17
Ott

Eh NO CARO LUCA

Luca sul blog de Il Foglio sfiora un argomento che mi sta a cuore e lo fa per due volte in due giorni. Prima cita un mio intervento di ieri di critica a Il Nuovo che parla bene di Fastweb senza citare, per l’eventuale sbadato lettore, che il giornale e Fastweb sono del medesimo proprietario. Poi aggiunge il caso di Repubblica che parla bene dei conti del gruppo Espresso ( e qui in effetti la sbadatezza del lettore per non accorgersi della sinergia deve essere ai limiti della colpa) e infine cita (senza accorgersene) un articolo nella pagina della cultura di Repubblica di oggi dove al colmo della autoreferenzialita’ Riccardo Stagliano’ firma un pezzo in cui pubblicizza un libro di se medesimo. E per essere franchi, dato che nel pezzo di Stagliano’ si parla di weblog, mi permetto di far osservare a chi non ha letto Giornalismo 2.0 che se l’autore, nell’estratto su Repubblica di oggi, santifica con facilita’ i weblog dei giornalisti americani, non altrettanto, piu’ avanti nel libretto, sembra agitarsi per i blog in generale. Questi, evidentemente, appena perdono il fascino dell’altare da cui il giornalista si concede alle masse, diventano per Stagliano’ , come avevo scritto pochi giorni fa, qualcosa di assai meno aulico:

Niente piu’ scuse quindi: chi ha qualcosa da dire puo’ farlo, comportandosi, di fatto, da giornalista, senza bisogno di giornali che accettino i suoi pezzi o di Ordini che ne certifichino l’abilitazione professionale. E’ anche chiaro che l’abbattimento di questo ultimo steccato provochera’ una valanga di pensierini narcisisti, infiniti sbrodolamenti sulle materie piu’ microscopiche e tanta roba di cui a nessuno – eccezion fatta, forse per amici intimi e familiari – freghera’ un bel niente.”

Altro che buon pezzo, Luca.

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