Io sono senz’altro inacidito. Pero’ devo dire che mi secca ogni giorno di piu’ parlare male del lavoro altrui. Nello stesso tempo ho avuto la sventura in queste settimane di leggere un buon numero di recensioni che parlavano di Domani, l’ultimo disco di Mauro Pagani come di un capolavoro assoluto. E allora potendo stasera dedicherei un paio di righe sole per dire che -secondo me- Domani e’ un brutto disco, ma proprio brutto. Che deve tale bruttezza alla quasi totale assenza di canzoni che si reggano in piedi da sole. Bei suoni certo, magari splendidi arrangiamenti, un po’ di word music e di elettronica sperimentale (quella che Gabriel faceva 15 anni fa per intenderci) e basta. Dodici anni di attesa per questo. Se si eccettua il brano che da il titolo al disco (una normale piacevole e media canzone melodica) il resto e’ lussuoso artigianato da studio di registrazione. Quella maniera perversa di comporre musica partendo dal vestito prima di pensare alla pelle e alle ossa. Detto questo, espresso il mio misero parere a protezione disinteressata dei vostri soldi, vorrei quotare qui un paio di recensioni lette in giro:

Quando ci vuole, ci vuole. E stavolta ci vuole. Ci vuole una rubrica intera, per dirvi quant’è bello il nuovo disco di Mauro Pagani. Oh be’, borbotterà  il lettore accorto, sai che scoperta: ne avessimo tre, di genii come Mauro Pagani, non saremmo qui a piangere sulle male sorti della musica nostra. Giusto: però – stupisci, lettore accorto! – mica tutti lo sanno, che Mauro Pagani è un genio. Peggio: la massa festivalbarata ne ignora bellamente l’esistenza. Gabriele Ferraris. La Stampa

E’ un urlo ed uno sfogo amaro quello che interrompe il lungo silenzio solista di Mauro Pagani. Progettato mentalmente per tutti i dodici anni che lo separano dal precedente Passa La Bellezza, il nuovo Domani è un lavoro sorprendente e bellissimo, minuzioso nella cura dei brani e davvero poetico per come canta la vita Fabrizio Massignani Rockstar

Due esempi di un diluvio di commenti positivi letti un po’ ovunque ( e un riassunto dei commenti dei piu’ letti giornalisti musicali italiani, da quelli di Castaldo a quelli di Sisti fino a Luzzato Fegiz e’ presente anche nella homepage di Pagani). Delle due una: o io non ho capito nulla (ed e’ possibile, probabile, probabilissimo) o i critici musicali italiani hanno ascoltato un altro disco.

3 commenti a “I DODICI ANNI di MAURO PAGANI”

  1. Max dice:

    Ciao Massimo, permettimi di consigliarti Morena Burattini e il suo "Il Pipistrello". La trovi in edicola, distribuita da Indipendent Music per 8,50 euro. Li merita tutti, se non ti piace sono disposto a renderteli io…

    PS: perchè non parli anche di Indipendent Music. L'idea non è nuova ma coraggiosa: distribuire autori italiani attraverso l'edicola. Coraggiosi vero? Soprattutto in Italia!! :)

  2. Max dice:

    Sono ancora io… scusa. Volevo chiederti: leggi mai il Mucchoi Selvaggio?! E' il mio magasine preferito, lo leggo da almeno 15 anni. Ne ho sentite talmente tante su Max Stefani e combricola che ormai ci ho fatto il callo.

  3. Peter dice:

    Non ho ascoltato il disco, ma in genere Ferraris non spara cazzate…