21
Giu

COMPETENZE

Sebastiano Messina su Repubblica di oggi:

Come se l’inchiesta bidone del secolo, ovvero l’affare Telekom Serbia, non fosse gia’ abbastanza pittoresca, dalle riprese dei telegiornali abbiamo scoperto che uno dei tre commissari che sono andati a Berna per interrogare l’uomo chiave dello scandalo e’ l’onorevole Alfredo Vito. Pensavamo di aver visto male poi pero’ le foto sui giornali ci hanno dato la conferma: era lui. Perche’ non volevamo crederci? Perche’ Vito – da non confondere col cugino, il capogruppo berlusconiano a Montecitorio – e’ tra tutti i parlamentari italiani l’unico che in materia di corruzione abbia una competenza regolarmente certificata non una ma 14 volte, quanti sono i processi che lo hanno visto imputato per corruzione, voto di scambio e finanziamento illecito. Acqua passata, per carita’: l’onorevole ha restituito senza fiatare 5 miliardi e 50 milioni ai carabinieri, ha atttraversato il cerchio di fuoco del carcere e alla fine ha patteggiato una condanna a due anni (con al condizionale). E’ vero che nessuna legge gli impedisce di fare politica, meno che mai di questi tempi. E’ solo una questione di confini: quando si mettono i latitanti di ieri a indagare su quelli di oggi, mentre i nostri onorevoli varcano il confine fra l’ Italia e la Svizzera, noi oltrepassiamo quello che separa il paradosso dalla farsa.

8 commenti a “”

  1. Massimo Morelli dice:

    Era una macchinazione di magistrati comunisti. Oppure è una invenzione di giornalisti mendaci. Oppure :

    "ero rimasto senza benzina, avevo una gomma a terra non avevo i soldi per prendere un taxi, la tintoria non mi aveva consegnato il tight, c’era il funerale di mia madre, un terremoto, un’inondazione, le cavallette, LE CAVALLETTEÂ…"

  2. Luca Sofri dice:

    Boh, mi sembra una roba demagogica e di poca sostanza. Ma non importa: quel che importa è che Messina con una certa trascuratezza definisce "inchiesta bidone del secolo" l'inchiesta "sul bidone del secolo". L'inchiesta infatti dovrebbe appurare, e finora ce n'è, se il nostro governo, con solide intenzioni e vili connivenze abbia regalato un pacco di soldi a un criminale di guerra. L.

  3. devil dice:

    ciao, scusa se rubo questo spazio per chiederti un qualcosa che non ha niente a che fare con il tuo post. Oggi dopo aver letto un tuo articolo, ho visitato il sito Blog.sms e da quel momento e iniziato un calvario, in quanto mi si aprono continuamente pop-up e l'homepage di amazon.com, vorrei sapere se è successo pure a te, grazie.

  4. Paolo Valdemarin dice:

    Perche' Vito e' tra tutti i parlamentari italiani l'unico che in materia di corruzione abbia una competenza regolarmente certificata non una ma 14 volte

    E chi altro avrebbero dovuto mandare?

    :-)

  5. Libero Gilera dice:

    Tanto di cappello a Sebastiano Messina. Per aver scovato la notizia, per averla scritta così e per… insomma Repubblica sta diventando un giornale serio veramente.

  6. Gabriele dice:

    E certo, Caro Sofri, è "una roba demagogica e di poca sostanza" il fatto che un parlamentare della repubblica italiana, inviato per indagare su una presunta corruzione che per ora poggia solo su di un attendibilissimo teste, un altro tipo "quella lì" che, lui però, sul serio, si fa chiamare Conte anche se Conte non è, sia stato processato 14 volte, abbia restituito 5 miliardi e abbia patteggiato una pena di due anni con la condizionale.

    L'inchiesta non è ancora conclusa, anzi, e anche se secondo la tua opinione "ce n'è", questo fatto, fortunatamente, non è sufficiente a giudicare concrete e reali le "solide intenzioni e vili connivenze" dell'allora governo.

    Tra le altre cose queste circostanze altro discorso sono rispetto all'accusa di corruzione, quell'accusa che la procura di torino ha già  archiviato per la parte non riguardante il finto Conte, e che il nostro (dis)On. Vito stava, dall'alto della sua esperienza, tentando maldestramente di verificare in

    Svizzera.

    Ah, non ci dimentichiamo che Milosevic, gran maialone, non è stato ancora condannato da nessun tribunale per crimini di guerra.

    Le veline quotidiane sul procedimento in corso contro di lui all'Aja, inizialmente quotidiane in stile "Beautiful", si sono rapidamente diradate fino a sparire.

    Attendiamo sentenza. Almeno io, anche se, anche lì, "ce n'è".

    Chissà  Rocca come avrà  recensito questo pezzo di Messina.

  7. Luca Sofri dice:

    Dai, non tromboneggiare, che ti scappa la mano: quello di cui tu accusi me è quello che ha fatto Messina. Trarre conclusioni generali e definitive da un pezzetto della storia per definire bidone tutto il resto. Che poi magari sarà  anche un bidone (ma mi pare molto difficile, a questo punto), ma aspetterei a giudicare, fossi Messina.

    Quanto alla spedizione Brancaleone in Svizzera – una roba da deficienti – insisto a dire che costruire un pezzo su 'sto Vito è bassa demagogia che liscia il pelo a quelli come te e chiama l'applauso: a rigor di legge, un deputato ha diritto e dovere di svolgere mansioni di deputato, fino a che è legittimamente deputato. Quindi discutete di 'sto Vito e dei suoi misfatti e della cialtroneria di questa maggioranza quanto volete, ma questa che lui in particolare non dovesse andare in Svizzera è una ruffianata per comari sferruzzanti. Ciao, L.

  8. Gabriele dice:

    Guarda.

    Credo che si dovrebbe distinguere all'interno dell'inchiesta Telekom-Serbia la parte che riguarda la convenienza all'acquisto di quel 29% della compagnia telefonica serba che ha le sue indubbie e oggetive ragioni d'essere, anche se sono curioso di sentire cosa diranno i dirigenti che conclusero l'affare e non solo quelli "trombati" dall'allora governo come Agnes, e la parte riguardante la presunta corruzione di Mortadella, Cicogna e Ranocchia, questa sì bidonesca, pittoresca e clownesca.

    Messina fa una colpevole e premeditata confusione tra queste.

    E fin qui siamo d'accordo.

    Sul dis. on. Vito invece non siamo d'accordo.

    Io, che di discutere sulla cialtroneria di questa maggioranza mi sto quasi stancando, cadendo nella trappola della "normalizzazione" di quello che era, è e rimane paradossale, penso che Vito e quelli come lui, non dovrebbero andare proprio a Montecitorio, non in Svizzera, ma si sa, io sono tra quelli che applaudono, si fanno lisciare il pelo e di tanto in tanto, solo per le cose grosse, s'indignano.

    Brutta malattia l'indignazione.