02
Gen

UN TRIBUTO


Ho una pessima memoria. Ricordo poco dell’altro ieri e pochissimo di qualche anno fa. Tuttavia della prima sera che vidi Giorgio Gaber in teatro mi ricordo distintamente. Lo spettacolo si chiamava “Far finta di essere sani” e credo di non aver avuto vent’anni. Benedissi il teatro quella sera. E benedissi Giorgio Gaber che durante gli applausi fra un monologo e l’altro saltellava isterico sul palco di legno emettendo piccoli gridolini. Erano gli anni in cui criticare l’omologazione di sinistra sollevava fra il pubblico qualche inevitabile fischio di disapprovazione. Poi chissa’ perche’ – passato un po’ di tempo – quei fischi si sono tramutati in applausi convinti. Ma erano per me anche gli anni in cui si cominicia a comprendere che il mondo non e’ tondo ma fatto di mille impercettibili facce differenti. E che non accorgersene e’ un delitto di superficialita’. Il Signor G fa parte di questa mia personale minima illuminazione. Di cio’ gli saro’ grato per sempre. Per certe sue canzoni, per la sua intonazione naturale per l’ironia dei suoi personaggi e per l’intelligenza di Luporini ci restano i documenti audio e video. E non e’ poco. Per continuare a far finta di essere sani.

2 commenti a “”

  1. Massimo Moruzzi dice:

    poi si è anche esagerato a criticare l'omologazione di sinistra… addirittura ormai sembra che Re Silvio ci abbia "salvati" da 50 anni di cattivi governi "comunisti" della DC…

  2. luca montaguti dice:

    ricordo bene quando a Bologna discutevamo di come il mondo sia fatto di mille facce differenti (e cercavi di convincermi, sapendo che ti avrei dato ragione qualche anno dopo…)

    Un caro saluto da Luca e Chiara