Si parla molto del decreto del governo approvato il 23 dicembre sui nuovi obblighi di conservazione del traffico telefonico e internet. Su Quinto Stato c’e’ addirittura una petizione da firmare ed inviare ad alcuni soggetti istituzionali. Come spesso accade la confusione regna sovrana e circolano versioni contrastanti ed assurde su quanto accaduto negli ultimi giorni. Provo a ricostruire. Il decreto del governo del 23 scorso non dice grandi cose, sostanzialmente impone l’obbligo di conservazione dei log telefonici e dei collegamenti internet per un periodo di 5 anni. Ecco la parte che ci interessa:

vengono inoltre previsti nuovi e più lunghi tempi di conservazione dei dati di traffico telefonico per favorire indagini su gravi fatti connessi alla criminalità  organizzata ed al terrorismo; per il medesimo fine, e con le adeguate garanzie determinate dal Garante per la privacy, i fornitori di accesso ad internet sono tenuti a conservare per un periodo di trenta mesi (prorogabili di ulteriori trenta mesi) i dati relativi alle connessioni, con tutti gli elementi utili ad individuare data, ora e durata del collegamento, esclusi comunque i contenuti;

A questo punto il Garante della Privacy un poco si inalbera. Un po’ a ragione e un po’ (diciamolo) per opposizione politica. Questo il suo comunicato del giorno stesso (23/12):

Il Garante nella sua piena collegialità  (Stefano Rodotà , Giuseppe Santaniello, Gaetano Rasi e Mauro Paissan) prende atto con preoccupazione del decreto legge approvato oggi dal Governo sulla conservazione dei dati del traffico telefonico e su Internet. In particolare, la nuova disciplina sui dati relativi alle comunicazioni elettroniche e alle utilizzazioni di Internet può anche entrare in conflitto con le norme costituzionali sulla libertà  e segretezza delle comunicazioni e sulla libertà  di manifestazione del pensiero. Il Garante confida in un attento esame del decreto da parte del Parlamento.

Tutta la faccenda qui sarebbe bella e conclusa (almeno fino alle valutazioni sulla costituzionalita’ del provvedimento) ma sfortuna vuole che nello stesso giorno (guarda te il caso) il Corsera pubblichi una intervista a Pietro Saviotti magistrato che si occupa delle inchieste sulle nuove BR che dichiara il suo compiacimento perche’ finalmente si potranno archiviare tutte le email per 5 anni ed il suo compito investigativo sara’ cosi’ facilitato (purtroppo non ho trovato l’articolo). Non ha importanza che il giudice abbia con ogni probabilita’ preso fischi per fiaschi (il governo non ha mai proposto l’archiviazione del traffico email ne potrebbe pretenderlo dagli ISP per evidenti ragioni di spazio disco), Assoprovider e Aiip se ne partono con un preoccupate comunicato stampa congiunto sulla vicenda.

L’ipotesi, ventilata nell’intervista, di una archiviazione coatta di tutte le E-mail (e relativi allegati) scaricate dagli utenti italiani di Internet si scontra con la realtà  fisica e con l’articolo 15 della costituzione ed avrebbe l’effetto di far dirottare il traffico di posta elettronica verso paesi più rispettosi della dignità  della persona.

A questo punto la frittata e’ fatta e in un crescendo di confusione, qualche articolo di stampa che mescola sapientemente il tutto e vibranti prese di posizione di politici dell’opposizione si arriva al documento-protesta di QS pubblicizzata anche su PI di oggi. La lettera firmata anche da Cortiana e da Monica Frassoni ed inviata a Pera, Casini e Berlusconi e’ un curioso mescolone di tutti i gossip sentiti in questi giorni:

Con la presente, intendo protestare per il decreto che il consiglio dei ministri ha improvvisamente varato lo scorso 23 dicembre. Ritengo che la conservazione coatta dei siti che visito, dei destinatari delle mie telefonate e delle mie email per un periodo non inferiore ai 5 anni costituisca una violazione inaccettabile dei diritti inviolabili che mi spettano in quanto cittadino, così come sancito dall’art. 15 della Costituzione.

E ditemi voi se questa e’ una cosa seria……..

update: Beppe la pensa (in parte) diversamente e lo scrive qui.

10 commenti a “CONSERVAZIONE dei DATI: un TENTATIVO di RICOSTRUZIONE”

  1. bostik dice:

    Eh, finalmente. In realtà  in quest'occasione molti piccoli giornali

    a diffusione locale sono stati

    più chiari dei "big" dell'informazione.

    Tuttavia in alcuni casi

    l'esser contro-a-tutti-i-costi ha la meglio.

    E allora..

  2. x dice:

    come mai proproi dove c'è possibilità  di interazione, come in questo suo articolo (http://punto-informatico.it/p.asp?i=46398 ) poi non interagisce?

  3. Tom dice:

    Purtroppo di Internet in Italia, i politici prima o poi dovevano occuparsene.

    Il problema che i cosidetti "politici difensori della rete" sono interessati solo alla pubblicità  elettorale che l'argomento può suscitare.

    Quindi la superficialità  si spreca, ma a loro non interessa.

    L'importante è che compaia sui giornali: "il senatore X si oppone alla legge/regolamento liberticida ecc.."

  4. Beppe Caravita dice:

    Massimo, mi spiace di contraddirti, ma a me pare cosa serissima. E molto tempestiva e utile la presa di posizione di Cortiana e Fassoni. Per niente fuori luogo.

    Con questo decreto, infatti, tutti gli utenti internet italiani avranno la loro bella scheda disponibile per la questura, con il log per trenta mese di tutti i loro collegamenti, email….Non mi pare una cosa accettabile…

    Attenzione prima di buttarla sul ridicolo…

  5. massimo mantellini dice:

    Beppe,

    la domanda mia non e' se il decreto sia giusto o meno (io lo trovo come te pericoloso) ma e' invece: e' il caso di promuovere una mobilitazione in rete basandosi su assunti probabilmente errati? basandosi sui si dice e sulle paranoie di questo o quello e non sui documenti reali? Io trovo che si tratti di un formidabile autogoal……

  6. Fabio Metitieri dice:

    Temo di dover dare ragione a Mante, che una volta tanto ha fatto opera di buona informazione. Ok, telefono al mio psi e vado a farmi dare una controllata…

    Ciao, Fabio.

  7. Beppe Caravita dice:

    Massimo,

    La petizione di Qs è corretta. Rifiuta il tracciamento generalizzato alla Bush. Cge poi sotto Natale (guarda caso) Fiorello abbia fatto un poco di casino mi pare secondario…

    ciao

    Beppe

    p.s. se non altro nota la scortesia o la furbizia di questo governo di appiopparci simili schifezze sotto le Feste…tipico.

    comunque…auguri

    Beppe

  8. Antonello dice:

    "E ditemi voi se questa è una cosa seria……". Perché, questo governo ha mai fatto una cosa seria?

  9. Andrea dice:

    Questo decreto rende legale una situazione di fatto: ormai da tempo i dati delle connessioni sono tenuti dai provider per 5 anni. Per quello che ho letto del decreto, da nessuna parte sta scritto che verra' memorizzato il contenuto delle mail (come invece avviene per gli sms); cio' che dovrebbe essere conservato sono le tracce degli scambi, e i log di accesso ai server. Che comunque, non e' cosa da poco.

    La soluzione, comunque, secondo me c'e': mettiamo su una serie di anonimyser; non mi sembra che il decreto che vieti l'uso.

  10. Daniele Minotti dice:

    Massimo, la cosa e' seria, ma non e' trattata in modo altrettanto serio. Il Governo ha fatto le sue scelte (molto criticabili nella forma, un po' piu' comprensibili nella sostanza). Il fatto e' che l'argomento non e' stato trattato in modo serio dai commentatori.

    Se le tua critica era rivolta questi ultimi, allora, secondo me, hai colto nel segno.

    Un saluto.

    d.m.