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BLOGGER censurato in CINA

Dopo Google anche i siti web del dominio blogspot.com ( quello utilizzato dalle pagine gratuite degli utenti di blogger) non sono piu’ visibili in Cina. Lo scrive Dave Winer su Scripting News.Continua cosi’ l’opera di censura del governo cinese (scritto minuscolo) che a quanto pare diviene ogni giorno piu’ ampia. Che si sia scelto, dopo il piu’ grande motore di ricerca, di chiudere i weblog mi pare la dica lunga su quali siano le potenzialita’ di comunicazione di simili strumenti. Al riguardo segnalo un articolo su Wired con una lunga intervista a Eric Schmidt di Google nel quale si ammette un approccio morbido del motore americano alle richieste di censura delle autorita’ cinesi. Un approccio francamente un po’ patetico con i fondatori di Google che fanno incetta di manuali in libreria per capire “il problema Cina” e prendere una posizione. Con una scelta finale (tenere aperto google in Cina alle condizioni imposte dal governo) che personalmente mi e’ piaciuta pochissimo. Ma io non sono ovviamente ne’ Sergey Brin ne’ Larry Page.

3 commenti a “”

  1. Massimo Moruzzi dice:

    tu sei libero di dire e fare ciò che ritieni giusto. il vantaggio di NON essere miliardario, insomma.

  2. massimo mantellini dice:

    giustissimo :)…ma anche il vantaggio clamoroso di non dover essere chiamato a prendere decisioni tanto complicate…

  3. Luca dice:

    sono un fan di Google e quindi forse non obiettivo; l'articolo di Wired l'avevo letto settimane fa, visto che seguo un blog di googlemaniaci; in effetti sono stato anch'io un po' perplesso dalla censura preventiva per la Cina ma non biasiamo Google per questo; le ragioni apportate mi fanno preferire il comportamento di G a quello duro e puro di AV…si potrebbe aprire un dibattito e l'ho fatta anche troppo lunga.