Credo che se qualcuno decidesse di scrivere un libro sulla fenomenologia dei commenti su Internet io lo comprerei subito. Come e’ noto a me i commenti piacciono. Mi piace poterli leggere, spesso li trovo interessanti, talvolta colti, spesso insulsi, comunque utilissimi a descrivere la testa delle persone. Non raramente contengono informazioni piu’ interessanti dell’articolo cui si riferiscono. Quando mi riguardano direttamente – come nel caso di questo blog o dei miei pezzi scritti su PI o altrove in rete – per un vezzo magari disdicevole mi interessano anche di piu’. Con gli anni ho imparato non solo a non rispondere agli idioti o ai troll ma anche a fare tesoro di quella inversione del pensiero che talvolta chi decide di commentare le tue idee porta con se’. Si aprono nuovi orizzonti con i commenti. Chi rinuncia per scelta ad utilizzarli deve sapere non solo cosa perde ma anche quale scelta di esagerata autostima questo significhi. Esistono certamente – anche sui blog – problematiche nascenti legate alla possibilita’ di commentare i post. Una vertigine per i fessi ma anche una nuova strada per lo spam e perfino un insopportabile delirio querulomane che sembra contagiare parecchi. Per dirne qualcuna. Vero e’, come notava qualcuno qualche giorno fa a proposito del blog di Riccardo Stagliano’, che una volta superata una soglia minima di visibilita’ l’area commenti tende a impazzire naturalmente, chiamando a raccolta il peggio della interazione elettronica. Per quel poco che conta vale la pena di ricordare che la ormai fuorimoda netiquette resta in questo campo un esempio di intelligenza applicata alle masse. Poi non servira’, ma quelli che oggi sempre piu’ spesso sento dire che delle regole se ne fregano (loro in genere sono sempre oltre le regole)- alludo a quelle regoline piccole e un poco ingenue che abbiamo mutuato da Usenet – sono destinatari di tutto il mio compatimento. Se vogliamo scambiare opinioni con gli altri abbiamo bisogno di un pacchetto di piccoli accordi prematrimoniali. I risultati di questa autoregolamentazione saranno per noi tutti formidabili. Oggi per fare un esempio ho letto con stupore ed un briciolo di ammirazione il commento di Daniele al mio post nel quale do a Berlusconi del basso di statura. Si tratta come e’ noto di un giochino scemo. Ho pensato un poco a che tipo di frase associare alla biografia del nostro Presidente del Consiglio. Mi aspettavo contestazioni del genere. Se avessi linkato la biografia del Cavaliere a meno neutri giochi di parole si sarebbe forse scatenato l’inferno. Invece l’associazione si riferisce come e’ noto a certe idiosincrasie del Premier da lui stesso espresse anche al NYT solo qualche giorno fa. Daniele in un commento che potrebbe essere incluso fra i classici delle tipologie di interazione scrive:

Non mi pare il massimo dell’eleganza (nè dell’umorismo) deridere qualcuno per le sue caratteristiche fisiche.

E’ un commento bellissimo nella sua umorale prevedibilita’. Quasi una categoria. Un commento che salda il confine fra te e gli altri. Anche su cose minuziose e senza importanza come queste. Molto tempo fa scrissi scherzando in un articolo che i Pooh erano un gruppo inutile. Era un parere innocuo all’interno di un pezzo che parlava di tutt’altro. Quasi una figura retorica. Mi serviva un esempio, tutto li’. Alcuni fans di Facchinetti e soci non me la perdonarono. Peccato non avere piu’ le loro mail. Di questi signori io nemmeno avrei immaginato l’esistenza. Non che oggi i Pooh siano la mia band preferita anzi per dirla tutta continuano a sembrarmi un gruppo inutile ma so che per qualcuno non e’ cosi’. Io e Daniele (che non conosco e che per scelta non ha lasciato su questo blog nessun suo riferimento) assieme descriviamo il mondo. Meglio di quanto avrei potuto fare io da solo. Meglio di quanto avrebbe potuto fare lui da solo. Che poi Berlusconi davvero sia alto ( o che io sia davvero un fine umorista o Daniele davvero un permaloso ammiratore tout court del nostro sciagurato premier), questo e’ tutto un altro paio di maniche.

7 commenti a “ELOGIO dei COMMENTI”

  1. bj dice:

    era quello che intendevo quando "ho adottato la keyword" (basso+di+statura) e poi, sul mio weblog, ho chiosato: adesso so che qualcuno tirerà  in ballo kant o spinoza;)… non so, o manca l'(auto)ironia, o c'è più 'prurito morale' di quel che crediamo. se si trattasse del secondo caso, quasi sempre si tratterebbe di malafede. come dire: comprendono la 'leggerezza' ma devono farne strumento 'politico' e polemico a tutti i costi. è un peccato, perché così va perduta la voglia di giocare: quella collettiva.

  2. max minninna dice:

    massimo, si potrebbe dire che in qualche modo che il post più i relativi commenti possano essere una somma vettoriale di punti di vista che ci appare come qualcosa di simile alla realtà  o quanto meno a una specie di pluralità .

    quello che mi viene da considerare è che molto spesso mi capita (a torto o a ragione, non so) di non commentare qualcosa molto distante da me e da ciò che penso. e sono convinto che come me fanno tanti altri.

    se l'autore del post è dal tuo punto di vista è sotto l'effetto di stupefacenti e si pone in maniera assolutista, che senso ha lasciare un qualsiasi commento? è un po' come se tra le righe l'autore ti chiedesse: "questa è la mia verità , sono fatto così e ti prego non contraddirmi…".

    no problem and no comment.

    mm

  3. Antani dice:

    Massimo, grazie sincere. Trovo la presenza dei commenti, nei blog che li ospitano, una sia pur superficiale traccia dell'apertura mentale dei chi li gestisce (del tenutario come lo chiami tu).

    Al punto che un blog senza commenti, a mio avviso, non è un blog. Poco importa se alcuni poi non ti viene più di tanto da commentarlo (x§, per esempio), l'importante è che la possibilità  esista.

  4. 5AM dice:

    Da un altro patito del commento un bel: "condivido in pieno". Saluti http://5delmattino.blogspot.com&#34; <5AM> /a>

  5. Pietro B. dice:

    Nell'incontro tra blogger di Modena del mese scorso presenti tra glia altri Leonardo e Eloisa Di Rocco (La Pizia) ho cercato di convincere chi mi ascoltava che un blog senza commenti è inodore, insapore ed incolore, quindi asettico. "Altro" rispetto a ciò che dovrebbe essere.

    E specialmente per chi ha una massa consolidata di lettori è ancora più grave questa mancanza di interazione e di (se vogliamo) condivisione. Ma non mi pare di avere avuto molto seguito. Soprattutto perché si continua da parte di molti a considerare i blog delle vetrine con i vetri blindati.

  6. Splash dice:

    un blog senza commenti? tantovale scrivere un diario o darsi alla carta stampata!

  7. swe dice:

    Trovo il commento che hai riportato :Non mi pare il massimo dell'eleganza (nè dell'umorismo) deridere qualcuno per le sue caratteristiche fisiche. davvero commovente nella sua affettata signolrilità …

    Certo, se tu avessi deriso " un qualcuno qualsiasi" forse saresti stato poco elegante e anche poco spiritoso.

    Ma il fatto che questo qualcuno sia B. ( per scaramanzia evito di scriverne il nome per esteso..) che sta deridendo in modo assai poco elegante il Presidente della Repubblica, nonchè La Costituzione Italiana mi sembra un tuo più che legittimo diritto …