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Dic

LETTURE

Oggi da una recensione mi e’ venuta voglia di leggere “Il vizio oscuro dell’occidente” di Massimo Fini. Scrive l’autore:

In questo modello di sviluppo, basato sulla ossessiva proiezione del futuro, l’uomo non puo’ mai raggiungere un punto di equilibrio, ma colto un obiettivo e’ convinto dal sistema a inseguirne un altro, e poi ancora, in una affanosa corsa priva di senso che termina solo con la morte.

Un po’ lugubre ma interessante.

5 commenti a “”

  1. Luca dice:

    Io so solo che da due settimane ogni giorno, a Ottoemmezzo, arriva un messaggio praticamente uguale, ogni volta con una firma diversa, che dice "Gentile redazione di Ottoemmezzo, sono uno studente universitario e vorrei chiedervi di invitare al vs. programma il giornalista Massimo Fini, autore dell'interessante libro 'Il vizio oscuro dell'occidente'. Distinti saluti, taldeitali"

  2. massimo mantellini dice:

    giuro che non sono io…..

  3. Pancho dice:

    gli obiettivi?' la corsa non è priva di senso.

    la cultura occidentale pensa in termini "odisseici", su percorsi lineari, dal punto A al punto B [e il punto B è l'obiettivo, che muta in continuazione].

    il problema è che gli obiettivi proposti sono consumi, oggetti…

  4. Utonto_da_sempre dice:

    Ma l'obiettivo dell'Uomo non era una volta la felicità ?

    A me basta la tranquillità .

    Grazie.

  5. Pancho dice:

    no.

    "Fatti non foste a viver come bruti/ma per seguir virtute e canoscenza", anche in considerazione della U maiuscola con cui fregi il tuo Uomo.

    La tranquillità  è dei vili, direbbe Don Quixote, anche senza il filtro di Guccini