Oggi al TG1 dell’1.30 ho ascoltato la giornalista spiegarmi con una certa difficolta’ che secondo l’ISTAT(quello che dovrebbe essere il piu’ autorevole osservatorio scientifico del paese sull’andamento dei prezzi) negli ultimi anni c’e’ stato uno scostamento fra inflazione reale e inflazione percepita. L’inflazione percepita sarebbe quindi un 3,2% di plus da aggiungere al gia noto 2,8 annuo %. Ora io non so nulla di statistica e in matematica ero un asino assoluto ma ho come l’impressione che qualcuno mi stia prendendo per scemo mescolando numeri e sensazioni. Con uno scabroso giro di parole mi si spiega che l’inflazione reale e’ stata in Italia del 6% annuo. Il primo lavoro universitario che trovo in rete nel quale sia citata l’inflazione percepita (Come si misura l’inflazione; UgoTrivellato, facolta’ di Statistica, Universita’ di Padova 2003) mi spiega che essa e’ una nozione :

-sfuocata

-difficile da misurare

-dal significato equivoco

Io bado poco ai prezzi. Questa sera osservando un paio di scarpe Tod’s in una vetrina mi sono ricordato di averne acquistato un paio di simili circa 4-5 anni fa. Ricordo di averle pagate allora 200-220 mila lire. Oggi costano 250 euro. Ho come l’impressione che Luigi Biggeri, il presidente dell’ISTAT, anche credendo alle favolette sulla percezione dei prezzi mi prenda in giro ugualmente.

14 commenti a “INFLAZIONE e PERCEZIONE”

  1. NeutrinoPesante dice:

    Hai perfettamente ragione.

    L'inflazione e' un banale concetto matematico, perfettamente definito e misurabile oggettivamente.

    L'inflazione percepita e' una stupidaggine priva di alcun senso, il cui scopo e' unicamente quello di confondere le persone che hanno poca dimestichezza con la matematica e la statistica.

    Operazioni di questo tipo vengono fatte quando un istituto che dovrebbe fare scienza si mette invece a fare politica.

    Se scopare i problemi sotto il tappeto contribuisse a risolverli in Italia staremmo veramente bene…

    Ciao

  2. Massimo Morelli dice:

    Ho la sensazione che il problema sia più complicato di così. E' vero che l'inflazione è misurabile, purtroppo ce n'è una per ciascuno. Non è necessario che l'ISTAT tarocchi i dati, semplicemente il paniere è sbagliato.

    Aggiungerei che alcune cose le paghiamo in nero (molti affitti, molte prestazioni agli artigiani) e chiaramente quelle all'Istat non risultano.

    Parere personale, ovvio.

  3. .mau. dice:

    Quello dell'istat è stato un lampante caso di cortina fumogena.

  4. zuck dice:

    Dottori, è vero che l'inflazione è un banale concetto matematico. Ma la sua misurazione non è semplice. Anche la velocità  di una particella è un banale concetto matematico, ma sfido tutti a misurare la velocità  di una singola particella di sodio in un bicchiere di acqua Lete. Il dato sull'inflazione fornito dall'istat è sicuramente fuorviante perché, essendo un dato cumulato su tutto il paniere, mette insieme beni primari e beni accessori. Semplificando notevolmente, se tutti i beni primari (vedi frutta e verdura) aumentano del 100% e i beni accessori (vedi automobili) diminuiscono del 100%, l'inflazione è stabile, la popolazione con reddito nella fascia bassa percepirà  un aumento del 100%, mentre chi cambia una auto al mese non percepirà  cambiamenti di sorta. A questo si può aggiungere il fatto che, se io spendo il 95% del mio stipendio in frutta e verdura, difficilmente la mia spesa aumenterà  di più del 5%, contribuendo ad una contrazione dei consumi che modifica le proporzioni dei beni nel paniere. Ho scritto troppe stronzate, dottori?

  5. franco dice:

    Io con il Biggeri ho fatto l'esame di statistica economica, dove si parla proprio di tutti gli indicatori, di come si misurano e cosa valgono. Sentirlo parlare così mi fa un certo effetto, dopo quello che ci raccontava allora.

    In linea di massima, penso che abbia ragione Massimo, è il paniere ad essere sbagliato che non tiene conto della reale composizione della spesa di una famiglia. Il problema è che aggiornarlo in modo corretto vorrebbe dire, calcolare esattamente l'inflazione. Qualcosa che non si può fare in una stagione di rinnovi contrattuali. Insomma qualcuno che deve bruciarsi con il cerino ci vuole, per ora è toccato a chi si guadagna da vivere con un CCNL (io fra questi).

  6. Effe dice:

    Dev'essere colpa dei comunisti, non so.

  7. attentialcane dice:

    Caro Massimo si è rotto il frigorifero che avevo comperato sei anni fa. Non so se sia stata colpa dei comunisti o del black out però ho visto che i prezzi sono raddoppiati quasi.

    Lo pagai 770mila lire. Adesso devo sborsare circa 600 euro.

    Io dico che l'ipotesi "presa per i fondelli" è più che plausibile.

  8. Profeta dice:

    Ma gli accessi di Gnueconomy, prima e dopo il cambio dello script per le statistiche, fanno parte del rapporto inflazione/percezione? Cioè, da 3000 accessi giornalieri, s'è passato a 10000. E' lo script il problema o l'inflazione/percezione?

  9. Effe dice:

    Ma i GNU-accessi sono espressi in euro o ancora in lire?

  10. looptrain dice:

    Le Tod's…Già . Ma quattro-cinque anni fa mica dovevi finanziarci la Fiorentina, con le tue scarpe. Dai comprale, ti prego! ;)

  11. Fabio Metitieri dice:

    Zuck, io non compero le Todd (mica sono ricco ricco come un medico…), ma so che la bresaola al super prima la pagavo 47 mila lire e con il passaggio al'euro e' arrivata subito a 28 euro (giusto la meta' piu' un punto…), o che i fagiolini surgelati (non di marca) prima di quest'estate erano 1,20 euro al chilo e ora sono 1,50.

    E penso che ciascuno di noi abbia in mente esempi concreti sia di beni di lusso sia di beni di prima necessita' che dimostrano un'inflazione che negli ultimi due anni e' stata a due cifre, altro che il 6%.

    Anche le scarpe di "fascia bassa", che compera chi come me bada poco ai marchi, fino al prima dell'euro (a Milano) costavano 80 mila lire, ma ti sfido ora a trovare qualcosa di decente per meno di 60 euro.

    E non raccontiamoci palle: che il paniere fosse un'emerita cazzata lo sentivo gia' insegnare ai corsi di economia politica e di politica economica piu' di 20 anni fa (miiiii, come sto diventando vecchio…)

    Ciao a tutti, 'zzato, Fabio.

  12. achille dice:

    ah rigà , io mo guadagno quanto guadagnabbi un anno fa e mi avrebbi meno sordi, che c'è sta da percepì? (sono stato troppo terra terra? allora vi dirò che personalmente trovo -e sfido chiunque a dimostrare il contrario-che ci sono aumenti superiori al tasso d'inflazione nel campo della ristorazione, del tempo libero (cinema-pub-locali…) di gran parte degli alimentari, degli affitti e dell'abbigliamento.
    Forse altri beni (quelli del paniere suppongo) costano poco di più e rispettanto il tasso di inflazione, ma a dissanguarmi bastano e avanzano le cose che ho citato.

  13. L'anonimo lettore dice:

    Senza scomodare la matematica, i panieri, i beni primari e accessori e l'ISTAT, io l'inflazione l'ho misurata cosi': prima andavo in pizzeria con 10 vecchie mille lire, prendevo una margherita, una birra e mi davano pure il resto con cui lasciavo una mancia e andavo al bar per il caffe'.

    Sfido chiunque a farlo oggi, con 5 euro.

  14. Beppe Caravita dice:

    L'Istat e il governo sapevano benissimo tutto e in tempo reale. Nel marzo del 2002 c'era già  una ricerca dell'Eurispes molto precisa, con dati rilevati sul campo. Spinta dal Governo l'Istat si è impegnata in una ridicola polemica, che ha dimostrato (peraltro) il ruolo truffaldino del suo paniere.

    Il governo, eletto dai commercianti, ha coperto tutto fin dall'inizio. Oggi i buoi sono scappati e si arriva a queste buffonate.

    Vedi anche: http://blogs.it/0100206/2003/10/11.html#a1234

    ciao

    Beppe