05
Set

ARTURO ARTON e la matematica

In uno degli ultimi numeri free di CWW leggo che l’ing. Arturo Artom, il CEO di Netsystem (la prima societa’ di connettivita’ satellitare che riesce a pubblicizzare il servizio che vende come ADSL), propone che il governo offra incentivi fiscali alle famiglie che approderanno alla larga banda. SONO D’ACCORDO ! come ho scritto del resto nemmeno tanto tempo fa. A patto che da tale detassazione del 20% sulle spese delle famiglie per la connettivita’ sia esclusa la larga banda satellitare, viziata come molti sanno, da banda in upload “terrestre” a 56K e ” pagata al minuto” con una formula commerciale che toglie da una parte (il tempo di collegamento) quello che da’ dall’altra (la velocita’).

Detto questo i conti tentati da Arton sui costi della larga banda consumer in Italia davvero non tornano. Secondo lui gli italiani collegati alla larga banda nel 2003 (circa 500.000 nuovi utenti) pagheranno mediamente circa 300 euro all’anno ciascuno. Chiunque ha un collegamento DSL sa che si tratta di cifre discutibilissime, che ovviamente coincidono con i costi degli abbonamenti Netsystem, alla cui banda in download vanno invece aggiunti i costi del collegamento terrestre sottoposto alle normali tariffe telefoniche. Si tratta quindi di condizioni di accesso alla rete del tutto differenti da quelle di una normale “adsl terrestre” e che rispetto a tale tipo di accesso mancano della caratteristica fondamentale: l’always on.

Applicando simili incentivi, a sentire Artom, lo Stato spenderebbe in un anno SOLO 30 milioni di euro. Peccato che Stanca abbia gia’ da tempo fatto sapere che la cifra di incentivazione per l’utenza home e per la piccola e media impresa (in forme a tutt’oggi non note) saranno limitate nel prossimo triennio a 100 milioni di euro in tutto. Con il concreto rischio che, dati i tempi che corrono per le finanze statali, tale cifra subisca in fase di approvazione della legge finanziaria violente cannibalizzazioni.

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