13
Set

DEFLOREREMO EUDORA?

Come direbbe il buon Berardelli: non saro’ breve. :)

L’articolo centrale del numero de L’Espresso da oggi in edicola e’ dedicato alla rete e gia’ dal titolo promette bene: www.spazzatura.it A firma di tal Luca Neri, il pezzo e’ condito di ben 6 fotografie medio grandi sparse in 4 pagine , tutte di carattere pornografico. Neri prova cosi’ a spiegarci com’e’ diventata la rete dopo la crisi delle dot.com.

E qui’ mi tocca citare per farmi capire meglio. Si legge nell’incipit:

Il bombardamento comincia, regolare, di prima mattina. Apri la posta elettronica e ti trovi servito un bell’invito al sesso anale.

Poco piu’ avanti continua:

Il bombardamento ricomincia appena accendi il browser. Un pezzetto alla volta tutti quei piccoli servizi gratuiti che si potevano visitare, vogliono quattrini per aprire la porta di ingresso. E per chi non si abbona? Restano le chat piene di baggianate, i newsgroup e forum sepolti dallo spam, quella pratica di spedire milioni di messaggi a milioni di utenti tutti insieme. In piu’ si aggiunge la noia infinita dei siti amatoriali, con quelle melasse di poeti falliti, foto di cani, pargoli mocciosi. diari gonfi delle piu’ inutili masturbazioni mentali.

Basta questo credo a chiarire che tipo di articolo abbia partorito L’Espresso e che raffinato occhio clinico mostri il suo estensore sballottato senza posa durante al sua esperienza in rete fra siti porno, kit per allungare il pene, casino online, spam, trash e tasteless vari.

Visto che l’autore si appella spesso al buon gusto tento anch’io una piccola analisi.

Era molto tempo che non leggevo articoli divulgativi tanto orientati ad una idea che sembrava tramontata: quella di un Internet deposito esclusivo di ogni nefandezza e perdita di tempo (il mondo attorno a noi e’ uno splendore e’ Internet che racchiude il peggio di noi) .

La mia impressione e’ che le dot.com non siano estranee a questo ritorno al passato. Gli editori ed il grande capitale, bruciati da una esperienza digitale che vorrebbero dimenticare in fretta hanno liberato la mano dei loro scribi: che fra tette e culi finalmente additati a vergogna pubblica possono ricominciare a sparare ad alzo zero.

Da un certo punto di vista mi pare una buona notizia.

5 commenti a “”

  1. Massimo dice:

    tra l'altro, hai visto dove porta http://www.spazzatura.it ?

    LOL

  2. massimo mantellini dice:

    eheheh…ma non sara' "quella" publinord li' vero ?

  3. Carlo Berardelli dice:

    Come dicevo da qualche altra parte, ormai dell'Espresso restano solo le ceneri. Mi sembra che la nuova Direttora non abbia fatto altro che alimentare le fiamme. Io lo rinominerei in qualcosa tipo "Sorrisi e Cazzoni".

  4. Carlo Berardelli dice:

    A proposito di "Sorrisi e Cazzoni", volete sapere chi è Luca Neri? Ecco qui:

    Luca Neri e' il Chief Technological Officer di Wall Street Italia e il fondatore e coordinatore di Ultrastudio, un network internazionale di professionisti del web (comunicazione, design, computer programming, marketing, multimedia) specializzato nell'aiutare i protagonisti del "Made in Italy" a sfruttare l'intero potenziale della "rivoluzione digitale." Fiorentino di nascita, ma residente a New York da piu' di 15 anni, Neri ha alle spalle una formazione come designer e una lunga carriera giornalistica, che spazia dalle testate della Conde' Nast Italia, alle pagine del settimanale L'Espresso, al lancio con Oliviero Toscani della rivista internazionale Colors.

    Roba forte, vero?

  5. Massimo Morelli dice:

    Non so perché ma la descrizione del personaggio mi ricorda quelle della dotcom in cui lavoravo, giustamente fallita.