29
Ott

ETIMOLOGIE

Assunta Ficodindia di Brodo Primordiale e Luca Sofri de Il Foglio discutono sui blog italiani dell’ etimologia dell’aggettivo “stinfia“. Avrei voluto partecipare anch’io ma i miei numerosi vocabolari domestici e online non mi aiutano per nulla. Google non mi dice niente di interessante, la memoria tantomeno. Mi pare di ricordare – come dice Luca – l’uso di “stinfia” nelle striscie di Schultz ma i miei ricordi sono davvero troppo vaghi per consentirmi di prendere una posizione. Frattanto mentre Luca ipotizza che Agnese Ananasso sia uno pseudonimo di Giuseppe Turani ( e se cosi’ fosse Turani avrebbe tutta la mia comprensione per la sua insipienza-blog – una volta accertato che fare il one-man-band ad Affari e Finanza non lo renda troppo ricco) io ricopio qui un piccolo bellissimo pezzetto di Stefano Bartezzaghi uscito su Repubblica di domenica. (ahh bartezzaghi e’ un grande, se non avete letto “Accavallavacca” fatelo subito :):

MODALITA’ PROVVISORIA

“Puo’ essere che ci manchi l’istruzione, ma di sicuro non ci manca la modalita’. La parola modalita’ e’ di moda, e’ ammodo, d’impiego non modico ma anzi smodato. Modalita’ di pagamento, modalita’ di consegna, modalita’ di acquisto, dovresti cambiare modalita’…La questione modale e’ sempre aperta: le modalita’ sono gli algoritmi della vita contemporanea, procedure che si innestano l’una sull’altra a comporre catene di cause ed effetti. La piu’ significativa e’ di gran lunga la “modalita’ provvisoria”. La modalita’ provvisoria e’ uno stato del computer, una sorta di degenza di questo nostro cagionevole compagno di lavoro e di giochi. Quando la benzina e’ finita l’auto funziona solo se l’automobilista la spinge: allora un informatico direbbe che la macchina e’ “in modalita’ provvisoria”. E dato che l’informatica informa la nostra vita molte cose oggi funzionano solo in modalita’ provvisoria, ne’ si sa quando verranno riparate o rifornite. Prima dell’avvento del suo geniale battesimo informatico la modalita’ provvisoria esisteva gia’. Si chiamava “precarieta’” e Claudio Lolli le ha dedicato una bella canzone. Stefano Bartezzaghi (Repubblica, pg 34 del 27/10/2002)”

Commenti disabilitati

Commenti chiusi.