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Gen

RIPENSARE IL COPYRIGHT

Sull’Economist c’e’ un breve ma coraggioso articolo sul copyright nell’era digitale. Si scrive chiaramente quello che in tanti in rete vanno ripetendo inascoltati da anni:

The alternative is to return to the original purpose of copyright, something no national legislature has yet been willing to do. Copyright was originally the grant of a temporary government-supported monopoly on copying a work, not a property right. Its sole purpose was to encourage the circulation of ideas by giving creators and publishers a short-term incentive to disseminate their work. Over the past 50 years, as a result of heavy lobbying by content industries, copyright has grown to such ludicrous proportions that it now often inhibits rather than promotes the circulation of ideas, leaving thousands of old movies, records and books languishing behind a legal barrier.

Si potrebbe iniziare a ragionare – scrive l’articolista forse esagerando un po’ – partendo dal vecchio limite dei 14 anni di copertura prevista dalla prima legge sul copyright del 18° secolo. Sarebbe una grande idea.

2 commenti a “”

  1. caccia dice:

    è curioso che tu scriva sul copyright internet: proprio venerdì volevo chiedere a te e agli altri se c'è un sito (o anche un libro, che è sempre meglio secondo me) dove poter trovare info riguardanti l'utilizzo delle immagini presenti in rete per fini editoriale (libri, riviste). ciao.

  2. leo dice:

    io credo che il copyright, così com'è stato inventato nell'Ottocento, non può farcela. La riproduzione digitale non lo consente. Soluzioni? Non ne ho, ma credo che ogni discussione serena sull'argomento dovrebbe partire da questo punto: non si può reprimere la riproduzione digitale, occorre inventare un nuovo modo per retribuire i contenuti.