24
Apr

LIBRI e BLOG: L’EQUAZIONE IMPOSSIBILE

Si fa un gran parlare di libri di prossima uscita che parlano di blog. La mia impressione e’ che ci sia un po’ troppa tensione in giro al riguardo. Ed e’ in fondo la stessa tensione che riguarda ogni dissertazione sui blog e sulla loro natura sui media. Giustificabile? Un po’ si e un po’ no. Il libro di Francesca Mazzucato “Diario di una Blogger” ha aperto le ostilita’ e un po’ per colpa/merito dell’autrice ma soprattutto per un sentimento molto diffuso di opposizione preconcetta si sono spesso superati i limiti di una decenza minima. Francesca e’ una scrittrice: forse per questa ragione il tiro la bersaglio nei suoi confronti e’ stato ancor piu’ volentieri praticato su decine di blog. Sono in uscita altri testi che parlano di blog: immagino da altri punti di vista. Quello di La Pizia per Hops e’ per esempio un’altra scommessa: figlia del fallimento di una idea diversa e altrettanto interessante. Quella, originale, di un testo sui blog scritto a piu’ mani da piu’ blogger. Un equilibrio difficile (o impossibile) da tenere in piedi dal quale e’ nato un libro sui blog scritto da una blogger. Una delle piu’ brave a scrivere, inutile nasconderlo. Bastera? Io spero di si. Cosi’ come spero che la voglia di alzare sempre il livello della polemica ogni qualvolta si parla di blog sui blog si attenui un po’. Anche Apogeo sta per presentare un suo testo sui blog del quale personalmente non so nulla. Chi andra’ al Webb.it vedra’. L’autore Maurizio Dovigi sembra scelto apposta per scatenare critiche a non finire ed infatti qualcuna e’ gia in onda in questi giorni. Ma puo’ un non blogger violare l’alcova dei blog, scriverci un libro ed uscirne indenne? Probabilmente no. Esattamente come decine di giornalisti che hanno divulgato come hanno potuto sui nostri diari elettronici sono stati spesso giustamente sbeffeggiati nella blogosfera. L’ultimo martire e’ sulla brace in questi giorni. E allora come se ne esce? Siamo troppo cattivi? Noiosamente reclinati su noi stessi? Inutilmente puntigliosi? Se una scrittrice col pedigree non va bene, se una stimata blogger forse sara’ criticata, se un renitente cavalcatore di hype sicuramente toppera’, chi lo dovrebbe scrivere il libro sui blog? La risposta ovvia e’ che per noi il testo e’ gia’ stato scritto ed e’ aggiornato ogni minuto. Quella meno ovvia e’ che siamo viziati e abituati ad identita’ che fuori dalla blogosfera sono sconosciute. Quella vicinanza e assonananza con altre persone che solo i blog ci regalano in forma esatta per noi e che nessun libro sull’argomento potra’ mai imitare nemmeno lontanamete. Non siamo noi i lettori ideali di questi libri che stanno uscendo, anche se parlano di noi, anche se l’idea che dagli scaffali di una libreria si offra di spiegarmi cos’e’ un blog un tizio che ieri scriveva di cornificazioni elettroniche un poco mi spaventa. E poi si puo’ scrivere di tutto: da un manuale tecnico per chi vuole aprire un blog alla storia dei blog italiani, ad un saggio sulle turboaccelerazioni che i blog porteranno all’economia di rete, ad un romanzo blog, ad una versione 2003 degli Esercizi di Stile. C’e’ posto per tutti e l’unico limite e’ l’autolesionismo dell’editore che immagini di rientrare almeno dalle spese. Parlarne e discuterne sara’ comunque interessante anche da queste parti: urlare la nostra sapienza di protagonisti del fenomeno, magari meno.

7 commenti a “”

  1. giorgia dice:

    magari, dato che la apogeo pubblica prevalentemente manuali, si tratta semplicemente di questo: un manuale che spiega i blog.

    boh, francamente, io che son tonta, il blog l'ho capito benissimo da sola, e, datosi che tutti in giro dicono (vedi anna masera sulla "stampa") che è ultrafacile tenere un blog, mi chiedo a cosa possa servire un manuale…a meno che non sia uno della serie "for dummies"…BLOGGING FOR DUMMIES!?! l'hanno già  scritto? no? quasi quasi lo faccio io, vuoi vedere che raggranello qualche euro… ;-P

  2. Luca Sofri dice:

    Magari non c'entra, e la discussione è vecchia e insulsa, come ho già  detto: ma vorrei mettere a verbale un dato sociologico. I blogger si seccano giustamente che i giornalisti pretendano di spiegar loro il mestiere di blogger. Ma.

    Guarda, nemmeno lo scrivo. Ci siamo capiti. L.

  3. leo dice:

    io ho solo due pretese, forse esagerate: (1) che non mi si faccia la morale; (2) che chi ne scrive sia in grado di distinguere un blog da un forum, da un newswire, da una bicicletta, da un cavolfiore, da un tazebao.

  4. Fabio Metitieri dice:

    Mah…. Non mi risulta che quello di blogger sia un mestiere.

    E semmai direi che e' vero l'opposto, che i giornalisti giustamente si seccano quando i blogger pretendono di insegnare non solo a loro ma proprio al mondo tutto il mestiere del giornalismo. Anzi, del fare informazione, tutta l'informazione, che e' molto di piu'.

    Quanto ai blogger, si incazzano se si parla di loro perche' se ne parla sempre nel modo sbagliato, ma si incazzano ancora di piu' se di loro non si parla affatto… e si incazzano pure se ne parlano tra loro… in sintesi, direi che i blogger sono degli esseri insopportabili. Probabilmente e' per questo che tengono un blog.

    Detto questo, effettivamente dopo i primi mesi di quest'anno, di morte piatta per l'editoria dell'informatica, adesso ricomincia a uscire di tutto e di piu', e non solo sui blog. Speriamo che sia vera ripresa e non soltanto confusione mentale delle redazioni.

    Ciao, Fabio.

  5. mari dice:

    perchè bisogna scrivere un libro sui blog? non è meglio semplicemente scrivere bei post? é assolutamente anacronistico, come se qualcuno facesse delle pitture rupestri che spiegano cos'è la scrittura.

  6. Marco Schwarz dice:

    Mi chiedo il perche' dell'enfasi dei blog su temi autoreferenziali, da BlogAge alla discussione sui libri sui blog.

    Scrivo questo senza pormi troppi problemi di coerenza (di fatto il mio intervento aumenta lo spazio dedicato a questo tipo di temi) perche' questo sito mi pare tra i piu' attenti a ricordarsi che e' la cosidetta blogosfera ad essere un sottoinsieme del mondo e della realta', e non viceversa.

    Venendo a bomba, ovvero al problema dei libri sul blog, io ho due notazioni forse banali:

    a)I cosiddetti instant-book, dei quali i libri di cui si parla mi sembra richiamino qualche caratteristica, non mi sembra siano da prendere troppo sul serio. Spesso sono instant tanto a comparire quanto a sparire. Il fenomeno dei blog e' vivo e in evoluzione, e, ammesso e non concesso che se ne possa fare un quadro sintetico, farlo adesso e' molto prematuro;

    b)gli autori di blog non sono (anche) in questo diversi dal resto del mondo e, come tutte le tribu', si incacchiano come delle bisce se uno 'straniero' prova a descrivere la tribu', a volte quasi a prescindere da cio' che scrive. Scrivere della tribu' e' permesso solo ai guru che la tribu' si e' scelti.

    Marco

  7. mafe dice:

    No, Marco, non è permesso solo ai guru, è permesso a chi ha quantomeno osservato una realtà  più a lungo di un "instant".

    Margaret Mead non era samoana e non era una guru di Samoa, ma prima di parlare dell'adolescenza del luogo un po' di tempo a Ta'u a osservare l'ha passato…