16
Mar

CHILDKEY: PICCOLA VERGOGNA ITALIANA

Dopo aver letto l’editoriale di Paolo de Andreis su PI di venerdi’ scorso ho passato un po’ di tempo sul sito web Childkey.org nel quale si illustra un sistema di filtro dei contenuti pensato per consentire una navigazione differenziata in rete per adulti e minori. E’ impressionante – come sottolineava anche Paolo nel suo editoriale – come questa iniziativa sia un concentrato di leggerezze e scelte pericolosissime per tutti. Ne elenco solo alcune: il sistema di filtro risiederebbe (ipoteticamente per fortuna) sul server del provider, tolto quindi di fatto dalle mani degli aventi diritto alle scelte di indirizzo (genitori, educatori ecc). Gli scopi dichiarati dell’iniziativa sono vergognosamente misti: da una parte si inneggia alle finalita’ educative e di protezione (la societa’ che lo appoggia e’ una onlus bresciana dal nome altisonante SWWW (Safety World Wide Web) che si occupa della sicurezza dei minori, in realta’ il software tiene traccia della navigazione di chiunque) e dall’altra childkey consente con tali informazioni di targetizzata la navigazione online proponendo per esempio ai minori inquietanti “smart banners”. Le piu’ elementari regole della privacy sono considerate inutili: il sistema trasmette lista della navigazione, dei tempi di collegamento e di tutto il resto di ciascun utente alle autorita’ (cosi’ che esse possano creare una “lista di oscuramento” dei siti con contenuti violenti, pornografici ecc) e a SWWW stessa che si erge (e chi diavolo saranno mai costoro?) a controllore della moralita’ della rete. Ovviamente il prodotto viene spacciato come un servizio per la comunita’, ed infatti qualche politico con poca testa lo ha subito portato su un piatto d’argento dritto dentro alcuni farneticanti progetti di legge, quando di fatto e’ uno strumento di controllo della peggior razza. Progetti di legge nei quali, ancora una volta ritorna l’idea demenziale di trasformare gli Internet Provider in controllori penalmente responsabili della legalita’ del traffico Internet. La domanda e’: impareranno mai?

Un commento a “”

  1. My-Age-Is-Above: 18 dice:

    Testuale dalla relazione della legge n. 3235 (quella di maggioranza):

    "al minore vengono inibite le pagine pornografiche, pedopornografiche e violente attraverso l'uso di moduli creati ed addestrati con sistemi di intelligenza artificiale costantemente aggiornati e coperti da brevetto"

    Brevetto?!! Come sarebbe? Follia pura nel merito, ma anche nella forma. In effetti ChildKey è coperta da brevetto in Europa (!) e USA: ha proprio l'aria di una legge tagliata ad-hoc su quella ONLUS formata da ragazzotti bresciani e patrocinata dalla formigoniana Regione Lombardia. Alla faccia della tutela dei minori e dello sviluppo di INTERNET in Italia (cioè la prima delle famose tre "i"), che a quanto pare consiste nello scrivere la parola in lettere maiuscole :(

    E come al solito l'opposizione, nel tentativo di non perdere il treno, coglie l'ennesima occasione per dimostrare ignoranza e pressappochismo :(