13
Mar

INTERNET, INDYMEDIA e LE PALLE

Come molti sanno il blog di Leonardo e’ una delle mie letture preferite. E tutto sommato anche Leonardo e’ persona sulla cui piacevolezza sarei disposto a firmare. Pur non avendolo mai incontrato ne’ sentito al telefono, ne’ nient’altro del genere. E tuttavia (o forse anche per quanto appena detto) oggi Leonardo nel suo commento su Indymedia dice una cosa che trovo profondamente discutibile. Mi spiace di non avere tempo in questo momento per circostanziare meglio e cosi’ cito a memoria. Ma prima un paio di distinguo. 1) Indymedia e’ un esperimento interessante nel campo dei media: lo e’ in quanto strumento alternativo di diffusione dell’informazione. 2) Il newswire di Indymedia ha le stesse caratteristiche di qualsiasi altra comunita’ elettronica sul web: e’ solo forse peggio frequentato che altre parti della internet italiana. Ma e’ un forum e basta. Siamo d’accordo. Una fogna a cielo aperto come la definisce Leo. Come tutti i forum. Esagerando un po’. Apro un piccolo inciso: Leo non e’ l’unico ad esprimere giudizi del genere sui forum. Gianluca Neri per esempio in un post sul medesimo argomento dice:

Io, avendo creato una comunità  online come Clarence, basata in gran parte sulla partecipazione attiva degli utenti, all’assenza di filtri, confesso, ho creduto. Ora sono uscito dal tunnel. Anzi, grazie all’80% di emeriti pirla che circolano per Internet, ho anche perso la fiducia nell’umanità  in generale

Fermo restando che la percentuale degli emeriti pirla che circolano per Internet e’ probabile che si avvicini a quella ritrovabile nel mondo reale, l’80% mi pare un po’ tantino. Esagera pure Gianluca? Forse si’. E mi spiace che si cristallizzino idee del genere fra persone che vivono la rete dall’interno e non attraverso le intepretazioni del Maurizio Costanzo Scio’. Torno a quanto stavo dicendo un attimo fa. Leo ci ammonisce: non fate caso alla fogna a cielo aperto del newswire di Indymedia ma date retta alla colonna centrale! Benissimo. E’ quello che faccio sempre. E diro’ di piu’: In quella colonna centrale non mi attendo di trovare nessuna posizione o parere o analisi che possa avvicinare le mie idee a quelle degli attivisti emeriti che quella colonna e quella webzine animano. Non ce n’e’ alcun bisogno in effetti. Pero’ un po’ di piccola umanita’ – di quella trasversale che esula dalle convinzioni di ciascuno di noi – quella si’ mi piacerebbe vederla. Me la attendo e la pretendo, come segno di riconoscimento del genere umano. Li’ come in qualsiasi altro luogo reale o virtuale. Ora il motivo per cui Indymedia Italia ( e solo la filiale italiana) mi pare una esperienza assai lontana da me e’ che quando di questa umanita’ c’e’ un bisogno fottuto i mediattivisti preferiscono guardare dall’altra parte. Hanno cose piu’ importanti da fare, da discutere, da sottolineare. Vorrei che Leonardo avesse dato una occhiata alla colonna centrale di Indymedia Italia l’11 settembre 2001 ( io purtroppo me la ricordo assai bene) , o il giorno dell’omicidio Biagi o qualche giorno fa quando e’ stato ucciso Emanuele Petri. Avrebbe trovato, nella migliore delle ipotesi il vuoto pneumatico e nella peggiore una qualche analisi su come gli americani certe cose se le siano cercate e meritate. Di umanita’ nemmeno l’ombra, di un minimo spirito di colleganza umana meno di zero. Una fogna a cielo aperto accanto e qualcosa di molto peggio al centro ecco com’e’ per me Indymedia in certi momenti. La dimostrazione che talvolta ancora l’ideologia – qualunque essa sia- se ne fotte dell’uomo e parla solo di se stessa. Ed e’ uno spettacolo tristissimo.

p.s. vedo che il mio posto su _blank ha scatenato un intenso dibattito. Solo per sottolineare che parlare di palle era una piccola esagerazione semantica. Spero che quanti si sono sentiti appellati come “senza palle” abbiano compreso la raffinata metafora .)

4 commenti a “”

  1. [Pancho] dice:

    ci credo, certo che ci credo che l'80% dei visitatori di Clarence siano emeriti pirla: cioè, dico, miseria ladra, i contenuti eccellenti di Clarence sono ormai la figa e i loghi-e-suonerie e i desktop-di-figa [cut&paste, from homepage: «Lamù, Fujiko, Sailormoon… come non le avete mai viste. Su siti giapponesi che nemmeno i giapponesi conoscono, abbiamo recuperato incredibili immagini e file su l'aliena più sexy del mondo: Lamù.» «Veline collection

    Tutto sulle nuove veline di Striscia. »]. Facci lei, caro GLuca: si aspetta fini intellettuali e lettori di Majakowsky? e, a prescindere, fa benissimo a cancellare, ammenoché non si cancellino interventi sulla figa, su cui [o sulla cui immanenza] i suddetti pirla un'idea devono pure essersela fatta.

  2. leo dice:

    1) Per prima cosa devo dire grazie

    2) Il "vuoto pneumatico" che tu dici, effettivamente a volte c'è, e si sente. Ma una cosa è lamentarsi, giustamente, per un eccesso di ideologia, un'altro è strumentalizzare la prima cosa che passa da un sito aperto al pubblico. Quando Facci scopre la bandierina su Indymedia, è come se dicesse: "l'altro giorno al bar ho sentito uno di sinistra parlar male degli ebrei": stesso livello di discussione. Non ha nessuna intenzione di migliorare il livello medio dei bar, anzi, gli servono per pescare dal torbido quello che gli serve.

    Poi, faccio presente che anch'io tante volte ho visto succedere cose terribili (per esempio proprio l'ultimo scontro a fuoco delle BR) e non ho detto niente. Non ho detto niente perché a volte mi sento ridondante, ma senz'altro a qualcuno sarò parso freddo, minimizzante, e magari connivente. Succede a tanti, e anche a molti attivisti indymedia.

  3. spiritum dice:

    Commento solo per il P.S.: certo, certo signor Massimo, ci mancherebbe. Immagino che anche lei abbia compreso che quando si parla di "periodaccio" o incrociare il pene trattasi di raffinata metafora.

  4. Antani dice:

    Non mescolerei troppo la scelta degli argomenti con il livello della discussione (fermo restando che, nello specifico, certe cose gli Americani le potevano prevedere e in qualche misura le hanno prevedute). Qualche tempo fa avevo scritto in un commento che a volta i blogs mi ricordano le comunicazioni radioamatoriali e quello che c'è scritto sulla concessione statale: si dovrebbe parlare solo di radiantismo. Nulla di così stupefacente se sui forum si parla della rete, sui blogs di quella e di blogs. Qualche post ogni tanto non fa certo cambiare la situazione.