Il parere autorevole di Paolo Attivissimo sulla guerra degli Armani. Un articolo – per una volta – non all’altezza, anche se molti degli errori di Luca Armani in questa faccenda vengono per la prima volta alla luce. Ma non se ne sentiva la necessita’.

17 commenti a “GOLIA HA TORTO”

  1. roberto dice:

    ero partito d'impeto a favore di Luca, ma l'articolo di Attivissimo mi ha, per cosi' dire, ampliato il campo visivo non mi sembra che scriva baggianate….

    ciao

  2. Andrea dice:

    beh, l'articolo di attivissimo e' di certo buono. forse le tesi non sono condivisibili, ma esposte chiaramente e chiaramente discutibili.

  3. Carlo dice:

    Perchè ha torto non mi sembra sia stato spiegato ancora da nessuno. Sul piano del diritto e delle leggi, Armani stilista ha perfettamente ragione. Sul piano umano e dei comportamenti probabilmente no, ma questi sono giudizi "morali" e in questa sfera ognuno è libero di pensarla come vuole. I giudici invece decidono in base alle leggi.

  4. stefano dice:

    nella convinzione che a pensar male spesso s'indovini (la massima non è mia, purtroppo), pure io credo che in partenza si trattasse di una "furbata da cyberquatting".
    nel momento in cui la più forte delle parti non dimostra però la ragionevolezza minima che il "potere" dovrebbe imporle e che anche attivissimo auspicava…

    beh, a malincuore, ma mi trovo a prendere le parti di luca armani. pur biasimando la platealità  ed esagerazione di una forma di protesta come lo sciopero della fame.

  5. Tizio dice:

    Mi considero abbastanza in disaccordo con Attivissimo.

    Io non conosco in modo approfondito le leggi in materia ma visto l'articolo direi che:

    1. un giudice deve applicare semplicemente e crudamente delle leggi e quindi che l'armani.it di un timbrificio destabilizzi la rete se ne può parlare al bar e non in un'aula di tribunale.

    2. se si parte dal presupposto che tutti gli Armani hanno diritto al dominio .it, ben venga il principio del "primo che arriva ecc…", e non che il più sveglio perde il posto perché quello che dorme glielo ruba a suon di miliardi.

  6. delio dice:

    secondo me attivissimo ha in parte ragione. il problema e` che critica l'atteggiamento di luca armani da sinistra (lasciatemelo dire per comodita`), con argomentazioni da socialismo utopistico, da sansimonismo applicato a internet. il bene della "collettivita` degli utenti", il desiderio di evitare il "casino in rete", tutte cose belle e condivisibili ma che temo non siano al centro dell'attenzione degli avvocati di giorgio armani.

  7. .mau. dice:

    Sul piano del diritto e delle leggi, la definizione di "marchio notorio" è (a mio personale parere volutamente) confusa.

    La mia soluzione continua ad essere "la home page http://www.armani.it deve indicare chiaramente che quello non è il sito dello stilista, e permettere al visitatore casuale di andarci. Tutto il resto del sito resta al primo che l'ha registrato".

  8. Carlo dice:

    esatto, però non vorrei che si facesse confusione: al momento della causa e delle azioni legali, il sito http://www.armani.it era un sito commerciale (della società  timbrificio armani) e non c'erano link al sito dello stilista – in questo caso la legge marchi si applicava pienamente. Se fosse stata una homepage personale non credo staremmo qui a parlarne. Adesso, infatti, vedo che è diventata una homepage personale, col link allo stilista etc.

  9. Carlo dice:

    Su queste premesse, gli alti lai che si sono alzati sul diritto al cognome sono completamente fuori luogo, e anche chi ha dato la notizia lo ha fatto in maniera fuorviante – qui non si tratta di cognomi, si tratta di due marchi di commercio.

  10. PierPaolo dice:

    Onestamente mi sembra che il commento di Attivissimo non aggiunga nulla di nuovo, se non il principio secondo cui non vadan solo tutelati marchi e cognomi, ma la rete stessa e la sua integrità . Risolvere però questa disputa secondo un principio mai adoperato su internet mi sembra piuttosto assurdo, sarebbe come aggiungere un ulteriore punto di vista alla questione e poi dirimerla soltanto a favore di questo. Come si devono affidare i nomi di dominio, in base al diritto canonico? in base alla regola del fist come first served? in base al diritto del popolo di internet ad una rete piu' efficiente?

    E se invece l'"url" svolgesse la funzione di indirizzo civico? se io acquistassi una casa in via mantellini 18 il buon Massimo avrebbe poi diritto a venirmela ad espropriare perchè ne ha più diritto di me, in base al suo cognome? O ad un marchio noto di sua proprietà ?

    La questione è ancora molto complessa, ed io continuo a tifare per Luca…

    PS carina l'idea dei condomini in multiproprietà  di Attivissimo, ora mi chiedo: se io registro una società  col nome Attivissimo srl e vado da lui a chiedergli ospitalità  come ha promesso, si occuperà  lui anche dell'aggiornamento delle mie pagine? si fiderà  a lasciarmi la sua password? dovremo pagare le spese di 2 hosting, una per la pagina "citofono" e uno per il sito vero e proprio? e per le caselle di posta, come faremmo?

  11. Carlo dice:

    Le regole in base a cui si assegnano i domini sono, appunto, regole – non sono leggi. Le regole possono anche stabilire che i domini si assegnano sulla base della simpatia o in base al colore dei capelli di chi li registra. Tutto questo è del tutto irrilevante rispetto alle norme generali contenute nel codice civile o alle norme speciali, quindi qualsiasi persona fisica o giuridica che si ritenga lesa nei propri diritti può sempre e comunque ricorrere all'autorità  giudiziaria, a prescindere dalle regole di naming. Conseguentemente cambiare le regole non garantisce automaticamente che non ci saranno più contenziosi civili.

  12. delio dice:

    la questione e`: una pagina-citofono per gli armani d'italia potrebbe ancora essere plausibile (e io vorrei vederci dentro anche marco armani, almeno), ma una pagina-citofono per i rossi, o i ferrari? sarebbe cosi` grande che poi occorrerebbe sdoppiarla, e magari fare una pagina-citofono delle pagine-citofono. citofonatori di citofonatori: sapevatelo su rieducational cennel!

  13. Gino dice:

    A proposito di cybersquatting: a nome del Popolo Italiano il presidente Ciampi potrebbe reclamare il dominio attualmente occupato da un noto quotidiano fondato da Eugenio Scalfari e diretto da Ezio Mauro. :))

    Al giornale potrebbe essere imposto dal giudice di mutare il dominio in la-repubblica.it che non risulta al momento registrato e che rispecchia il nome della testata senza ambiguità .

  14. gianluigi dice:

    La vicenda armani.it sembra, in effetti, complessa. Da un lato un personaggio importante, titolare di un'azienda importante che ha marchio Giorgio Armani, dall'altro una società  locale che ha come marchio Timbrificio Armani. Indipendentemente dal fatto che Luca Armani ha, in un primo momento, agito per ottenere una maggiore visibilità , ora il sito http://www.armani.it è un sito personale (a quanto mi sembra), mentre http://www.giorgioarmani.it (il sito del marchio) è di proprietà  dello stilista, http://www.lucaarmani.it e http://www.lucarmani.it non sono stati registrati, così come http://www.timbrificioarmani.it.

    A questo punto mi chiedo: se Giorgio Armani ha il sito riferito al suo marchio (c'è anche http://www.giorgioarmani.com), a cosa gli serve http://www.armani.it e http://www.armani.net (e per fortuna non ha registrato http://www.armani.org! – cosa incredibile: non ha registrato neanche http://www.armani.com!)? E mi chiedo anche: perché Luca Armani non ha ancora registrato dei marchi che fanno più diretto riferimento a lui, mentre ha registrato http://www.timbrificio.com (il .it è occupato dalla ditta Il Timbrificio)? Forse sono stati irragionevoli entrambi, ma certo Luca Armani ha la mia solidarietà  proprio perché il marchio non è Armani, ma Giorgio Armani.

  15. Carlo dice:

    Suppongo che tu, gianluca, sia perfettamente a conoscenza di quanti e quali marchi sono stati registrati dalle società  del gruppo armani e che tu abbia fatto anche una ricerca di anteriorità . Lo suppongo, anche se in realtà  credo che tu non sappia di cosa parli: il marchio "Armani" (senza giorgio) è registrato credo da prima del 1970.

  16. Carlo dice:

    Scusate, non gianluca ma gianluigi

  17. gianluigi dice:

    Caro Carlo,

    scuse accettate.

    Comunque, se il marchio è Armani, come dici (e non ho motivo di credere il contrario), penso che questo chiuda la discussione a favore di Giorgio Armani (ricordo che Luca Armani avrebbe potuto, a suo tempo, registrare http://www.timbrificioarmani.it per usi commerciali e http://www.armani.it per uso personale. Il primo non esiste e il secondo era commerciale all'inizio della vicenda. Vero?), ma non toglie nulla a un importante nocciolo: fino ad ora chi aveva una società  con il proprio nome, poteva registrare tale nome come marchio (Giorgio Armani o il famoso Walt Disney, ad esempio). E' giusto che una pratica del genere continui anche oggi? Insomma gli Armani sono tutti proprietà  di (Giorgio) Armani?