18
Mar

SERVITU’ ILLUMINATA

E alla fine sara’ guerra. Sono un paio di settimane che salto a pie’ pari tutti i commenti sulla prossima guerra in Iraq. Li salto in TV, sui quotidiani, sui siti informativi e perfino sui blog. Sono nauseato. Certo, esserlo di Bush e’ uno sforzo da poco. Esserlo del ministro fantoccio degli esteri italiano e delle sue bugie recitate male in TV lo e’ ancor meno. Detestare Berlusconi e la sua estetica presidenziale tutta apparenze e narcisismo e’ poi una specie di arco riflesso. Succede da se’, senza il bisogno di alcuna elaborazione ulteriore. Ma e’ questa – se volete – la normalita’ (chiamiamola cosi’) triste di ogni giorno. Quello che invece non mi aspetto e mi meraviglia e’ questa voglia di continuare a proporre analisi, distinguo ed eccezioni. Di citare gli orientamenti degli intellettuali, di soppesare i pro e i contro di questo e quello. Mi pare un vizio terribile, specie quando esercitato da persone intelligenti, a modo, colte. La dialettica (inutile) dei se e dei ma come la chiamano. Vivere sotto un padrone e’ cosa di cui ci dovremmo vergognare. Trovare – nella quiete delle nostre cuccie – raffinati ed entusiasmanti argomenti per dirci che, no, non e’ cosi’ e’ forse ancora peggio. Siamo ormai sottoposti ad una specie di servitu’ della gleba, ma illuminata. Dal vaniloquio di quattro coglioni.

4 commenti a “”

  1. Gabriele dice:

    Buon Giorno.

    Certo non gioverà  all'umanità  ma sono perfettamente d'accordo con te.

  2. Antani dice:

    Strano il mondo, anche Ferrara odia i distinguo a base di ONU, non ti starai per caso incivilizzando?

  3. Lorenzo dice:

    Io credo che tu stia sbagliando. Vero, vero, verissimo che da settimane sentiamo solo coglionate su coglionate ma secondo me a spulciare bene, qualcosa di serio lo si trova. In tv è difficile, sui giornali forse meno e meno ancora su internet. Dire tutto fa schifo, tutti dicono stronzate e quindi io mi tappo le orecchie e cammino a testa bassa non è mai stato costruttivo. Se pensi di avere qualcosa di intelligente da dire dillo altrimenti resta in silenzio. Gli altri facciano lo stesso. Io, che oltre a parlare ascolto, cerco di districarmi in questo mare di idee e cerco di farmene una mia. Lo so, è difficile, ma ogni tanto fa bene pensare…

  4. Tony dice:

    Salve,

    non so voi, ma io questa sera sono rimasto disgustato dall'atteggiamento strafottente del sig. Luca Sofri (il blogger-vip che la blogosfera italica riverisce, benchè non dotato di feed RSS): va bene cercare di andare contro il senso comune per stimolare la discussione, ma insultare il buon Mario Capanna solo perchè dice cose di disarmante buon senso (specie se contrapposte alle arzigogolate dietrologie di Ferrara & Sofri).

    Qui si parla non già  di facezie, bensì della guerra, dei morti che ne verranno, dell'autorità  dell'ONU gettata nella spazzatura e rimpiazzata non con qualcosa di più adeguato, ma con la visione unipolare del mondo teorizzata da George W & Condoleezza Rice.

    Una persona di buon senso si preoccupa un po', e magari viene rosa dal dubbio se il rimedio non sia forse peggiore del male.

    Un intellettuale come Sofri no. Lui gigioneggia sul palcoscenico catodico.

    A che punto siamo arrivati? Al punto in cui il fine intellettuale Luca Sofri ha posto la questione "se inizia la guerra, state con Bush o con Saddam" nei termini di "se si gioca Roma-Lazio, io non sono nè della Roma nè della Lazio ma mi aspetto magari di vedere una bella partita con tanti gol". Dico io: ma che c477o di ragionamento è questo?

    Capisco che i blogger nazionali più in vista misurano la propria virilità  anche da quante volte vengono linkati da Wittgenstein; capisco che il narcisismo di un blogger raggiunge l'apoteosi quando, riferendosi a Sofri, lo chiama semplicemente Luca per ostentare confidenza, ma quando si oltrepassa una certa misura, secondo me, chi ha veramente le palle dovrebbe prendere apertamente le distanze.

    P.S. Sia chiaro che non ce l'ho in particolare con Mantellini. Scrivo questo sfogo qui per due motivi: il primo è che questo è uno dei blog più seri e autorevoli; il secondo è che io non un blogger ma un lamer codardo e brontolone, e Manteblog è tra i pochi blog che mi concede ospitalità  (grazie!).

    Il presente sproloquio si rivolge a tutta quella parte di blogosfera italica che con Wittgenstein ha qualche tipo di relazione o di riverenza. Cadrà  nel vuoto, ma almeno mi resta la magra consolazione del mugugno.

    Saluti