19
Feb

ENNESIMA DEFINIZIONE di WEBLOG

Da un commento anonimo su un forum di PI:

La mission dei tecnofili opinion-makers è mettere in bocca alla gente il maggior numero possibile di parole strambe e nuove ogni mese, nel tentativo (vano) di creare uno scimmiottamento dei linguaggi specialistici “alti” che copra la carenza di contenuti e la mancanza di dignità  scientifica delle mode e degli atteggiamenti di massa. Fenomeno già  ampiamente analizzato dal grande Pareyson, ad esempio, ed in parte dal suo allievo Eco e da Baudrillard. Quanto al significato, meglio che se ne sappia poco: altrimenti si potrebbe scoprire, per esempio, che anime e manga non sono altro che schifezze di fumetti e cartoni animati giapponesi, e un blog o weblog non è altro che un flusso di (in)coscienza alla Joyce in forma imbastardita per il web. Cioè un pappone di pensieri insulsi e sconnessi partoriti da qualche egocentrico ammiratore di sè stesso, che si ritiene talmente importante (à  la Rochefoucauld) da dover fare dono delle sue perle all’universo mondo, con tanto di commentini dei lettori intercalati. Un’altra delle tante trovate “geniali” per trasformare la rete, che un tempo fu della Conoscenza, delle Università  e dei centri di ricerca, in una pattumiera sterminata in cui tutti parlano di tutto, a casaccio…

6 commenti a “”

  1. AD dice:

    E' vero, e l'anonimo commentatore espone bene il problema. Mi riferisco anche a quanto, pochi commenti più sotto, si dice a proposito della fusione Buongiorno/Vitaminic. Il web contiene sempre più il mondo per quello che è, senza fingere (non potrebbe) e senza cercare di andare in una direzione diversa da quella naturale (idem). Fermare un fiume con una paletta è un'impresa obiettivamente difficile, non credete?

    Stringendo: accanto a siti meritori e pieni di tante belle idee distillate (o anche solo flash di consapevolezza, tipo satori) sempre più troveremo colossali stupidaggini, notizie non verificate, gossip e tanto, tantissimo sesso. Che è, da sempre, il motore del mondo… che lo si riconosca o si sublìmi. Non arrendersi a questa logica significa negare la realtà : un po' come da sempre accade alle riviste e ai libri d'elite. Quelli che tutti dicono di aver letto ma che, in realtà , tra la gente "normale" nessuno neppure sbircia. Non posso dire che mi piaccia, questa realtà . Purtroppo questo è il migliore dei possibili mondi, visto che è l'unico mondo realmente esistente.

    Concludendo: c'è spazio per tutti, a patto che siano ben chiare le prospettive, le ambizioni e il fine che si vuole raggiungere. Non si diventa ricchi con un blog, mentre forse con le suonarie e il gossip ci si riesce. E' una questione di milieu, di humus culturale. Se siamo cresciuti in un'epoca di veline e Jerry Springer show, questo è quanto dobbiamo aspettarci.

  2. Joele dice:

    quasi quasi mi piace proprio questa definizione (a parte il fatto che il commentatore mi pare uno che si e' descritto, trascurando la propria pigrizia di aprire un proprio blog…)

  3. Bricke Dotnet dice:

    Direi perfetta definizione. E aggiungo che il bello è tutto li. Dare a tutti la possibilità  di dire qualsiasi cosa. Che sia giusto, sbagliato, utile o meno lo deve decidere solo chi legge. Vorrei anche aggiungere che personalmente non vedo nulla di nuovo, il web questa possibilità  l'ha sempre offerta.

  4. Leo dice:

    Questa definizione della parola "blog" funziona anche con la parola "Cultura". Comunque uno che riesce a scrivere la Rochefoucauld senza errori si merita rispetto.

  5. massimo mantellini dice:

    urge inserimento di "Rochefoucauld" nella prossima versione del Basic Culture Simulator ….per quelli che vogliono esagerare….;)

  6. joele dice:

    beh scrivendolo puo' aver fatto copia & incolla… bisogna vedere se riesce a leggerlo… ;P