post Iowa (dove ha abbaiato una lista di una ventina di stati che manco il Bossi dei tempi d'oro avrebbe saputo fare)….imho gli internauti sono una minoranza molto chiassosa, ma che in fondo non rappresentano la maggioranza del mondo reale, e questo vale per tutto non solo per la politica…..consideriamo ad esempio il campo die videogamens dove una piccola monoranza di utenti di rpgonline (piccola minoranza rapportata la numero di giochi venduto al mondo) continua ad affermare di essere il futuro….io ci credo poco…

  4. g.g. dice:

    Ne parlavo appunto ieri.

    "The challenge is to find a candidate with the courage to use the new technology to route around the television networks. We know how to do it, the Dean campaign removed all doubt. "

    Dave Winer

  5. Fabio Metitieri dice:

    C'e' una bella ricerca di accademici vari, finanziata dall'Unione Europea, di cui ho scritto la recensione da poco (la leggerai a fine mese) e che fa il giro di mezzo mondo esaminando come i partiti usano Internet, per concludere che:

    1) Le grandi masse di voto sono ancora determinate dalle vecchie abitudini e dai media tradizionali;

    2) Internet offre nuove possibilita' ai partiti, soprattutto a quelli piu' piccoli, ma nessuno o quasi ha la capacita' o la volonta' di sfruttarla fino in fondo, cioe' in modo interattivo o almeno per passare in Rete qualcosa di diverso da quello che gia' passa ai grandi media;

    3) qualcosina sta cambiando, qualcosina si sta imparando dagli errori passati e (forse) per il futuro c'e' (qualche) speranza.

    Insomma, io direi che il problema non e' se siamo in tanti o se siamo in pochi ma cresceremo; il reale problema e' che dai vecchi tempi della fallimentare lista pro-prodi (do you remeber?) non e' cambiato proprio nulla e non c'e' nessun politico, di quelli di primo piano, che abbia veramente voglia di mettersi alla tastiera seriamente, neppure se fosse soltanto per interposto esperto mediatico…

    Ciao, Fabio.

  6. Gino dice:

    John Kerry for president!