16
Ott

Sta per uscire per i tipi d Apogeo “Pop War” di Stefano Gulmanelli (con la collaborazione di Arianna Dagnino). Il sottotitolo e il sotto-sotto titolo del libro sembrano scritti apposta per incutere timore:“Il NetAttivismo contro l’ordine Costituito” Smart Mob, Wardriver, Freenetwork, Cyberpunk, Hacktivismo, Sousveillance, P2P e File Sharing, Street Television, Weblog e Wiki: visioni aperte e libertarie nell’uso delle nuove tecnologie”. E invece il libro e’ per conto mio avvincente e scritto con garbo oltre che con una leggerezza che dalla copertina proprio non e’ possibile dedurre. Stefano me ne aveva parlato questa estate mentre lo stava scrivendo e devo ammettere che per l’ennesima volta le mie prime impressioni si sono dimostrate errate. Gli argomenti centrali sono del resto quelli di cui andiamo discutendo da anni: il diritto alla comunicazione e alla privacy prima di ogni altro. La tesi centrale del libro e’ quella che esista un sistema emergente, che l’autore chiama Netattivismo nel quale si possano comprendere manifestazioni di utilizzo tecnologico differenti, dagli smart mobs al P2P fino alle comunita’ dei blogger e che questo unicum abbia un impatto sulla societa’ forte e dirompente. Io non so se sia vero: di certo me lo auguro. Che peggio di cosi’………

Commenti disabilitati

Commenti chiusi.