07
Apr

LE SCELTE di REPUBBLICA

La posizione contro la guerra in Iraq del piu’ letto quotidiano italiano e’ stata in queste settimane molto netta e ostentata. Purche’ si trattasse di una posizione dichiarata attraverso grandi titoli e lunghi articoli. Mai attraverso immagini eloquenti (che si sa scombussolano il povero lettore). Questa voglia di mediare fra due posizioni antitetiche (parlare della guerra orribile con toni di esecrazione senza mostrarla) talvolta ha creato situazioni ridicole. Come questa sera. Repubblica.it porta una news in cui con dovizia di particolari si descrive una foto di un bimbo iracheno mutilato dalle bombe. L’Evening Standard di Londra, dice l’agenzia, ha pubblicato la foto in questione nella sua edizione di questa sera. Fedeli alla linea di condotta che il giornale si e’ dato l’immagine viene descritta nei minimi particolari (“Una vittima innocente della guerra, orfano e ferito orribilmente”, è la didascalia della foto, a tutta pagina. Il bambino, con la testa fasciata e una crema bianca sul corpo, racconta che voleva fare il medico) e si sceglie di non dire che la foto e il servizio sono online sul sito web del quotidiano inglese. Che il lettore si convinca ma non si impressioni troppo.

2 commenti a “”

  1. Benedetto Loffredo dice:

    L'articolo dice pure questo, però:

    "We didn't want war. I was scared of this war. Our house was just a poor shack, why did they want to bomb us?" The boy did not know that the area in which he lived was surrounded by military installations.

    "Non volevamo la guerra. La nostra casa era appena una povera capanna. Perchè volevano bombardarci?" Il ragazzo non sapeva che l'area in cui viveva era circondata da installazioni militari.

    Io mi chiedo, allora, cosa si intende con questa frase: Deve ritenersi fortunato di essere ancora vivo? E' giusto quello che gli è stato fatto?

    Una frase del genere mi fa tanto orrore quanto la foto…

  2. Luca dice:

    Grazie Massimo per la segnalazioe prontamente girata sul mio modesto blog.