Thomas mi segnala questo articolo del Corriere sul paesino del cuneese San Benedetto Belbo da qualche giorno cablato in wi-fi. L’articolo fa il paio con la lunga filippica di Giuseppe Turani su Affari e Finanza di oggi sul futuro del wi-fi in Italia. Avrei glissato su quest’ultimo pezzo , perche’ l’analisi business oriented di giornalisti tecnologici improvvisati come Turani non meritano commenti, ma il pezzo del Corsera con il sindaco di San Benedetto che usa da oggi il wireless per sorvegliare le strade del piccolo centro preso di mira dai ladri ( a casa sua sono gia’ passati per bene tre volte) mi ha fatto cambiare idea. Sorvolo sulla stupidaggine del “primo paese italiano cablato in wifi”, non e’ vero, se proprio vogliamo dare una palma di primo arrivato, questa spetta a Viconet, progetto toscano del comune di Vicopisano di ben altro respiro. Ma Turani – che di tecnologia non capisce granche’ (eppure si ostina a continuare a parlarne) scrive:

Ma alla fine è probabile che i veri gestori dei sistemi wifi saranno gli stessi gestori dei telefonini. E questo per un paio di questioni pratiche. Intanto sono già  specialisti nel piazzare antenne. Inoltre, sono in grado di semplificare molto il pagamento

E’ vero: sara’ cosi’. Ma non certo per le ragioni espresse. Sara’ cosi’ per ragioni piu’ complesse e “anche” perche’ continuano ad esistere commentatori e analisti che pur di fronte a tecnologie semplici ed economiche, innovative e rivoluzionarie continuano a far riferimento agli stessi soggetti di sempre. Acconsentono docilmente a far da grancassa alle grandi compagnie telefoniche, livide di rabbia per aver creduto per anni all’UMTS regalando migliaia di miliardi allo Stato ( e che dallo Stato oggi pretendono una qualche forma di risarcimento per i propri stupidissimi errori) e oggi convertite a forza ad un sistema di trasmissione dati veramente nuovo e formidabile. Sara’ difficile in Italia giustificare i costi al pubblico delle connessioni wi-fi. Sara’ difficile tagliare le ali ai piccoli WISP che tenteranno di aprirsi una strada autonoma dai grandi operatori. Sara’ difficile convincere l’italiano medio che il wi-fi e’ cosa per manager in viaggio e figli di papa’ con il vizio della tecnologia. Sara’ difficile parlare poco e male di quanti iniziaeranno a cablare citta’, parchi, biblioteche e scuole offrendo accessi gratuiti. Sara’ difficile ignorare fino all’ultimo che appena si svilupperanno i primi mesh network la distanza degli utenti delle wlan dagli operatori telefonici potra’ aumentare ancora. Ma con l’aiuto di giornalisti compiacenti, ciechi, per incapacita’ o convenienza, di fronte al nuovo che avanza, per un po’ di tempo sara’ ancora possibile.

4 commenti a “iL WI-FI dei POVERI”

  1. .mau. dice:

    non penso proprio che i gestori telefonici (almeno al basso livello che posso vedere io) credessero nell'UMTS. Piu` che altro avevano fifa che magari poi funzionasse davvero, e quindi sono stati costretti a pagare per una licenza e non rimanere indietro.

    Controprova? chi e` che sta facendo umts adesso, a parte h3g che e` costretta a entrare nel mercato?

  2. Beppe Caravita dice:

    Raggio di luce nella notte buia….

  3. Pattinando dice:

    La sarta del paesino in questione, ha chiuso il suo laboratorio di sartoria, perchè ha detto che senza "fili" non può lavorare. ciao.

  4. Anonimo dice:

    mi sai che non hai capito un tubo di quel che hai letto