17
Dic

PANE al PANE

Leggo questa definizione su Focus: “Luca Sofri, curatore di un blog intitolato Wittgenstein, lo definisce «un sito personale, a cavallo tra un diario, un articolo di commento e una rassegna stampa, aggiornato quotidianamente o quasi». Mi viene in mente che Luca ha recentemente definito quello di Sabelli non un blog ma un forum. Ora ognuno potra’ avere idee le piu’ varie possibili su questi argomenti. La mia per esempio e’ che quello di Sabelli sia a tutto gli effetti un weblog (seppur non personale) mentre quella di Luca su Wittgenstein o su Il Foglio una normalissima pagina web scritta a manina con PageMill. Tanto per discutere di interfacce e non di contenuti. E la differenza non è formale.

12 commenti a “”

  1. Carlo dice:

    Bisognerebbe definire bene cosa è un weblog, e poi vedere chi rientra nella definizione e chi meno. Mi sembra di capire che per te la discriminante è l'interfaccia (o il mezzo tecnico) o sbaglio?

    D'altra parte, a prescindere da come sia fatto tecnicamente, quello di Luca mi sembra un weblog a tutti gli effetti (ovviamente si perde tutta la parte interattiva, tipo i commenti, i referers e frocerie varie). La cosa fastidiosa è che non si possono linkare i singoli post. Però sempre di weblog si tratta.

    Quello di Sabelli è invece un weblog tecnicamente "classico", però a metà  strada tra il blog e il forum moderato. Se poi vogliamo parlare di "diario", allora nessuno dei nostri lo è – però forse quello sarebbe un "journal" e non un weblog.

    Faccio una proposta: chiamiamolo Gerpongo e non se ne parli più :-)

  2. Capt. Nemo dice:

    Mmma ssssì, chiamiamolo GERPONGO !!…..dentro ci mettiamo, i Weblog, i Journal, i Diari, gli Appunti, le Note et similia!

    Comunque, secondo me, il Weblog DEVE essere interattivo per potersi chiamar tale….ma la libertà  d'interpretazione è maestra nella vita!

  3. Luca dice:

    Tutte le volte che ho detto che quello di Sabelli è un forum (cosa ha di diverso da un forum? Quando andavano di moda i forum, non erano esattamente questo?) ho spiegato i due criteri che applico io per definire un weblog: che sia aggiornato frequentemente e che contenga dei links al resto della rete. Nel caso di sabelli, manca il secondo criterio.

    Naturalmente, ognuno può definire un weblog in modo diverso: Massimo, mi pare, lo fa a partire dai software per fare i weblogs. Che però esistono assai da poco. I primi weblogs erano fatti "con la manina" in html: il mio è piuttosto antiquato, in effetti. L.

  4. massimo mantellini dice:

    infatti luca, avevo capito che la pensavi cosi'. Pero' credo che la tua definizione sia semplicemente troppo ampia e in definitiva sbagliata. Non consideri il fatto che se i weblog oggi sono cio' che sono questo dipende dai software che li producono. E' l'interfaccia che ha creato il fenomeno e non viceversa. Ora chiunque da quando la buonanima di Berners lee ha inventato il www, poteva fare quello che tu fai con wittgenstein, (mantenere una pagina web con dei link e aggiornarla spesso) solo che per molti anni pochi lo hanno fatto mentre oggi si'….. e la ragione e' banalmente negli strumenti che consentono di farlo facilmente da qualsiasi postazione web senza software aggiuntivi che non sai un browser e perfino via email…..ora io non credo che per esempio i commenti in un blog siano fondamentali (mentre i permalink si' per farne una creatura fruibile nel tempo) ma visto che ci si affanna a definirli sti benedetti blog tanto vale definirli per cio' che sono…..

    p.s. quello di sabelli non e' un forum perche' per essere un forum almeno nella accezione classica deve essere possibile l'instant posting (magari poi moderato in un secondo tempo) …..e scrivere una mail a sabelli non mi pare rientri in questo caso…

  5. Max dice:

    IMHO, visto che molto spesso i giornalisti tendono a far pesare i loro attributi, marcando il territorio per mezzo della corporazione (o albo, per capirci) che li difende, è giusto mettere i puntini sulle "I". Un weblog per definirsi tale deve essere aggiornato per mezzo di un sistema raggiungibile da una qualsiasi periferica (pc, palm, telefonino), da qualsiasi luogo e senza vincoli d'orario. Ad esempio Blogger gira su IMB, Mac, Palmare, puoi scrivere anche via email. Inoltre non sono richeste conoscenze tecniche html, non è necessario l'utilizzo di tool ftp ma te la cavi con un browser qualsiasi.

    Come già  detto, IMHO, tutto il resto è una ciofeca, non è da considerarsi un weblog.

  6. Luca dice:

    Se piove di quel che tuona, tra poco avere una ciofèca sarà  da veri fighi, e un volgare weblog non lo vorrà  nessuno. Sono a cavallo. L.

  7. carlo dice:

    Non sono d'accordo con Max. Mi sembra che stare a cincischiare sul mezzo tecnico faccia perdere un po' di vista la sostanza. Un weblog è una cosa che viene aggiornata frequentemente, se si ha qualcosa da dire, contiene dei link e viene fatto come cazzo pare all'autore. Il fatto di poter postare dalla tazza del cesso alle 4 di notte oppure dal palm durante una riunione, non mi pare aggiunga niente.

    Il problema è avere qualcosa da dire, e anche con una certa frequenza. Altrimenti inventiamoci un software che i post li scrive da solo e buonanotte al secchio.

  8. Capt. Nemo dice:

    …concordo: il Weblog riporta il pensiero dell'autore sui fatti che gli paiono degni di essere postati; nessuna importanza ha il mezzo tecnico con cui vengono postati. Certo è utile poterli postare anche attraverso l'orologio di Star Trek, ma il tempo è galantuomo….

    Sostengo però che il WebLog deve essere interattivo (permalink, commenti)….altrimenti è una pagina – magari anche ben fatta – da leggere soltanto…un MonoBlog, insomma e non un WebLog!

  9. Massimo Morelli dice:

    Io biecamente rilancio una mia esigenza personale, spacciandola come importante: sui vostri Gerponghi mettete RSS< \b> che ci metto di meno a leggerli!

    Il problema numero uno (la lentezza di Brodo) è stato risolto. Adesso manca RSS a Wittgenstein e a tutti quelli con blogger base (tipo mim*mina) e siamo a posto.

  10. Massimo Morelli dice:

    ..zzo, neanche più l'html so usare

  11. franco dice:

    Questo tipo di discussioni mi appassiona tantissimo, forse perchè le trovo splendidamente inutili :-)

    Per questo aggiungo un paio d'elementi

    Proprio il weblog di Max (www.blogico.com) non ha permalink, nè archivio. Detto che per me sarebbe fantastico potergli dire che quella cosa che ha dal 1999 non è un weblog, rimango convinto che sia una forzatura sostenere una tesi del genere.

    Mentre il sito http://parigicannes.blogspot.com per manifesta incompetenza (dichiarata) non ha nessun link. Forse non sarà  un weblog certificabile con l'iso-9001, ma se il fenomeno weblog continuerà  ad avere attenzione sarà  più grazie a weblog come questi, che a quelli contenenti esclusivamente permalink, archivio e commenti. Sottolineo esclusivamente.

    Per completezza dico la mia, quando mi chiedono cos'è un weblog rispondo così: un sito molto facile da realizzare, dove si può scrivere quello che ci pare, tenendo presente che può essere letto da chiunque, dalla fidanzata (molto probabile) al Primo ministro neozelandese (molto improbabile).

  12. Max dice:

    Franco, Franco, fai bello!!! :)

    …cmq, tornando a noi, io forzo perchè mi sembra giusto mettere i puntini sulle "i". I weblog non sarebbero mai diventati il fenomeno di massa che sono oggi (parlo di USA) se non avessero utilizzato sistemi come blogger. Sono nati da strumenti come quello, e non utilizzando Front Page e cose simili. Io non mi sposto: un weblog è tale se aggiornabile sempe, dovunque e comunque. Con front page lo puoi fare?!?! Nisba! In secondo luogo l'archivio non è una componente essenziale: se avessi una rchivio sarei un sito, o un giornale, invece sono solo un blog.

    E' inutile, per far parte dei blogatori bisogna essere iscritti all'albo. Se usi Frontpage non puoi farlo, sarebbe come ammettere di scrivere per una fanzine ;)