05
Ott

STAGLIANO’ e i dilettanti.

Mi spiace di dover tornare a parlare di Riccardo Stagliano’, giovane giornalista di Repubblica e docente di Teoria e tecnica dei Nuovi Media alla terza Universita’ di Roma, che qualche tempo fa lamentandosi con il direttore di PI per un mio articolo nel quale mi domandavo come fosse possibile in pochi mesi passare dall’iscrizione all’ordine dei giornalisti alla docenza universitaria, mi defini’ – se ricordo bene – uno sciacallo. Pero’ Riccardo ha appena pubblicato un volumetto dal titolo Giornalismo 2.0 per l’editore Carocci, dove si parla di giornalismo e Internet, nel quale, fra le altre cose, si citano anche i blog. E’ curioso: prima l’autore plaude alla perdita’ di sacralita’ della figura del giornalista che Internet ha forzosamente imposto poi, qualche pagina piu’ avanti, intitola un paragrafo dedicato ai weblog “La doppia natura dei blog, fra dilettanti e giornali iperpersonali”

Ora dilettanti magari solo nella mia testa e’ un termine con connotazioni negative ma poco sotto Stagliano’ scrive:

“Niente piu’ scuse quindi: chi ha qualcosa da dire puo’ farlo, comportandosi, di fatto, da giornalista, senza bisogno di giornali che accettino i suoi pezzi o di Ordini che ne certifichino l’abilitazione professionale. E’ anche chiaro che l’abbattimento di questo ultimo steccato provochera’ una valanga di pensierini narcisisti, infiniti sbrodolamenti sulle materie piu’ microscopiche e tanta roba di cui a nessuno – eccezion fatta, forse per amici intimi e familiari – freghera’ un bel niente.”

Se capisco bene il volumetto, con i suoi riassunti a fine di ogni capitolo, diventera’ libro di testo per gli studenti dei nuovi media all’Universita’ di Roma. Che forse potrebbe rinominare velocemente il corso in “teoria e tecnica di media semi-nuovi”

Un commento a “”

  1. Giorgio dice:

    Considerando l'ignoranza media dei giornalisti "certificati", nonche' la totale inutilita' di certe notizie che occupano grandi spazi dell'informazione "ufficiale" (per esempio il delitto di Cognes, vicenda privata che ha avuto molto piu' spazio della politica interna, cosa che forse incide un po' di piu' sul destino di noi Italiani) , non credo che i dilettanti possano fare di peggio.

    Per lo meno le scelte degli argomenti e le opinioni espresse saranno manifestazione del pensiero di persone, e non di gruppi di potere.

    Saluti

    Giorgio