05
Lug

ARMANI.IT: VERDI all’ATTACCO

Fiorello Cortiana ormai eletto difensore unico dei diritti degli utenti internet, questa volta esagera:

Per affermare i valori originari di Internet e per affermare il diritto degli utenti e delle piccole aziende a poter operare in un sistema equo e non controllato dagli interessi talvolta inconfessabili di gruppi economici molto potenti – ha concluso Cortiana – ho presentato una interrogazione parlamentare e i Verdi, insieme all’associazione Newglobal.it, hanno deciso di offrire l’assistenza di un legale esperto di diritto dell’informatica al timbrificio Armani nella speranza che questa battaglia di civiltà  in difesa dell’essenza stessa di Internet possa rappresentare un primo sbarramento ad ogni deriva oligarchica almeno su Internet”.

6 commenti a “”

  1. giusi dice:

    Me ne sono occupata tempo fa, di questa storia e un po' mi stupisce il post. Perchè esagera? A me è sembrata una prepotenza non da poco, quella di Giorgio Armani; sinceramente la sentenza mi ha impressionata negativamente. Il titolare del timbrificio si è messo in rete nel 97, lo stilista un anno dopo. Registrare il proprio nome e cognome non basta: vince il marchio? Tra l'altro non gli è stata data una lira, nemmeno a titolo di rimborso, chessò…persino lo Stato, se ti espropria, ti risarcisce. E Luca Armani fa il povero palla..mah!

  2. Paolino dice:

    Io non ci vedo niente di esagerato.

    Semmai il problema e' che finira' tutto in una nuvola di fumo e tutto rimarra' tale e quale….

  3. andrea dice:

    quando un politico parte a spada tratta per divendere i deboli , c'e' sempre da stare all'erta.

    condivido il senso d'esagerazione

  4. òàùèé dice:

    Non è affatto esagerato. E se per caso fosse esagerato, sarebbe comunque equilibrato a ciò che combatte: una esagerazione del diritto d'autore, del brevetto eccetera. Per tanto, meglio che si esageri in quel senso, che nel suo contrario.

    Una nota al Mante: "bel post si-no" … non funziona perchè non hai aggregato … che è? comunque non hai aggregato :)

  5. Bricke dice:

    Beh il motivo x cui un deputato si mette in faccende del genere è risaputa.

    Cmq a prescindere dal motivo il fine è positivo. Sono a favore del piccolo "timbraio".

  6. Simone dice:

    Mmmmhhh.

    Con una lacrimuccia sul viso ber il bel tempo che fu, conscio che si tratta di una vittoria del modo reale sulle utopia di "digital rights" su Internet, credo che oramai la tendenza per questi casi sui nomi a dominio sia ben definita, cioè la seguente (vedi più sotto). Dura lex sed lex.

    Il problema non riguarda specificatamente Internet; riguarda casomai le normative che tutelano i marchi (e non i cognomi..).

    sentenza 26 febbraio 2002 -Tribunale di Napoli.

    *********

    9) L'irrilevanza del principio first come first served.

    La registrazione dei siti, effettuata dalla RA italiana, si regge sul

    principio, meramente cronologico, first come first served: chi chiede la

    registrazione di un domain name puo' ottenerla, sempre che il second level non coincida con altro gia'egistrato (per ragioni tecniche il domain name puo' essere assegnato una sola volta).

    La RA svolge esclusivamente un controllo tecnico, cui e' estraneo il giudizio di corrispondenza con altri nomi commerciali anteriori.

    Da qui il principio, fermamente sostenuto in giurisprudenza, secondo cui la pur regolare registrazione e' inidonea a conferire diritti di sorta.; v. Trib. Cagliari 25 febbraio 2000, Gius, 2519 (relativa alla tutela di un marchio celebre di fatto); Trib. Vicenza 6 luglio 1998, GADi, 3824; Trib. Roma 2 agosto 1997, caso Porta Portese, Foro It., 1998, I, 923; Dir. industriale 1998, 138. .La regola First come e' quindi irrilevante, ai fini che qui interessano: non ha forza normativa, ma natura al piu' solo privatistica, e non potra' mai essere opposta ai terzi.

    Pertanto l'uso di un domain name pur correttamente attribuito dal punto di vista tecnico puo' ben integrare gli estremi – a seconda dei casi – della lesione del diritto al nome, o della concorrenza sleale, o della legge marchi; il fatto che si sia ottenuto il domain name seguendo le regole del sistema non vuol dire che si sia sottratti dalle norme giuridiche vigenti, che spiegano la loro efficacia anche in Internet.