Mi ero ripromesso di non parlare del pezzo sui blog sparato da Guia Soncini su Il Foglio di qualche giorno fa. Talmente evidenti sono gli intenti provocatori di quell’articolo, rivolti ai suoi 4 lettori abituali (quasi tutti blogger del resto) che davvero non ha alcun senso per conto mio rispondere alle solite quattro stantie affermazioni sui rapporti fra blog e giornalismo. Ne’ mi pare meriti alcun commento il soltio pensiero circolare di Sofri che nella colonna accanto riesce con eleganza a raggomitolare i concetti fino ad estrane il vuoto assoluto di chi per scelta estetica o altra ragione nulla intende esprimere. Pero’ oggi leggendo Leonardo mi e’ venuto in mente che una cosa, una sola, piccola, vale la pena di continuare a sottolinearla anche qui. Il Foglio non e’ un giornale sul mercato. E’ un ciclostilato che arriva nelle edicole per via di piccole truffaldine sovvenzioni che ognuno di noi paga da anni a un partito inesistente. Con tali denari (piu’ altri della signora Berlusconi) vengono pagati la carta, l’inchiostro e il lavoro di chi ci scrive, Soncini compresa. Se Il foglio fosse sul mercato come si dice nell’articolo (tanto per classificare scrittori con editore che valgono e poveri blogger onanisti senza editore che non valgono) avrebbe gia’ chiuso per totale mancanza di lettori. Cosi’, per fortuna o purtroppo, non e’. Cio’ non toglie che la Soncini nella fattispecie non ha un editore, almeno non nel senso comune del termine. Viene pagata da una colletta di milioni di povere persone inconsapevoli. E’ quindi per sua stessa definizione una blogger. Cosi’ forse delle sue masturbazioni di blogger a nostre spese desiderera’ parlarci in futuro; magari proprio per questo si e’ prodotta nella distinzione di cui sopra. Gia’ da qualche suo precedente articolo sappiamo tutto sulle sue fellatio, non ci meraviglieremo troppo di nuove sue piccanti rivelazioni in materia sessuale. E comunque sia non vorremmo essere nei suoi panni: dir parolacce per farsi leggere da qualcuno su un giornale che nessuno acquista deve essere una vita dura e piena di difficolta’.

17 commenti a “LA SONCINI IL SESSO e i MIEI SOLDI”

  1. Edoardo Dezani dice:

    tutto vero.

    A margine, la Soncini non ha ben capito che i blog sono un fenomeno perlopiù femminile, mentre lei è rimasta ancorata al vecchio binomio pc=maschio complessato.

  2. leo dice:

    è peggio, è rimasta al binomio maschio=complesso.

  3. Massimo Moruzzi dice:

    come faccio a far sovvenzionare anche il mio, di blog ?

  4. LockOne dice:

    scusate, mi sono perso la parte dove parla delle sue fellatio. posso avere il link? io la amavo, questa donna.. ma adesso.. come si fa.. massimo, hai troppissimo ragione..

  5. Squonk dice:

    Per quanto mi riguarda, non aggiungerei una sola parola all'articolo di LS. Per il resto, d'accordo con te.

  6. Pippo dice:

    Usi argomentazioni ridicole e anche un po' moralistiche. Forse ti rode.

  7. .mau. dice:

    boh. Se la Guia, chiunque essa sia, trova qualcuno che la paga per avere i suoi pensieri su carta, che c'è di male? Io non sono mica invidioso.

  8. leo dice:

    anzi, quando li trova saremo tutti contenti per lei.

  9. Cicciolino dice:

    scopate scopate scopate il sesso aiuta la crescita del pene

  10. walternet.net dice:

    La definizione del Foglio come ciclostilato che arriva nelle edicole per via di piccole truffaldine sovvenzioni che ognuno di noi paga da anni a un partito inesistente è talmente perfetta che potrebbe stare sullo Zingarelli.

    E' vero, la Soncini è inconsapevolmante una blogger pure lei, ma fino a quando continua a scrivere su carta non la caga nessuno.

  11. andrea dice:

    mi spiace, mantellini, ma la tua "sottolineatura" non sta in piedi. Intanto Soncini scrive per numerose testate, Marie Claire, Io donna, mi pare anche su Sette. In tutta evidenza qualche ricco editore che paga per quelle che chiami le sue "piccanti rivelazioni" è possibile rintracciarlo. Secondo, riguardo al Foglio, nonostante la tua ostinazione nel rifiutarti di ammetterlo (ricordo un tuo post quasi identico circa un anno fa), quel giornale E' a tutti gli effetti un fenomeno editoriale e di mercato. Non ne conosco i conti, ma quello che so per certo è che se un bel giorno scomparisse lascerebbe in giro un bel po' di orfani; il suo pubblico è ristretto, certamente, ma nello stesso tempo è fedele e fortemente identificato con i 'colori sociali' della testata. Questa "fidelizzazione" molti grandi editori se la sognano. Infine quella delle sovvenzioni mi sembra davvero un'argomentazione debole. Se con le mie tasse pago, per fare un esempio, la Voce repubblicana (sempre esista ancora) grazie a una legge sulla stampa di cui possiamo discutere, ma magari un'altra volta, mi sta bene pagare per un piccolo giornale di opinione che almeno una qualche ricaduta sulla "cosa pubblica" ce l'ha.

  12. massimo mantellini dice:

    manno' andrea dai….e' il tuo di ragionamento che ondeggia un po'….:)scusami.

    1- soncini ha parlato nel pezzo della necessita' di avere un editore (vedi capture) nel caso specifico quello che la pubblica in quel momento. Poi che faccia l'opinionista su marie claire mi pare una cosa del tutto congrua.

    2 il foglio non e' un giornale di partito come la voce repubblicana, per il quale esiste una legge dello stato, e' un trucco molti italiano di cui nei paesi seri ci si vergogna: quanto ai suoi conti ora non ricordo bene ma l'ultima volta che qualcuno li ha fatti mi pare risultasse che ogni copia non solo non produce alcun reddito ma costa alla collettivita' 1500 lire o giu' di li'…vedo che tu sia contento di pagarla, pazienza. Sulla ricaduta de il foglio sulla cosa pubblica si puo' discutere (magari un'altra volta) quello che so e' che magari molti altri soggetti vorrebbero fare medesimi tentativi comunicativi ma non hanno padroni e padrini cosi' astuti e/o moralmente deprecabili.

  13. iri dice:

    come si permette a chiamar(ci) segaioli? ma si è mai riletta?

  14. leo dice:

    (vogliamo andare a vedere se Marie Claire sta sul mercato più saldamente da quando ci scrive la Soncini? Parmi di no, ma dico: parmi)

  15. lor dice:

    i conti del foglio erano fatti in un post del barbiere della sera che non riesco più a trovare: qualcuno se lo ricorda ?

  16. marina wiesendanger dice:

    secondo me era meglio attenersi al must iniziale, e non scriverne. così acido, pieno di livore, mi spiace leggerlo.

    non sono d'accordo su niente, sulle opinioni circa il Foglio, poi! e i conti della carta..e gli stipendi!

    credevo foste maghi, peccato

  17. giorgio ades dice:

    Hai ragione Il Foglio non è un giornale sul mercato: semplicemente perché è un giornale "oltre" il mercato. Mai banale. Colto e diverso: insomma fatto con il Macintosh.

    C'è da rimarcare che non riesci a resistere alla tentazione di parlare di cose che evidentemente non conosci: una è "Il Foglio" stesso; l'altra è la Legge sull'editoria.

    Accetta un consiglio: leggere più spesso l'uno è più attentamente l'altra.

    A proposito: Guia è deliziosa.