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Gen

PINGUINI



Piu’ o meno a quest’ora, di fronte al Senato , un gruppo di Pinguini dovrebbe essere in attesa di Bill Gates.

5 commenti a “”

  1. Tony dice:

    Sono da anni un convinto sostenitore dell'open-source e mi spiace notare come il centro-sinistra si sia sensibilizzato alla materia soltanto ora che, all'opposizione, non gode piu' delle attenzioni del sig. Umberto Paolucci (il quale continua a frequentare Palazzo Chigi come se gli inquilini non cambiassero mai).

    Meglio tardi che mai, ma l'iniziativa di Fiorello Cortiana mi pare abbastanza strumental-demagogica, e allo stesso tempo trovo superficiale e riduttivo ridurre tutto il movimento open-source al (pur lodevole) contributo di Richard M. Stallman e della Free Software Foundation.

    Senza contare che una visita in Senato di Stallman (personaggio a dir poco folkloristico), caldeggiata da Cortiana, potrebbe rivelarsi un clamoroso autogol, dato che il personaggio accentuerebbe lo scetticismo di coloro che ancora non lo conoscono o che guardano all'open-source con scetticismo.

  2. randomaze dice:

    Forse RMS sarebbe un autogol. Ma dopo aver letto l'editoriale di Bassanini su l'Unità  non credo che potrebbe andare peggio.

    Unità 

  3. michele dice:

    D'accordo sul fatto che stallman forse darebbe un'idea limitata del fenomeno. forse all'opinione pubblica sarebbero più gradite le facce un po' più pulite dell'open source initiative.

    cortiana invece non mi sembra demagogico. i verdi sono tra i pochi interessati da sempre all'argomento.

    ma avete visto iservizi televisivi? osceni e incompetenti. e avete visto bill? ha il tupe'?

  4. Fabio dice:

    Allora che facciamo? Cerchiamo di convincere Stallman ad indossare una cravatta e a darsi una bella pettinata? Il termine "autogol" mi ricorda certe vecchie campagne elettorali, qua si parla d'altro.

    Trovo preoccupante che, su questa materia così importante per il nostro futuro, si facciano considerazioni estetiche e di immagine più consone a certi personaggi che comunicano con videocassette preregistrate, dimenticando la grandiosa, geniale idea e il successivo massacrante lavoro di Stallman, nei primi anni Ottanta, che ha reso possibile un'utopia che finalmente si sta realizzando!

    Non abbiate paura né delle utopie né di Stallman. Egli sarà  a Roma a marzo (col suo flauto e nemmeno a Palazzo Madama, dormite tranquilli).

  5. Tony dice:

    Caro Fabio, non sono certo io ad amare quelle che tu definisci considerazioni estetiche, tanto che sono un convinto utilizzatore dell'OSS da anni.

    Qui non si tratta di decidere se è giusto o sbagliato che la gente si faccia un'idea dell'open-source limitandosi a giudicare l'aspetto cosmetico di RMS, ma di prendere atto di una situazione.

    Si vuole comunicare che il free software esiste ed è una scelta validissima (per la PA, per l'impresa, per la produttività  personale) a chi non ha ancora avuto la fortuna di conoscerlo e sperimentarlo personalmente? Ok, bene. Sono d'accordo: facciamolo però in modo che il messaggio sia efficace allo scopo, altrimenti rinunciamo in partenza a qualsivoglia manifestazione, tanto convincere chi è già  convinto e continuare a darci ragione tra di noi (lagnandoci che il mondo cattivo si getta tra le braccia di Bill Gate$) non serve a niente.

    Secondo me andare ad ascoltare Stallman va benissimo per chi conosce già  un minimo l'argomento e intende approfondire (che è sempre buona cosa), ma non dimentichiamoci che la maggioranza degli utilizzatori di computer non sono informatici di professione, e che questa è prima di tutto una battaglia culturale: è necessario sensibilizzare l'opinione pubblica, non i tecnici di settore che già  hanno tutti gli strumenti per giudicare.

    Vi invito a riflettere sul fatto che l'opinione pubblica si sta facendo la sua idea su Linux attraverso la fuffa propinata da giornali e TV.

    Non uno che si sia sforzato di spiegare che free software non significa software gratis ma software libero ("free come free speech, non come free beer"), che a mio parere è il concetto base da cui una divulgazione efficace non può prescindere, anche senza dover scomodare RMS in persona (cui va riconosciuta la paternità  del concetto). L'enfasi sulla parola gratis è del tutto fuorviante.

    Poi non stupiamoci se la gente è convinta che WinXP sia lo stato dell'arte e Linux un'alternativa un po' fricchettona che però non si paga.

    Nota a margine: oggi sui telegiornali Rai pronunciavano "Lainux" o anche "Linax", all'americana!

    P.S.: Bassanini sull'Unità  (segnalato da randomaze, #2) è da voltastomaco.