28
Nov

MALEDETTI FORUM

Wittgenstein si augurava ieri la scomparsa dei forum:

Dirò una cosa impopolare: speriamo che con i weblog spariscano i forum, e che ognuno faccia i comodi suoi a casa sua senza bisogno di andare a farlo, spesso anonimo, nel branco di un forum

Diro’ una cosa impopolare anch’io: credo che abbia torto (Lascio il beneficio del dubbio perche’ Witt usa una ironia che spesso non capisco e magari potrei aver perso qualche raffinata sfumatura del suo intervento anche in questo caso). E con lui hanno – secondo me – torto in molti quando si parla di queste cosuccie. Hanno torto quelli che accusano i blog di essere strumenti elitari (come sento dire sempre piu’ spesso). Forse sono schifosamente alla moda e Gaber potrebbe farci una canzone ma elitari no di certo. Hanno torto quelli che credono che i blog siano la soluzione di tutti i problemi del WWW. Hanno torto quanti sostengono che i weblog apriranno porte e portoni ad una informazione finalmente libera e senza padroni. E via proseguendo. Il fatto e’ che stiamo parlando di strumenti e gli strumenti non fanno la testa delle persone. Forse l’unico guaio serio del blog di Sabelli (da cui parte molto di questa discussione) e’ il fatto semplice che i blog non si prestano troppo ad essere strumenti di comunicazione orizzontale e che Claudio, semplicemente, quando ha aperto il suo blog non lo sapeva. I forum servono invece proprio a questo. A parlare tutti seduti sullo stesso gradino. Witt ha una minuscola rendita di posizione al riguardo. Come qualcun altro. E magari il suo parere deriva proprio da cio’. (luca?). Per quanto mi riguarda il ringhio insensato del branco (insieme ai tanti momenti di intelligenza e lucidita’ che spesso animano i forum) e’ comunque piu’ interessante del solipsismo dei tanti perdutamente innamorati della propria voce.

9 commenti a “”

  1. Luca dice:

    "A parlare tutti seduti sullo stesso gradino"

    A parlare tutti nascosti nel proprio tombino, direi. L.

    p.s. per precisione, io sono per i forum "di servizio": quelli dove qualcuno ti aiuta a svitare un rubinetto, trovare un ristorante a Vercelli, o far funzionare Photoshop.

  2. Andy dice:

    Mi sta cadendo anche il forum, adesso? Dopo la morte della chat, neanche il sondaggio se la passa tanto bene… Il trackback mi sembra morto in culla…

    O forse il forum rinasce con i commenti come questo, HaloScan, Enetation…

  3. b.georg dice:

    Delle due l'una: o un blog ha i commenti, che di per se' non sono poi cosi' diversi da un mini-forum, oppure non li ha, e per discutere di quello che vi si dice bisogna trasferirsi… su uno che li ha, come ad esempio questo :-))

    Che dire, in fondo cio' che funziona e viene preferito continuera' ad esistere, cio' che viene superato muore, chi vivra' vedra. E' il mercato, baby…

  4. mim* dice:

    Nessun forum è del tutto di servizio, non esiste la neutralità  assoluta; per il rubinetto ti possono consigliare l'idraulico da 250 euro l'ora, il ristorante a Vercelli può essere quello dell'amico e fare schifo assai, su Photoshop ti potrebbero dire interessatamente di comprare un aggiornamento che non ti serve davvero e via così.

    La soluzione? Proibire l'anonimato su internet? Smettere di discutere? Per me non se ne esce, son rischi che fanno parte del gioco.

  5. Tamerlano dice:

    Luca wrote:

    "Io non cambio idea: sono perché ognuno si assuma impegno e responsabilità  di quel che dice. Perché si aprano weblog firmati e si chiudano forum anonimi"

    Suppongo che Luca necessiti di una firma e di un recapito cui inviare un'eventuale denuncia per diffamazione, solo ed unicamente in questo caso potrei essere d'accordo con lui.

    Ma nel caso non fosse questa l'esigenza, mi chiedo quale sia la differenza sostanziale tra il mio nickname, il mio nome e cognome per esteso, una jpeg della mia carta d'identità , il mio CV in formato DOC e il mio e-book autobibliografico con tanto di impronte digitali.

    Ai fini dello scambio di idee e opinioni, ai fini di una contrapposizione dialettica focalizzata sui topic in discussione, la verità  è che non fa alcuna differenza se ti chiami GrilloParlante, Ludwig Wittgenstein o GaiaDeLaurentis (tanto per toccare gli estremi…), se hai idee e posizioni dialetticamente interessanti queste emergeranno comunque a prescindere dal tuo pulpito più o meno altolocato, a prescindere dai tuoi voti in pagella o dalle tue tessere politiche.

    Se ci rifletti le cose che dici e gli argomenti che sostieni in forma anonima sono l'espressione più genuina di ciò che intimamente pensi o in cui credi, senza i condizionamenti cui sei inevitabilmente sottoposto , anche inconsciamente, mostrandoti con la tua maschera pubblica (che tu sia un politico, uno scrittore, un prelato, un dipendente statale, poco importa).

    Il tuo orientamento emergerà  in modo naturale semplicemente da ciò che affermi e sostieni, a prescindere dalla tua posizione 'istituzionale', spesso assunta unicamente per utilitarismo o opportunismo personale.

    Prova a riflettere su quante siano le cose che vorresti dire credendovi intimamente ma che non puoi dire perchè semplicemente ti…'sputtaneresti' nel tuo ambito sociale.

    A centinaia. A partire da ciò che pensi realmente della suocera ma che neanche sotto tortura ammetterai pubblicamente….

    L'anonimato espresso da un Forum o anche da un commento su un blog è un'opportunità  unica per liberarti delle maschere sociali che ognuno di noi, volente o nolente è condannato ad indossare quotidianamente.

    Poi naturalmente la qualità  dei forum è data dalla qualità  media dei suoi frequentatori, la quale, è vero, è obiettivamente scarsa, ma non confondere il contenuto con il contenitore….

    Saluti,

    Tamerlano

    (il nick è fittizio, le idee poche ma reali…)

  6. Luca dice:

    Siamo del tutto d'accordo.

    La differenza è che io credo sia giusto fare i conti con "i condizionamenti", con il nostro nome, con quel che siamo. Non sono cose accadute per caso.

    Se ci sono cose che non hai coraggio di scrivere con il tuo nome e cognome, con la tua faccia, allora è meglio che non le scriva. Vuol dire che è meglio che non le scriva. Moderarsi, censurarsi, pensarci tre volte e lasciar perdere, è buona cosa. Aggirare questo esercizio di equilibrio con uno pseudonimo, io lo trovo vile. Ciao, L.

  7. mim* dice:

    Se ci sono cose che non hai coraggio di scrivere con il tuo nome e cognome, con la tua faccia, allora è meglio che non le scriva.

    Vietiamo l'anonimato su internet? E poi magari nella stampa e nei libri? Non sono d'accordo.

    Per me una persona ha il diritto ad esprimersi anche in modo anonimo, ci possono essere molti validi motivi dietro una scelta del genere. Anch'io sono contraria all'approfittare di questa possibilità  per attaccare vigliaccamente altre persone, ma teniamo conto che su internet l'anonimato vale fino a un certo punto. Se una persona commette un reato (quale la diffamazione), le autorità  normalmente possono risalire alla sua identità  tramite l'IP.

  8. Tamerlano dice:

    Luca wrote:

    "Aggirare questo esercizio di equilibrio con uno pseudonimo, io lo trovo vile."

    Vedo che non sono riuscito a convincerti, ma i vari Berenice, Fortebraccio, Ghino di Tacco, Geronimo, Etrusco avevano forse delle comprensibili ragioni per celarsi dietro uno pseudonimo oppure erano solo dei 'vili' ?

    Purtroppo la vita reale è fatta di compromessi, di convenzioni sociali, di opportunismi, di convenienze, di 'maschere di ferro' che ti ritrovi incollate addosso ancor prima che te ne renda conto.

    Quei pochi che hanno detto sempre e comunque ciò che pensavano veramente (pur riflettendoci non 10 ma 100 volte) sono diventati martiri o santi , quelli che l'hanno fatto una volta di troppo nel momento sbagliato se la sono cavata nel migliore dei casi con un siluramento…

    Tu dirai, certo, che questa è coerenza e coraggio delle proprie idee, ma pochi (a parte re e giullari di corte) sono disposti a pagarne il prezzo…

    Lo pseudonimo vedilo come un escamotage per riuscire ad esprimere liberamente le proprie idee senza per questo rinunciare "all'esercizio di equilibrio" e soprattutto senza dover pagare un assurdo tributo se queste idee cozzano con il pensare comune.

    Il vantaggio? Notevole: riuscire a scorgere gli iceberg sotto la superficie dell'acqua, che altrimenti continuerebbero a rimanere invisibili ai più… poi se e quando vi saranno le condizioni anche la parte nascosta potrà  emergere senza fare danni…

    Esperimento: prova a proporti qualche volta con un nick di fantasia, potresti davvero sorprenderti nell'assaporare il gusto di dire Veramente ciò che pensi, fossero anche solo idee sperimentali allo stato embrionale, da sottoporre a perfezionamento e giudizio di chi ti ascolta…

    Ciao,

    Tamerlano

  9. Leonardo Piperno dice:

    I forum sono fondamentali,non sempre degenerano in flame e diatribe disgustose, anzi. Dipende dai forum. dipende da chi li frequenta. Certo, se c'è di mezzo la politica o un qualche schieramento da difendere (intel vs amd, microsoft vs linux, roma vs lazio, etc), allora si può star sicuri che sembrerà  di essere da Biscardi. I forum (come le chat) sono anche lo sfogo di gente che non vuole costruire pensieri complessi, ma come certe trasmissioni tv, certi giornali, certi amici basta evitarli. Come nei bar, se vai al bar sport non ti meravigliare di trovarci cento allenatori sottovalutati che loro sì che saprebbero risolvere la situazione della squadra… I flame ci saranno sempre, ma ci saranno sempre anche le discussioni intelligenti.