Il provider di Gaspar Torriero, 9net, ha oscurato le sue pagine web e il suo blog a causa di una mail di protesta che la sign. Marraro aveva inviato loro. La mail di questa signora, pubblicata da Gaspar e’ questa:

Gentili Signori,

un sito da Voi ospitato ha leso gravemente il diritto alla privacy pubblicando miei dati sensibili non presenti su nessun archivio pubblico ne sito internet, accusandomi di averlo spammato attraverso un indirizzo email inesistente, ne mai esistito tra quelli da me conosciuti, ed un dominio che non esiste e non opera più da circa un anno e mezzo, causandomi gravi danni personali avendo pubblicati il mio numero privato di telefono.

Non conosco la persona in oggetto, la quale non pubblica i suoi dati sul sito rendendosi, di fatto irreperibile e dimpedendomi di effettuare qualsiasi tipo di controllo.

Il sito in questione è http://www.gaspartorriero.it e la pagina incriminata http://www.gaspartorriero.it/HTML/blogarchive/2002_02_24_archive.html#10299172

Se entro e non oltre gg 3 dal ricevimento della presente tali dati non verranno rimossi, impedendo al proprietario del sito di perpetrare tali danni, mi rivolgerò alle autorità  competenti al fine di rivendicare quelli che sono i miei diritti, salvo azioni legali che vorrò intraprendere per i danni morali e materiali subiti.

La risposta di Gaspar, una risposta pacata ed assennata inviata a 9Net e’ questa:

Gentile Signor XXXX,

La ringrazio della Sua comunicazione e della gentile telefonata di Venerdì scorso. Mi scuserà  se ci ho messo un attimo a orientarmi, dato che si tratta di un episodio risalente a marzo 2002. Le riassumo la mia posizione come segue:

la pagina incriminata non contiene dati sensibili;

i dati contenuti sono l’indirizzo e telefono di una azienda e non i dati personali della Signora Paola Marraro;

ma soprattutto, sono dati liberamente disponibili su internet, e addirittura pubblicati sul sito dalla Signora Marraro;

chiedo quindi che non venga dato corso a nessuna azione di blocco da parte vostra.

Prima di tutto vi è differenza tra dati sensibili (inclinazioni religiose o sessuali, difetti fisici, malattie) e dati personali (nome e cognome, indirizzo, telefono): io non ho pubblicato dati sensibili di nessuno e mai mi permetterei.

Inoltre, i dati in questione, indirizzo e numero telefonico, sono presenti da tempo sia su archivi pubblici che su pagine internet, da cui io li ho estratti. Per quanto riguarda gli archivi, è sufficiente consultare il sito http://www.nic.it/RA/database/viaWhois.html che fornisce le seguenti informazioni:

Whois output for: conceptonline.it

domain: conceptonline.it

x400-domain: c=it; admd=0; prmd=conceptonline;

org: paola marraro

admin-c: PM9840-ITNIC

tech-c: LDM102-ITNIC

postmaster: PM9840-ITNIC

zone-c: FM839-ITNIC

nserver: 64.239.38.161 ns3.olidns.com

nserver: 64.239.39.115 ns4.olidns.com

mnt-by: OLIMONT-MNT

created: 20010108

expire: 20031129

changed: domreg@olimont.com 20011129

changed: hostmaster@nic.it 20021220

source: IT-NIC

person: paola marraro

address: v. ramiro fabiani, 125

address: 00158 roma (roma)

address: IT

phone: +39 328 7467714

e-mail: info@conceptonline.it

nic-hdl: PM9840-ITNIC

changed: domreg@olimont.com 20011129

changed: hostmaster@nic.it 20021220

source: IT-NIC

(skip)

Ma soprattutto, l’indirizzo e telefono in questione è disponiblie presso il sito stesso della signora Marraro, a questo indirizzo:

http://www.conceptonline.it/contatti.htm

Questa pagina contiene indirizzo e telefono esattamente come da me riportati, come segue:

Concept Italia

Sede Legale ed Amministrativa

Via Ramiro Fabiani, 125

00158 Roma

Direzione commerciale

Via Zoe Fontana, 220 ed. B

00100 Roma

Tel. Cell. xxxxxxxxxx

Tel. xxxxxxxxxx

Fax xxxxxxxxxx

ed è stata pubblicata sul sito di proprietà  della signora Marraro stessa.

Vorrei infine sottolineare che si tratta di un indirizzo aziendale della società  Concept Italia e non privato.

In conclusione, non esiste nessuna violazione di nessuna privacy: chiedo quindi di rigettare la richiesta della Signora Marraro in quanto pretestuosa e infondata. Vi prego gentilmente di confermarmi che non intraprenderete nessuna azione di blocco rispetto a pagine del mio sito www.gaspartorriero.it.

Riguardo alla mancanza di miei dati personali che mi renderebbero irreperibile, il mio CV con indirizzo e telefoni si trova da sempre a questa pagina: http://www.gaspartorriero.it/HTML/CV.htm facilmente raggiungibile seguendo il collegamento sulla pagina principale. Inoltre la mia email compare su tutte le pagine del mio blog.

Per finire, una curiosità : il sito dottorati.org da cui originava lo spam di cui mi lamentavo (vendeva lauree fasulle per corrispondenza) è stato chiuso da tempo ma era di proprietà  di conceptonline.it. Su web.archive.org troverà  ancora alcune sue pagine a questo indirizzo: http://web.archive.org/web/20020529231518/http://www.dottorati.org/

Vi si legge chiaramente “sito realizzato da Concept Italia” con collegamento alla pagina principale di conceptonline.it. Per fortuna, internet ha la memoria lunga.

Cordiali saluti,

Gaspar Torriero

Visto come stanno le cose ecco i dati – non sensibili- della minacciosa signora Marraro via google cache

22 commenti a “L’OSCURAMENTO di GASPAR”

  1. folle dice:

    potremmo farlo tutti: inserire i dati della sig.Marraro sui nostri blog. è una giusta causa.

  2. Giuseppe Granieri dice:

    Ho già  espresso la mia solidarietà  a Gaspar, ma azioni di questo tipo finiscono per dare ragione a chi non ne ha.

    I fatti sono semplici: i signori provider hanno esercitato un loro diritto (da contratto firmato da Gaspar). Lo hanno fatto in modo IMHO miope e tonto, ma per questo perderanno un cliente. E forse altri, come pure meriterebbero.

    Ma farne una guerra di libertà  finirebbe solo per dare ragione a loro e per far loro trovare simpatia li' dove dovrebbero trovare solo un timbro di miopia.

  3. lebowsky dice:

    Non credo che la risposta di Gaspar o la pubblicazione dei dati su altri siti siano una cattiva strategia. La persona citata nel blog con tanto di dati (aziendali e pubblicati) ha scritto al provider fornendo false informazioni; il provider per paura e per mancanza di solide consulenze legali ha scelto la strada più breve, bloccando il sito web incriminato "tanto per stare sicuro". L'unica voce che mi è parsa ragionevole mi è sembrata quella di Gaspar. E allora, già  che ci sono e già  che ci vivo in questo mondo tutti i giorni e lo vorrei migliore, pubblico anche io questi dati. Tiè!

  4. .mau. dice:

    Concordo con Gaspar.

  5. luciano giustini dice:

    mi sembra una di quelle classiche cose dalle quali prima Gaspar ne esce, con il (suo) minore disturbo possibile, meglio è.

    Per la pubblicazione dei dati, non sono un giurista quindi non mi esprimo, penso tuttavia che abbia ragione Gaspar, dal punto di vista logico e del buon senso (il che dovrebbe bastare..).

    La società  si occupa di recupero crediti , peraltro.

  6. Sandman dice:

    Io personalmente vorrei essere informato riguardo all'hosting su cui si basava Gaspar Torriero, per evitarlo accuratamente, e per farlo evitare accuratamente anche ai miei amici, vicini e parenti.

  7. Carlo dice:

    Come dicevo a Gaspar in mail, io farei mandare al provider una diffida da un avvocato, chiedendo i danni. I provider italiani se la devono smettere di segare i siti senza uno straccio di motivazione valida, solo perchè è la cosa più facile da fare. Di questo passo basterà  scrivere una qualsiasi minchiata a un provider per fare chiudere i siti di quelli che ci stanno sulle palle (quasi quasi…).

  8. bj dice:

    diffondere l'intera vicenda non può certo far male. quindi mi aggrego e ne scrivo pure io.

  9. Tizio dice:

    Questa faccenda mi suggerisce un'idea.

    Perché non creare dei blogs a tema dove postare headers e quant'altro ai quattro venti sulle mails spammatorie?

    A quanto pare Gaspar ha centrato nel segno ;-)

  10. LockOne dice:

    mi associo a sandman: chi e' l'host?

  11. LockOne dice:

    ops, scusate, mi son risposto da solo. sono stordito. sorry.

  12. Fabio Metitieri dice:

    Mah… il Garante dice degli indirizzi email che il fatto che siano "pubblicati" (nel senso di riportati) su Web, per esempio allo scopo di ricevere dei contatti voluti, per lavoro, non autorizza nessuno a considerarli "pubblicati" (nel senso di resi pubblici) e a prelevarli per usarli ad altro scopo, per esempio per spam.

    Per analogia, si potrebbe dire che il fatto che la signora in questione abbia messo on line i suoi dati per – si suppone – ricevere contatti di lavoro non autorizza nessuno a prelevarli e a utilizzarli per altri scopo, i.e. per dileggi e sbeffeggiamenti.

    Oppure, quando fa comodo ed e' trasgressivo e divertente, si applicano due pesi e due misure?

    E questi erano i miei due cent.

    Ciao agli altri 11, Fabio.

  13. Paolo Valdemarin dice:

    Ma siete proprio sicuri che sia tutta colpa dei provider?

  14. Anonimo dice:

    e vvaii il Garante avrà  da divertirsi con tutti… sarebbe meglio che parecchi di voi si andassero a leggere la legge 675 sulla privacy: una bella multa non ve la leva nessuno!

  15. Anonimo dice:

    sempre che ve la caviate solo con una multa:-))

  16. Anonimo dice:

    Torriero, Mantellini… quanti altri finiranno nelle aule di un tribunale facendosi spillare un sacco di soldi da bravi avvocati che di meglio non potranno fare che piegare la testa alla legge: questo è quello che accade agli stolti, a quelli che credono che internet sia un modo di sfogare le loro repressioni.. In tutto questo ci sarà  una persona che ne uscira moltooo sorridente: con tutti i soldi che le dovrete dare farà  a meno delle scuse

  17. Anonimo dice:

    Siete proprio sicuri di non beccarvi una accusa per diffamazione? Io me ne tirerei fuori il possibile (sempre che ci riusciate).

    ernesto

  18. Anonimo dice:

    La faccendo degli indirizzi ip registrati davvero una cosa ottima (così come è ottimo sapere che avviene su tutti i blog). In questo modo, chiunque posti su un blog consigli o suggerimenti mirati a ledere i diritti altrui, può sempre essere rintracciato.

    La differenza che passa tra l'esprimere una propria opinione/commento e l'istigazione è che nel primo caso rientra tra le libertà  personali, nel secondo caso ci possono essere estremi di reato.. Chissà  che non serva di lezione a chi crede che internet sia un mezzo per sfogare le proprie repressioni.

  19. Anonimo dice:

    Riepilogando:

    – il signore del post nr. 3 ha il sito chiuso

    – altri lo stanno seguendo a ruota

    – altri ancora (intelligenti pauca, che non è offensivo: vuol dire agli intelligenti bastano poche parole e non che sono pochi gli intelligenti) si affrettanno a cancellare pagine e mandare le "più sentite scuse poichè non intendevo offedere nessno" (fermo restando che tra il dire e il fare … c'è di mezzo il mare)

    …. che la macchina della Giustizia si sia messa in moto e i primi avvisi di garanzia sono già  stati recapitati … credetemi (e scusate il giro di parale) ma non posso crederci

    .. e poi .. come mai vedo l'intensificarsi di commenti anonimi?? Dove è finito il coraggio dei cavalieri della tavola rotonda??

  20. Anonimo dice:

    Art. 2 L. 675/96:

    2. Ai fini della presente legge si intende:

    a) per -banca di dati- qualsiasi complesso di dati personali, ripartito in una o più unità  dislocate in uno o più siti, organizzato secondo una pluralità  di criteri determinati tali da facilitarne il trattamento;

    b) per -trattamento- qualunque operazione o complesso di operazioni, svolti con o senza l'ausilio di mezzi elettronici o comunque automatizzati, concernenti la raccolta, la registrazione, l'organizzazione, la conservazione, l'elaborazione, la modificazione, la selezione, l'estrazione, il raffronto, l'utilizzo, l'interconnessione, il blocco, la comunicazione, la diffusione, la cancellazione e la distruzione di dati;

    c) per -dato personale- qualunque informazione relativa a persona fisica, persona giuridica, ente od associazione, identificati o identificabili, anche indirettamente, mediante riferimento a qualsiasi altra informazione, ivi compreso un numero di identificazione personale;

    d) per -titolare- la persona fisica, la persona giuridica, la pubblica amministrazione e qualsiasi altro ente, associazione od organismo cui competono le decisioni in ordine alle finalità  ed alle modalità  del trattamento di dati personali, ivi compreso il profilo della sicurezza;

    e) per -responsabile- la persona fisica, la persona giuridica, la pubblica amministrazione e qualsiasi altro ente, associazione od organismo preposti dal titolare al trattamento di dati personali;

    f) per -interessato- la persona fisica, la persona giuridica, l'ente o l'associazione cui si riferiscono i dati personali;

    g) per -comunicazione- il dare conoscenza dei dati personali a uno o più soggetti determinati diversi dall'interessato, in qualunque forma, anche mediante la loro messa a disposizione o consultazione;

    h) per -diffusione- il dare conoscenza dei dati personali a soggetti indeterminati, in qualunque forma, anche mediante la loro messa a disposizione o consultazione;

    i) per -dato anonimo- il dato che in origine, o a seguito di trattamento, non può essere associato ad un interessato identificato o identificabile;

    l) per -blocco- la conservazione di dati personali con sospensione temporanea di ogni altra operazione del trattamento;

    m) per -Garante- l'autorità  istituita ai sensi dell'articolo 30.

    Avrai certamente l'autorizzazione per pubblicare i dati della persona fisica (o giuridica) alla quale ti riferisci vero?

  21. Anonimo dice:

    Sempre dalla L 675/96:

    Art. 35

    Trattamento illecito di dati personali

    1. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque, al fine di trarne per sé o per altri profitto o di recare ad altri un danno, procede al trattamento di dati personali in violazione di quanto disposto dagli articoli 11, 20 e 27, è punito con la reclusione sino a due anni o, se il fatto consiste nella comunicazione o diffusione, con la reclusione da tre mesi a due anni.

    2. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque, al fine di trarne per sé o per altri profitto o di recare ad altri un danno, procede al trattamento di (*) dati personali in violazione di quanto disposto dagli articoli 21, 22, 23, 24 e 24-bis (*), ovvero del divieto di cui all'articolo 28, comma 3, è punito con la reclusione da tre mesi a due anni.

    3. Se dai fatti di cui ai commi 1 e 2 deriva nocumento, la reclusione è da uno a tre anni.

    Come vedi la semplice pubblicazione dei dati può costare anche 5.000 Euro di sanzione amm/va, se poi la stessa viene effettuata per arrecare nocumento è prevista la reclusione da tre mese a due anni …. il fatto che a qualcuno sembri di non fare nulla di male cozza palesemente con la legge.

  22. Frank dice:

    Ma secondo il Sig.Torriero ed i suoi amici (tutti in fila a pubblicare tremila commenti in un quarto d’ora), mettere il mio indirizzo sul mio sito significa che chiunque può prelevarlo e metterlo dove gli pare?
    Fuori della mia porta di casa c’è il mio cognome e nome. Vale anche qui la regola?
    Non me ne intendo molto, ma mi pare che il Sig. Torriero abbia quanto meno agito con “colpevole leggerezza”…