20
Feb

COMMENTARIO (lungo, scusate)

Io credo di avere qualche esperienza (maturata in questi anni con i forum di Punto Informatico) per poter dire qualcosa al riguardo del problema della presenza o meno, della moderazione o meno, della censura o meno dei commenti sui blog. Torno sull’argomento anche se credo ( a differenza di altri) che non esista alcuna identita’ possibile fra blog e commenti, che i secondi non definiscano i primi ne’ che tantomeno possa accadere il contrario. Da che mondo e mondo i commenti in rete svelano meglio di ogni altra cosa la stupidita’ e l’intelligenza del mondo. E lo fanno in una unita’ di tempo e luogo. Difficile districarsi. Dico questo perche’ oggi Neri su Gnueconomy ha deciso di censurare alcuni commenti. Lo avra’ fatto – immagino – a ragion veduta: in ogni caso lo ha fatto a casa sua. Eppure qualcuno oggi sempre da quelle parti ha scritto:

il blog, non è un luogo chiuso, ad uso e consumo dell’ideatore, ma è un po’ come l’open source, un luogo aperto e che vive dei contributi altrui, ovviamente questi devono rispettare delle regole ed un “etica di fondo”.

Quoto queste poche righe di Ettorre perche’ mi servono per dire che no, non e’ vero che i blog sono luoghi aperti. Nemmeno quelli che accettano o incoraggiano i commenti dei lettori. I blog sono ambiti privati e come tali – per riprendere una vecchia discussione – non possono essere in alcuna maniera forumizzati. Nemmeno da persone con coefficenti di stupidità  superiore alla media. Al massimo cio’ puo’ accadere ai commenti (come e’ avvenuto oggi su Gnueconomy) ma francamente a me non pare un grosso problema. Vedo in giro blog (il primo che mi viene in mente e’ il battutissimo Personalita’ Confusa) che portano una marea di commenti ai post. Per chi come me stima la scrittura di Alessia non cambia molto che l’ultima puntata della vita del direttore marketing abbia 1 o 50 commenti. Posso tranquillamente non leggerli. Non si forumizza un bel niente e Personalita’ Confusa resta nella peggiore delle ipotesi identico a come sarebbe stato senza commenti. (Per questo e’ tutto sommato inutile che Sofri si infervori appena nota che qualcuno per qualche ragione ha eliminato i commenti dalle proprie pagine).

Diverso e’ il discorso sulla censura o sulla moderazione (per usare un termine piu’ soft) in corso d’opera. Resto convinto che si possa fare tutto sul proprio blog, pero’ forse per rispetto a chi legge e interviene forse sarebbe il caso di dichiarare eventuali limitazioni di commenting. Per esempio sempre restando a Gnueconomy non tutti su quel blog possono scrivere (Gianluca invita chi vuole) ma tutti posso tecnicamente commentare quanto leggono. Anche eventualmente la Cassiani sotto (ingenuo) falso nome. Se tali limiti non sono espressi (come per esempio da queste parti, non esiste su Manteblog alcuna policy al riguardo) credo debba valere la regola che ognuno puo’ dire cio’ che vuole, sotto la propria (eventuale) responsabilita’ civile e penale. Esattamente come dal panettiere o discutendo la multa con un vigile. Ma si tratta di una forma di chiarezza nei confronti dei propri lettori. Null’altro.

10 commenti a “”

  1. Marco dice:

    Io penso che i commenti siano una delle caratteristiche fondamentali dei blog, così come i permalink. Non ho un'opinione così precisa sulla vecchia questione della forumizzazione, però dissento quando dici "I blog sono ambiti privati": dipende. Cioè dipende dalle intenzioni di chi li mette on line. Voglio dire: un diario è certamente un ambito privato. Manteblog lo è un po' meno, visto che appunto posso commentare, Blog.it lo è ancora meno visto che posso anche scrivere. Certo, ho deciso io di mettere la bandiera della pace e certo non permetterei a qualcuno di metterci una bandiera di Forza Italia – o anche solo del Milan ;-) – ma si tratta, in qualche modo, della cornice. La sostanza, i contenuti sono aperti. Pensa anche a Verbamanent, che si dichiara weblog pubblico italiano: io non penso lo potremmo definire privato solo per il fatto che sono i gestori a decidere il colore dello sfondo.

  2. massimo mantellini dice:

    beh marco io parlo per me, manteblog e' un blog privato, il mio parere e' che il fatto che abbia i commenti non lo rende pubblico…..mi sbagliero'…..se vale cio' che dici tu allora ha ragione sofri……e questo come sai non puo' accadere…;)

  3. carlo dice:

    Solo per dire che non sono d'accordo sulla parte finale. Credo che tutti diamo per scontato un livello minimale di educazione, se io invito una persona a casa e quello si mette ad insultare gli altri ospiti è sicuro che lo caccio fuori a pedate nel culo, non per questo ho affisso una policy per l'uso di casa mia fuori dal portone. E' scontato e basta.

    Non vedo perchè debba essere diverso per il mio weblog. Se qualcuno inserisce un commento insultante io lo cancello sicuramente, ma non vedo perchè dovrei specificare una policy. Io sono sicuro che le persone che scrivono nei miei commenti siano educate e civili perlomeno ad un livello minimale. Se non lo sono, è un problema loro, mica devo regolamentare l'ovvio.

    O no?

  4. Gianluca Neri dice:

    In realtà  una qualche inidicazione ho tentato di darla… Cliccando su "commenti", a fine pagina, si legge: "Primo: Da questi commenti è bandita la "forumizzazione": pena l'unilaterale decisione della cancellazione dell'intervento. Ovvero: si cazzeggia a volontà , ma sempre rimanendo nell'ambito del tema trattato e, possibilmente, immaginando che tutti coloro che vi leggono devono poter comprendere. Se ce l'avete con qualcuno, mandatelo a quel paese via e-mail, non qui. Secondo: per commentare bisogna per lo meno avere le palle. Ergo: ci si firma, con nome e e-mail. Terzo: tutti i commenti presenti appartengono alle persone che li hanno inseriti, le quali sono libere di farne ciò che vogliono, e si assumono la responsabilità  delle cose intelligenti così come delle fesserie che hanno scritto."

  5. Tony dice:

    Apprendo che Sofri si infervora perchè qualcuno ha eliminato i commenti dalle proprie pagine… io invece sarò imbecille ma non sono ancora riuscito a capire come si fa a postare un commento su wittgenstein.it, o almeno a leggere i commenti degli altri lettori :-)

    Mah…

  6. massimo mantellini dice:

    beh gianluca mi era sfuggito il disclaimer….allora siamo daccordo :)

  7. gonio dice:

    solo un paio di note a margine su una questione non centrale: in alcuni contesti (e Personalitaconfusa tra essi) il commento è maieutico, indirizza la trama, genera paradossali spinoff; arriverei a sostenere che molti post (e in particolare le saghe di questi personaggi da blog-sitcom) vivono di questa interazione imperfetta con l'audience. E, allo stesso modo, la numerosità  dei commenti ne genera la sorte: ad osservatore distratto collegherei le fortune e le disgrazie (la paventata morte) dell'ormai celebre direttore marketing ad una oscillazione nel numero di commenti e visite. Quanto al tema centrale del tuo post: secoli di interazione collettiva non sono riusciti a debellare la figura del troll, ma la libertà  di sbattere fuori di casa chi non ne accetta l'etichetta è un diritto inviolabile. Not on my stage

  8. Tony dice:

    Avete detto troll?… Beh, si, io lo sono ;-)

    Reo confesso.

  9. U_d_S dice:

    "…credo debba valere la regola che ognuno puo' dire cio' che vuole, sotto la propria (eventuale) responsabilita' civile e penale."

    Beh, non vorrei sembrare ovvio… Ma dubito che la responsabilità  sia solo di chi commenta un post. …O mi sbaglio?

  10. g.o.l. dice:

    Utile e interessante ragionamento. Mi trovo molto vicino alle tue conclusioni. Resto convinto che sia una sorta di ibridazione, e cioè che si tratti di due cose profondamente e concettualmente diverse (il post e il commento, per capirci). Resta da capire quale sia il modo corretto di ibridarle.