28
Mar

L’ORRORE e’ ORRORE

Qualche giorno fa Beppe Caravita ha pubblicato sul suo blog una foto di un bimbo iraqueno ucciso, il cranio squarciato da una terrificante esplosione. Una foto sconvolgente, sorella di altre foto forse anche peggiori che sono accessibili sul sito web di Al Jazeera. Beppe ha poi deciso di rimuovere quella immagine. Pensavo a questa scelta quando oggi sfogliando l’Espresso ho trovato la foto altrettanto esplicita di un marines americano dilaniato sulla sua jeep. Una immagine che nessun telegiornale e nessun quotidiano ha ritenuto di diffondere in questi giorni. Io oggi pensavo che l’orrore e’ orrore e non so decidermi se sia meglio vederlo con i nostri occhi o fare finta di nulla oppure osservarlo purgato dalla sensibilita’ del filtro giornalistico. E confesso che la tentazione di fare cio’ che Caravita ha fatto d’istinto qualche giorno fa e’ venuta anche a me oggi. Perche’ un soldato cade in guerra e vabbe’. Ma un bambino di 5 anni?

3 commenti a “”

  1. Nicola M. dice:

    Credo che quelle foto, purificate dalle opinioni e dagli intenti di chi le pubblica, siano una testimonianza, una finestra priva di filtri sulla vera essenza della guerra.

    Sono un calcio allo stomaco. Forte, improvviso.. e cosi' dev'essere perche' rappresentano tutta la miseria che la violenza ci lascia in eredita'.

    Per quelli che la guerra non l'hanno vissuta, letta, sentita raccontare e' un duro risveglio, per i piu' un ulteriore richiamo alla pieta'.

    Detto questo, io guardo e il piu' delle volte mi giro dall'altra parte, ma ignorarle non cambia certo la sostanza dei fatti e non aiuta.

  2. Lorenzo dice:

    Caro massimo, l'orrore è orrore ma pensare di chiudere gli occhi e far finta di niente solo per conservare intatto il proprio stomaco è, permettimi, ancora più orrifico. Quelle immagini SONO la guerra, quella E' la realtà . Il resto sono solo chiacchiere. Vogliamo parlare di guerra? Facciamolo, ma con le idee chiare. Facciamolo sapendo di cosa stiamo parlando.

    Voglio fare un esempio che forse non è molto pertinente ma chiarisce bene il mio discorso. Prova a pensare agli incidenti stradali. Tutti ne parlano, tutti hanno qualcosa da dire e soprattutto, molti li deridono con frasi del tipo

    "ma capitano solo ai fessi"

    "ma che mi frega della cintura, tanto sono in città "

    "guido ubriaco, son solo 2 km"

    e via dicendo…

    tu credi che questi idioti abbiano mai visto un incidente mortale? Io credo di no. Quando tenti di parlarne (sono un soccorritore 118 e purtoppo ne vedo spesso…) reagiscono chiudendosi ai tuoi discorsi perchè sai, "parlarne porta sfiga".

    Non credi che anche qui sarebbe utile far VEDERE a queste persone gli orrori di questa "guerra"? Far VEDERE a queste persone una madre che piange la figlia 17enne morta da qualche minuto, smembrata da un incidente causato da un cazzone ubriaco? Io credo di si ma non con quelle campagne spettacolarizzate che nuovamente riportano tutto sul virtuale. Devono vedere la realtà .

    Sono convinto che capirebbero.

    Per la guerra vale lo stesso discorso, peccato che le persone anche qui, pur di salvaguardare lo stomaco, preferiscano continuare a non capire.

  3. Billie Joe dice:

    secondo me è giusto far vedere certe cose così ci si rende veramente conto di cosa si sta parlando. ma non sono convinta del fatto che questo serva a qualcosa in concreto. il distacco rimane. se non si rafforza. e il vedere la cosa come lontana resta tale purtroppo. dovrebbero esserci cmq degli avvisi prima di certe immagini per evitare di far vedere delle cose così orribili e strazianti a gente troppo sensibile che potrebbe starci veramente male.