08
Nov

PUGNI in FACCIA alla CAMERA

“E’ stato lui ad aggredirmi. A freddo. Mi ha dato un pugno in faccia. Allora io l’ho afferrato al collo, e in cambio ho ricevuto un’altra gomitata”.

Dissento fin da adesso dal prevedibile uso politico che verra’ fatto domani sui giornali della zuffa fra due deputati forzitalioti di stamattina alla camera. Si tratta di un doppione della storia dei pianisti: cio’ che colpisce non e’ tanto il colore politico dei suonatori ( o dei boxeur) quanto il fatto che la selezione naturale dei nostri rappresentanti in Parlamento ( e spesso in altri settori della societa’) debba concentrarsi sul peggio. Abbiamo un ordine sociale che negli anni si e’ abituato a selezionare preferibilmente il peggio. Solo i peggiori hanno successo e diritto di rappresentanza. E questo e’ un ben serio problema al di la’ di ogni bandiera.

2 commenti a “”

  1. Massimo Moruzzi dice:

    Massimo, sapessi come e quqnto sono, purtroppo, d'accordo con te!

    ma se ci pensi e' normale che sia cosi'. prendi la politica, ad esempio. se le qualita' piu' importanti sono qvere la faccia come il culo, rubare a piu' non posso, prendere in giro gli elettori etc… beh, e' normale che al top arrivino proprio i peggiori, no?

    guardiamo alle dot-com? nel periodo d'oro delle bullshit-company succedeva esattamente la stessa cosa/ arrivava in alto chi prometteva cio' che non avrebbe mai potuto mantenere. oggi in campo Internet non e' piu' cosi', finalmente. in politica, invece…

  2. Massimo Morelli dice:

    Non è solo questo. Ho un amico sindacalista. E' in una corrente molto minoritaria (non sto a specificare quale), ma ha ricevuto offerte dai partiti principali, con promesse di carriera. Dice che dal momento che nessuno fa politica, a livello locale basta non essere completamente deficienti e si scalano sindacati e partiti con facilità .

    Non è che la politica premia il peggio, è il meglio che non ne vuole sapere di farla.

    Poi lasciamo stare quel partito che è pieno di avvocati, commercialisti e vallette del capo.