Ho letto Mondo Blog. Lo ho fatto velocemente, saltellando qua e la’. Sapevo da prima che mi sarebbe piaciuto e quindi nemmeno tento una recensione. A me La Pizia piace sempre (per questo il suo blog e’ nella colonna qui a sinistra) , perchemmai in questo caso doveva essere differente? Detto questo sono contento che nel libro compaiano due post di Leonardo che ho amato molto (quello su Wittgenstein e quello su Ungaretti). Detto anche questo, non concordo per nulla con il finale di Mondo Blog. Eloisa lo sa, ne parlammo a suo tempo. La metafora del quartiere che cambia tipo di abitanti per spiegare come i blog siano cambiati in questi anni mi pare un’ottima soluzione per attenuare un po’ i toni ma la sostanza del concetto rimane la medesima:

“Molti della vecchia guardia se ne andarono, e lasciarono che le loro piccole e semplici abitazioni venissero trasformate in villette a schiera rispondenti perfettamente ai canoni della Regola della Corretta Edificabilita’ Millennium Version. Altri tentarono di far finta di nulla, cercando di continuare a condurre una vita normale nonostante le code interminabili al semaforo e la segnaletica completamente invasa dalla pubblicita’ del nuovo locale dello scrittore famoso, o del circolo culturale del culturista conosciuto. La Nuova Onda lachiamarono. Che nonaveva nulla da invidiare alla prima, se non la facilita’ che avevamo noi, all’inizio, di trovarci sulle pagine bianche, invece del volumone di duemila pagine adesso. La Nuova Onda che arrivo’ e spazzo’ via tutto, portando il prato sintetico dove aveva bruciato l’erba con il suo occhio di bue. L’onda che qualcuno cavalco’ alla maniera di come si ottengono le cose in citta’, sorpassando a destra, mostrando le tette per strada, vestendosi da artista di piazza quando invece si ha pronto un contratto con la Virgin e quando l’affitto del bilocale soppalcato e stiolsamente disordinato lo paga il babbo. Che ci lascia in eredita’ del denaro, un nome, ma non la storia che possiamo raccontare.”

C’e’ poco da fare, su Internet non funziona cosi’. Se proprio vogliamo usare la metafora del quartiere va detto che nessuna invasione o mutamento e’ accaduto nelle residenze dei duri e puri del blog italico prima maniera. Magari abbiamo assistito ad una inattesa urbanizzazione selvaggia, ma stiamo parlando di nuove lottizzazioni, magari in qualche caso il nome di certe vie e’ stato usurpato, o qualche aereo passa sopra le nostre teste trascinando antipatici striscioni pubblicitari. Esiste cosi’ – forse – una Altra Onda, non una Nuova Onda. Da qualche parte qualcuno ha pensato bene di mostrare le tette per strada ( ma lo si faceva anche prima), altri certamente sorpassano da destra ( accadeva anche prima). Ma per fortuna l’universo digitale non e’ comprimibile ne’ sostituibile. Tutto cio’ che si puo’ fare e’ ampliarlo e magari provare ad indirizzare altrove l’attenzione generale. Ma davvero considerarsi esproprati di qualche cosa e’ una idea per conto mio difficile da condividere. Il foglio davanti bianco era e bianco rimane. E non ci sono – come non c’erano prima – babbi, denari, attori o culturisti che tengano.

16 commenti a “MONDOBLOG e L’UNIVERSO COMPRIMIBILE”

  1. Gaspar dice:

    …oserei quasi aggiungere che "l'attenzione generale" non esiste, su internet, così come non esisterebbe pubblico in un teatro dove manca la platea e tutto è palcoscenico.

    Se c'è una cosa bella dei weblog è proprio che quasi giornalmente si scoprono nuove voci interessanti. Per cui credo che questa storia dei vecchi bloggers e nuovi bloggers, non esista proprio: siamo tutti nuovi bloggers, a ogni nuovo post.

    E metti caso che un domani tutto il mondo bloggasse: c'è spazio per tutti, e nessuno toglie spazio a nessuno.

  2. leo dice:

    E' tutto molto vero, però…

    Però vi garantisco che se tra un mese voi scopriste che in Italia ci sono ancora altri diecimila blog che non conoscevate e che non vi conoscono e si leggono tra loro (e rilasciano interviste, vanno in tv, scrivono teorie, organizzano convegni…), vi sentireste un po' spaesati. Credo che la Pizia restituisca il senso di qello spaesamento, che abbiamo sentito in parecchi. Non significa che abbiamo smesso di scrivere o che ci siamo chiusi in un club, né che pretendiamo di sapere cosa sia un blog meglio di altri: è solo uno stato d'animo, e lei riesce a farlo sentire senza scendere in polemica con nessuno. Non mi sembra poco.

  3. floria dice:

    Talvolta mi sento incline a condividere l'ottimismo di Mantellini sulla non "comprimibilita' dell'universo digitale, talaltra sono assalita dai dubbi. Sono entrata nell'universo blog solo da qualche mese ma una cosa mi ha colpito da subito: sicuramente sarà  stato un caso, ma i blog che frequento abitualmente condividono le preferenze, tendenzialmente si citano fra loro, e finiscono per orbitare sempre nel medesimo spazio virtuale. In tre mesi di novità  ne ho viste poche, ed ora mi sembra di notare una certa stanchezza diffusa (questi blog che chiudono o che fanno finta…)

  4. Pietro B. dice:

    E un po' la storia di chi pensa che essere i primi voglia dire essere gli unici per sempre. I grossi numeri spaventano, è vero. Solo l'aggregazione e la condivisione possono rendere la cacofonia armonica.

  5. floria dice:

    (concludo) Su tutti dominano alcuni "assi pigliatutto" che accentrano su di se' interesse e numero di accessi e indirizzano in qualche modo i dibattiti e, persino, le modalità  espressive degli altri. In queste condizioni non e' semplicissimo accorgersi delle voci nuove, quando si manifestano, e si rischia di aggirarsi sempre nei medesimi "luoghi" virtuali. O no?

  6. massimo mantellini dice:

    floria, personalmente credo non sia vero. Io quasi giornalmente per una ragione o l'altra leggo blog che non conoscevo….il tuo per esempio……e credo che cosi facciamo un po' tutti…..quanto agli assipigliatutto non saprei, io ho una mia lista di preferiti, non so se equivalga a quella di altri, ma e' la mia ed e' funzionale ai miei gusti…. non mi interessa troppo sapere se fra i blog che leggo c'e' un asso pigliatutto o no……mentre mi inteerssa molto sapere se fra quelli che non leggo ce ne sia qualcuno per me interessante……e' insomma un gioco ad aggiungere, non a levare……..

  7. Max dice:

    Ciao Massimo, mi introduco nei tuoi commenti perchè mi trovo in armonia con quanto espresso nel finale del libro dalla Pizia. Sono stato, senza volermene vantare, uno dei primi bloggatori italiani, e dopo 3 anni passati a digitare sulla tastiera mi sono stancato di tutto ciò. Il mio villino, prima in aperta campagna, era ormai circondato da condomini con nomi strani, tipo Splinder, Clarenceblog e via di questo passo. Ho cambiato aria, ho venduto all'asta il villino e ora eccomi.. qua! :)

  8. floria dice:

    La domanda che concludeva il mio secondo commento non era retorica. Nei confronti del mondo blog il mio giudizio subisce giornalmente notevoli oscillazioni, dall'entusiasmo alla perplessità . In generale i miei malumori dipendono dal fatto che qualche volta mi sembra che i bloggers si parlino un po' troppo addosso, che qualcuno si loro insista eccessivamente nel teorizzare, giudicare, valutare, analizzare i blog e il loro linguaggio, che altri siano vittime (attive e passive) del complesso dell'audience, quando sarebbe meglio, semplicemente, scrivere, soprattutto se si sente davvero di aver qualcosa da dire.

  9. Beppe Caravita dice:

    Ma cavalcatela questa tigre! Come disse Bucharin: arricchitevi!

    Finchè dura, finchè vi danno ascolto e vi date (diamo) ascolto espandete la libertà  poietica! Il web personale scrivibile (ovvero il Blog) è declinabile in n modi, secondo le inclinazioni o distorsioni di ciascun mortale. Spaventa la differenziazione? Spaventa un po' di plastica un un mondo ancora sostanzialmente "alla pari"? E poi queste tette e striscioni (il mio è rosso di rabbia) sono pop art. Altri luitano sommessi, e perciò più percepiti. Qui è il bello dei blog italiani: una percezione vincente di profondità  (vera o presunta che sia). Ma inscritta nel classicismo nazionale, estremamente bello.

    Per questo, violento spadaro delle notizie del verminoso potere, vi adoro.

    E non abbiate tema. Vi difenderemo.

    ciao

    Beppe

  10. floria dice:

    Beppe, questa e' prosa veramente ispirata! Oserei definirla epica del blog. Comunque, alla fin fine hai ragione: purche' la differenziazione sia reale, e non si risolva in migliaia di blog "creativamente " modaioli e percio', ahime', drammaticamente tutti uguali…

  11. b.georg dice:

    la nostalgia per un "altro" periodo credo sia una cosa intima, sua, di chi l'ha descritta. E' una cosa su cui non posso sindacare; posso tentare di intuire come fosse quel periodo e quindi comprendere la necessità  di questa nostalgia, ma niente di più, visto che in quel periodo non c'ero ancora. Ma per banali motivi di esperienza non posso far mia la "verità " di quella nostalgia, dal momento che in quella "verità " io non sono contemplato e non esisterei. Devo tenermi la mia esperienza e cercare di imparare da questo scarto. Credo valga per ogni giudizio che diamo di altri che scrivono qui. Per questo comprendo meno la "nostalgia preventiva" che mi sembra avere Floria. "Modalioli" o massificati sono sempre gli "altri di un qualcuno", che per se stessi non lo sono affatto. Probabilmente siamo tutti uguali e inutili, ma solo quando ci mettiamo in testa di essere "qualcosa di più", rompiamo l'incantesimo e smettiamo anche di essere belli, come tutti siamo. (E imparassimo l'utilità  dell'inutile…)

  12. Beppe Caravita dice:

    Hai ragione b.georg, un gioco giocato bene è bello. Ben lo sanno i bambini, e anche gli italiani, popolo estetico. A mio avviso è il contraccettivo all'istupidimento passivo. Il gioco produce estetica e opinione, penetra nelle menti, fa rimbalzare pene e gioie, ci permette di coglierle mentre volano, e quindi di fregarle. Siamo alla massima utilità  possibile: un accentuarsi della sopravvivenza mentale nostra via blog, ovvero via comunicazione un pochino più profonda (perchè da casa a casa….).

    Siamo in una fase, ancora a mio modesto avviso, di apprendimento. Simile a quel 99 della free internet in cui tanti neofiti facevano disperare i "vecchi snob" di internet. Sulla rete non c'è primogenitura, chi molla è perchè lo ha scelto (e anche mollare e cercare nuovi giochi è sano).

    Ovvio che i "neofiti" siano affamati (anch'io lo sono perchè in fondo son qui da sei mesi) di una estetica, di un codice di gioco. Ovvio che si addensino verso punti di riferimento (che invidia….), ovvio che una quota cerchi una conformazione. Basta solo scegliersi, alla bisogna, buoni maestri. Da quello che ho visto finora non noto grandi distonie. Molti della prima generazione (Granieri, Mantellini, Neri) hanno espresso più volte un concetto che mi ha colpito: odiano le flames, le polemiche. Forse sono vaccinati dagli anni schizzati di internet, quando il pianeta sembrava racchiudibile in una rete elettronica. Vi sono quindi degli anticorpi in circolo. E la spinta è sull'estetica, sulla poietica, sul porgere con grazia.

    Molto, tipicamente italiano. E non del tutto inutile.

    ciao

    Beppe

  13. b.georg dice:

    update
    l'ho comprato stamattina, sono arrivato solo a pagina 13 e sono già  innamorato…

  14. Squonk dice:

    Massimo, sottoscrivo parola per parola il tuo commento. E, in tutta sincerità , trovo un po' fastidiosa questa descrizione dell'Arcadia rovinata da un eccesso di nuovi avventori. Conta solo la qualità  (ognuno declini il termine come meglio crede), e, per quanto mi riguarda, ne trovo equamente distribuita tra nuovi e vecchi blogger. A seguire certi ragionamenti, gli umani avrebbero dovuto smettere di scrivere dopo Shakespeare.

  15. la pizia dice:

    allora – saltellando qua e là  – non hai letto bene Massimo.

  16. massimo mantellini dice:

    e io che credevo di aver saltellato sapientemente….:) , dammi un numero di pagina elo…..